“Piccole cose da nulla” di Claire Keegan

Piccole cose da nulla, Claire Keegan, trama, riassuntoClaire Keegan, scrittrice irlandese, nasce a Wicklow nel 1968. Vive in una fattoria in campagna fino ai 17 anni, per poi trasferirsi a New Orleans, dove studia Inglese e Scienze Politiche. Ritornata in Irlanda scrive la prima raccolta di racconti, Antarctica. Small things like these è il suo ultimo romanzo, pubblicato nel 2021, e vincitore dell’Orwell Prize per fiction politica. Il libro Piccole cose da nulla, tradotto in italiano da Monica Pareschi, è un breve romanzo di fiction storica, ambientato nell’Irlanda degli anni ‘80, durante il freddo periodo natalizio.

Il protagonista, Furlong, è un padre di famiglia che vende carbone per mantenere la moglie e le cinque figlie. Natale si avvicina, e con lui il gelo dell’inverno irlandese: le vendite di carbone aumentano, e Furlong deve lavorare tutto il giorno, tutti i giorni. “Alzarsi col buio e andare al deposito, fare le consegne una dopo l’altra, tutto il santo giorno, poi tornare a casa col buio e cercare di togliersi il nero di dosso e sedersi a tavola per cenare e addormentarsi e poi svegliarsi di nuovo col buio per affrontare un’altra versione della stessa solfa, ancora e ancora”. Le parole sono intrise del tedio, dell’atmosfera cupa dell’inverno. Un inverno buio, passato a razionare il carbone, il cibo, i risparmi. Le strade della città pullulano di corvi, senzatetto, orfani.

Il romanzo tratta in particolare del fenomeno storico delle ragazze abbandonate dalla famiglia, senza marito o incinte, violentate o menomate, che venivano rinchiuse negli istituti di correzione, dove, sotto il nome di lavanderie Magdalene, lavavano gratuitamente i panni dei cittadini. Le condizioni di lavoro erano simili a quelle della schiavitù.

Il vero protagonista, infatti, si scopre ancor prima dell’incipit, nella dedica: “Questa storia è dedicata alle madri e ai figli che hanno sofferto nelle Case della madre e del bambino e nelle Magdalene Laundries in Irlanda”. Furlong incontrerà, nel giorno di Natale, una ragazza delle lavanderie Magdalene, in fin di vita. La ragazza si chiama Sarah, e il nome potrebbe richiamare alla reale sopravvissuta Sara W. Non si sa quale sia il vero nome di Sara W, poiché è uno pseudonimo inventato per salvaguardare l’incolumità della donna.

Con uno stile limpido e genuino, che descrive tutti i punti di vista senza mai prendere parti, Claire Keegan racconta una storia di segreti ignorati e volutamente nascosti. Tra le righe spicca la critica politica e morale. La scrittrice crea frasi pesate, mirate. Ogni parola è fondamentale, rendendo lo stile essenziale ma, allo stesso tempo, ricco. Lei stessa ha dichiarato in un’intervista, riguardo la lunghezza del libro: “I think something needs to be as long as it needs to be”.

Piccole cose da nulla è denso di lezioni che il lettore può apprendere da tutti i personaggi. Furlong stesso impara e cresce durante il corso della storia. Impara ad alzare la testa, la voce.

È proprio quando qualcuno parla, quando si denunciano le ingiustizie, che il mondo cambia. “Le rivoluzioni nascono quando qualcuno non sta al suo posto”. Furlong non ha saputo stare al suo posto. Furlong, spinto dall’amore per la madre, spinto dall’amore della madre, ha deciso di aiutare, di parlare. Infatti, sono proprio la madre e il passato difficile di Furlong a fare da motore dell’azione, da filo conduttore. È la madre, la relazione che Furlong ha con lei, a spingere il protagonista ad agire. “Come sarebbe stata la vita, si chiese, se avessero avuto il tempo per pensare e per riflettere sulle cose?”. Con questa frase, Claire Keegan ci mostra il suo tema, il suo messaggio. Questo libro non è una storia di Natale come le altre. È critica, storia, analisi, confronto. È uno spaccato della realtà del tempo.

Cecilia Casali

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