“Nuove coppie, nuove unioni. Psicologia delle relazioni amorose moderne” a cura di Alessandra Salerno e Aluette Merenda

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Prof.ssa Alessandra Salerno, Lei ha curato con Aluette Merenda l’edizione del libro Nuove coppie, nuove unioni. Psicologia delle relazioni amorose moderne, pubblicato da FrancoAngeli: quali sfide si trovano ad affrontare le coppie di oggi?
Nuove coppie, nuove unioni. Psicologia delle relazioni amorose moderne, Alessandra Salerno, Aluette MerendaLe sfide di oggi riguardano soprattutto l’attraversare i cambiamenti e le trasformazioni che stanno investendo le coppie e le famiglie da alcuni decenni a questa parte. Cambiamenti che non riguardano soltanto la coppia nelle sue relazioni interne e quindi nell’equilibrio tra ruolo della donna e il ruolo dell’uomo, nella diversificazioni delle funzioni materna e paterna e, ancora, nella presenza sempre più riconosciuta e legittimata delle coppie omosessuali ed omogenitoriali; le trasformazioni investono, infatti, il concetto generale di famiglia dato che nella nostra epoca, caratterizzata dalla fluidità, ognuno di noi si trova a essere sempre più disorientato scoprendo, ogni giorno di più, una sorta di frammentazione degli scenari relazionali, irrimediabilmente cambiati, in cui ciascuno pensa e agisce in modo diverso. La sfida è dunque quella di mantenere una identità di coppia forte ma flessibile, basata sulle dimensioni di funzionamento più importanti quali la complicità emotiva, l’intimità, la capacità di stare bene nelle relazioni sociali, un giusto equilibrio nelle relazioni con le famiglie d’origine e una sana integrazione tra il livello coniugale e quello genitoriale.

Cosa significa essere coppia nelle famiglie ricomposte?
I componenti della coppia nelle famiglie ricomposte hanno alle spalle, entrambi o solo uno di essi, una precedente unione matrimoniale dalla quale sono nati dei figli. Quindi l’assetto relazionale che li caratterizza è certamente impegnativo considerato che condividono il sottosistema coniugale ma spesso non quello genitoriale; inoltre, l’obiettivo del creare una cultura familiare propria del nuovo nucleo spesso si scontra con le difficoltà relazionali tra i nuovi partner e i figli del precedente matrimonio. La sfida evolutiva più importante per i membri della coppia riguarda però la costruzione dei confini del loro sottosistema, che li vede impegnati a trovare il tempo e lo spazio per lavorare insieme ai problemi tipici della relazione, come la definizione della struttura di potere, i processi di decision-making, la costruzione dei confini con le famiglie d’origine e la definizione dello spazio della propria intimità. Nel caso delle coppie nelle famiglie ricomposte questo processo appare qualitativamente differente da quello delle altre tipologie familiari, perché i coniugi devono consolidare la propria unione contemporaneamente alla costruzione di uno spazio relazionale con i figli del partner, con i membri di una nuova e più complessa famiglia estesa e mantenere i legami preesistenti con i loro figli e con l’ex-partner.

Quali differenze evidenzia il confronto tra il percorso adottivo delle coppie omoparentali in Italia e nel Regno Unito?
Per poter individuare le differenze più significative nei due paesi oggetto della nostra attenzione, bisogna tenere presente le variabili, socio-cultuali e giuridiche, circoscritte all’omogenitorialità. In Italia, le controversie sulle ipotesi omogenitoriali rafforzano l’immagine di un paese tendenzialmente insensibile ai mutamenti familiari. La realtà italiana resta, infatti, ancora disomogenea sulle questioni legate al gender e alle identity politics, con un atteggiamento orientato all’homophobic hate e a forme di stigmatizzazione pressanti, soprattutto rispetto all’omoparentalità. Lo scenario appare differente in molti paesi europei. In Danimarca, Finlandia, Olanda, Spagna e Svezia, ad esempio, l’accesso all’inseminazione artificiale è consentito sia alle coppie sposate, sia ai conviventi, nonché alle donne single e lesbiche. Nel Regno Unito, già nel 1976, l’Adoption Act legittima l’adozione da parte di persone single e omosessuali, autorizzando successivamente anche le coppie non sposate, tra cui lesbiche e gay, ad adottare congiuntamente. Rispetto all’Italia, pertanto, l’iter adottivo inglese contempla l’accesso alla genitorialità a chi risulta idoneo, dopo un percorso di approfondita valutazione su varie aree che non considerano l’orientamento sessuale quale variabile di esclusione all’adozione stessa; inoltre, esso prevede anche un post adoption fund, orientato ad aiutare le famiglie adottive dopo l’adozione.

