Origin, nuovo libro di Dan Brown, trama, recensionePorta il titolo di Origin l’ottavo romanzo a firma di Dan Brown, tradotto in 42 lingue e che ha subito sollevato grande interesse fra gli appassionati del maestro dei best seller. Uscito il 3 ottobre 2017, anche in Italia, Origin è stato pubblicato da Mondadori, con traduzione a cura di Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli. In questo suo nuovo lavoro lo scrittore americano sembra non innovare molto in stile e contenuti, mantenendo alta quella piacevolezza descrittiva, specie sui posti e sull’arte, che fanno da contorno alla trascinante storia, così da non scontentare sia i più affezionati fan che coloro che si avvicinano a Brown per la prima volta.

Protagonista della nuova avventura è l’ormai noto professore di simbologia e iconologia delle religioni ad Harvard, ovvero il temerario Robert Langdon, invitato presso il museo Guggenheim di Bilbao per prendere parte ad un importante ed insolito evento. Come consueto, anche questa storia si svolgerà tutta entro un arco temporale parecchio breve, di una sola notte appena. Giunto sul luogo il professore assisterà all’intervento di Edmond Kirsch, ex alunno e grande amico di Langdon, affermatosi e noto in tutto il mondo per via delle sue invenzioni tecnologiche e delle sconvolgenti predizioni sul futuro. Il tema della serata avrà ad oggetto importanti rivelazioni che modificheranno la storia dell’umanità intera, ribaltando assiomi indiscussi destinati a surclassare la fede religiosa. Nell’occasione il futurologo Edmond Kirsch lascerà tutti senza fiato, fornendo risposta ai quesiti sui quali da millenni si interroga l’uomo: “da dove veniamo?” e “da dove andiamo?”, così da aprire una nuova strada che si aggrappa alla sola forza della moderna scienza. Le sensazionali teorie di Edmond Kirsch sulla genesi saranno destinate a coinvolgere tutti i leader del mondo presenti in sala, catturando da subito l’attenzione dei media e dello stesso Langdon ma di lì a poco tutto si trasformerà in un irreparabile caos. Un improvviso ed inaspettato colpo di pistola metterà per sempre a tacere Kirsch, proprio sul punto in cui questi stava per rivelare, in diretta ed al mondo intero, la sua stravolgente scoperta. L’autore del crudele crimine è un certo Luis Ávila, assoldato da un misterioso mandante che tutti chiamano Il Reggente. Seguirà l’incessante travaglio di Langdon. Il professore, sentendosi minacciato, si troverà costretto ad andare via da Bilbao in compagnia dall’affascinante Ambra Vidal, direttrice del museo Guggenheim e assistente di Kirsch, nonché promessa sposa del principe di Spagna. I due, giunti nella cosmopolita Barcellona, immersi in una incessante corsa contro il tempo, iniziano la ricerca della misteriosa password, composta da 47 caratteri, per entrare nella presentazione video di Kirsch così da poterne rivelare il contenuto a tutto il mondo. Tra colpi di scena ed intriganti cammini fra capolavori d’arte, forze occulte e simbologia, Langdon e la bella Vidal si troveranno a fare i conti con il vero secondo protagonista della storia: Winston. Nella sapiente mescolanza tra il vecchio ed il moderno, Winston, ovvero l’intelligenza artificiale creata dallo stesso Edmond Kirsch, sarà di ausilio nell’appassionante viaggio intrapreso da Langdon e Vidal. La travagliata ricerca che tocca anche Siviglia condurrà, dapprima ed invano, ad una massima di Friedrich Nietzsche che recita “Dio è morto e noi lo abbiamo ucciso”. I due non si arrendono e percorrendo artistici ed affascinanti scenari della Casa Milà e del Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia giungono dinnanzi alla pagina 163 di un testo di William Blake. La lettura dei versi del poeta permette di ricostruire la giusta password: “le religioni oscure finiscono e la dolce scienza regna”. All’interno di una chiesa sconsacrata, nella città di Barcellona, Langdon e Vidal accedono quindi al super computer E-Wave e daranno inizio alla presentazione, chiudendo un altro capitolo della storia del professor Langdon ed aprendo la strada verso una nuova teoria sulla vita.

In Origin Dan Brown resta fermo allo stile incalzante cui ci ha abituati ma questa volta graziando il lettore da tutti gli inutili giri di parole e le laboriose descrizioni che avevano caratterizzato maggiormente Inferno. Il romanzo, con contenuti mai banali e scontati, riesce ad intrattenere il lettore attraverso un tema tanto controverso quanto affascinante, ovverosia quello dell’intelligenza artificiale ma sullo sfondo dell’eterno conflitto fra fede e scienza. In questa avventura, probabilmente, il professor Robert Langdon appare meno impegnato delle altre volte nella risoluzione dei misteri, mostrandosi meno pretenzioso pur mantenendo sempre alto quel ruolo carismatico. Il ricorso eccessivo ai pensieri virgolettati dei personaggi non inficiano la piacevolezza della trama sulle origini del mondo e della vita. Origin, in definitiva, si rivela un romanzo travolgente dalla prima all’ultima pagina ed in grado di offrire interessanti nozioni al lettore.