Quali dinamiche genera, nella coppia, il tradimento?
Sebbene siano numerose le definizioni e le concettualizzazioni relative al tradimento nella coppia, inteso, ad esempio, come la violazione delle norme esplicite o implicite per entrambi i partner o come uno scossone a uno degli assunti fondamentali per l’unione romantica, è pur vero che le dinamiche scatenate da questo tipo di evento critico mettono a dura prova sia chi lo vive in prima persona che chi, come i terapeuti di coppia, si ritrova a prendere in carico individui coinvolti in tale dolorosa esperienza. Quando il tradimento non interrompe la relazione deve essere inteso come un’occasione di cambiamento e di ristrutturazione del legame di coppia che, se si è ritrovata a inciampare in un simile evento, è probabile che non fosse fondata su basi solide. Lo smarrimento della persona tradita, accompagnato da rabbia, destabilizzazione e desiderio di rivalsa e risarcimento, si incontra con il vissuto di vergogna e pentimento del partner che ha tradito e che spesso è ugualmente spaventato della possibilità che la relazione si interrompa. È dunque necessario attraversare i sentimenti più dolorosi al fine di superare la crisi e incontrarsi sulle reciproche fragilità. Solo in questo modo, spesso con l’aiuto di un terapeuta, la coppia potrà rilanciare il patto e riformulare il senso della loro unione.

Tra le novità introdotte dal web, vi è anche il fenomeno delle relazioni digitali: quali caratteristiche presentano le coppie formatesi in rete?
Il fenomeno nelle unioni digitali va letto tenendo conto dei mutamenti sociali circoscritti al panorama delle relazioni familiari e comunitarie, tra cui la nascita dell’homo digitans e della rete virtuale, laddove i social network e gli strumenti di instant messaging svolgono un ruolo attivo nella formazione e nelle dinamiche delle relazioni intime. Tra le caratteristiche delle coppie virtuali, si sottolinea l’utilizzo delle dating app. Esse, se da un lato favoriscono maggiori opportunità di incontro tra potenziali partner, dall’altro evidenziano i rischi sottesi a tali incontri, laddove il partner online potrebbe rappresentare (o trasformarsi in) una minaccia. L’accesso al profilo di un potenziale partner e la scelta di un canale preferenziale di comunicazione rappresentano due ulteriori caratteristiche, sia quando il contatto viene avviato direttamente, sia tramite un algoritmo di abbinamento. I risultati delle ricerche in tale ambito mettono in risalto il ricorso al virtuale soprattutto da parte di chi vive un isolamento sociale o relazioni intime insoddisfacenti, nonché un aumento di unioni omosessuali, laddove Internet esonererebbe dagli script sessuali, che ascrivono determinati ruoli e copioni legati al genere secondo le aspettative della cultura di appartenenza.

Nel libro viene anche analizzato il fenomeno delle relazioni poliamorose: quale dimensione assume la coppia in tale contesto affettivo e sessuale?
La coppia poliamorosa entra nello scenario del dibattito relativo al modo in cui le persone vivono le relazioni intime, mettendo innanzitutto in luce la complessa questione sulla propria identità di genere. In realtà, il poliamore si focalizza sulla tipologia e sulla qualità della relazione, piuttosto che rispondere ad aspettative legate al genere o all’orientamento sessuale. Tra le principali dimensioni assunte dalla coppia poliamorosa, si configura l’apertura contemporanea verso più relazioni, sebbene sia lecita la presenza di un partner fisso, insieme a degli elementi base: la vicinanza al partner, l’apertura al cambiamento, il controllo della gelosia. In generale, l’assetto della coppia poliamorosa implica un lavorare insieme sulle regole del rapporto, che necessitano un alto livello di flessibilità, per evitare che ci si possa sentire forzati a rispettarle, qualora non ci fosse un accordo.

Tra i rischi, si evidenzia proprio la mancata volontà di andar incontro ai bisogni dei partner.

Quali effetti ha prodotto la pandemia nelle relazioni di coppia?
Gli effetti della pandemia di Covid-19 nelle relazioni di coppia risultano eterogenei e soprattutto correlati a una serie di fattori di rischio, per la vita delle persone e soprattutto delle coppie e delle famiglie. Tali fattori sono stati oggetto di studio di numerose ricerche. Nel testo citiamo, tra le tante, l’Intergen-COVID online survey, condotta parallelamente in Italia, Francia e Spagna nell’Aprile del 2020, dalla quale è emerso che le relazioni sociali, intime e genitoriali sono risultate quelle più vulnerabili, particolarmente esposte a conseguenze negative. Nello specifico, viene segnalata una condizione mentale caratterizzata da: apatia, irrequietezza, instabilità, mancanza d’interesse per la vita. Tale condizione emotiva non riguarda soltanto il singolo individuo ma si è diffusa anche in ambito familiare e comunitario. La demotivazione e l’impassibilità nel contesto della coppia hanno, di conseguenza, attivato delle dinamiche relazionali per cui ci si dedica in modo discontinuo alla cura di sè e dell’altro, ovvero, ci si preoccupa poco del proprio benessere o, tanto meno, di quello del proprio partner. Dalla situazione pandemica si sarebbe in altre parole scatenata, come affermano diversi studiosi, una “tempesta emotiva” dentro le mura domestiche che ha attivato, o talvolta anche acuito, una serie di problematiche già presenti nelle relazioni intime/familiari.

Come si articola il lavoro clinico con le coppie in crisi?
Il lavoro clinico con le coppie in prospettiva multigenerazionale si fonda innanzitutto sull’identificazione di differenti tipologie di stile familiare: in base alle modalità con cui la formazione e l’evoluzione della coppia vengono influenzate dalla qualità dei legami tra le generazioni, si definiscono infatti molte delle dimensioni del funzionamento di coppia. È dunque fondamentale ripercorrere la storia personale dei due partner al fine di identificare cosa ha caratterizzato il contesto relazionale nel quale ognuno dei due è cresciuto e inserito, per arrivare a definire l’incastro di coppia e quanto questo sia flessibile, modificabile in base alla fase del ciclo di vita nella quale la coppia si trova e riformulabile a seguito della crisi. La prospettiva si concentra anche sul futuro, indagando la progettualità presente nella coppia, lo spazio della complicità emotiva senza trascurare il piano della sessualità. Tutte aree da fortificare e rilanciare attraverso il percorso terapeutico.

Alessandra Salerno, psicologa e psicoterapeuta, è Professore Associato in Psicologia Dinamica presso il Dipartimento di Scienze psicologiche, pedagogiche, dell’esercizio fisico e della formazione dell’Università degli Studi di Palermo. Tra le sue pubblicazioni: Vivere insieme. Tendenze e trasformazioni della coppia moderna (il Mulino, 2010); con S. Giuliano, La violenza indicibile. L’aggressività femminile nelle relazioni interpersonali (FrancoAngeli, 2012); con M. Garro, Oltre il legame. Genitori e figli nei nuovi scenari familiari (FrancoAngeli, 2014); con M. Tosto, Gli scenari della paternità nella psicologia contemporanea. Sfide, fragilità, orizzonti (FrancoAngeli, 2019).

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