“Nelle cinque dita di una mano” di Alfio Guglielmini

Nelle cinque dita di una mano, Alfio GuglielminiNel romanzo di Alfio Guglielmini, come descrive lo stesso autore nella prefazione, si riassume “l’essenza della vita” del protagonista, che nel suo percorso ritroverà la simbologia delle cinque dita della mano in molteplici contesti. A ciascuna delle dita corrisponde un senso, un desiderio, un’emozione che guida l’individuo nella sua formazione personale.

Nel Prologo viene esposta la storia di Marco, il personaggio principale, che sceglie di partire per Missolungi ed aprire un nuovo capitolo della sua vita. Su queste prime pagine si imprime lo sfondo greco, che inebria con i suoi profumi e con i suoi colori. Sullo sfondo si staglia la figura dell’anziano Spiros, che allieta Marco con le sue storie e diventa ben presto il suo più caro confidente. Tuttavia, gli abitanti di Missolungi sono diffidenti e suggeriscono al ragazzo di non frequentarlo troppo assiduamente.

Le serate in compagnia dell’anziano amico riportano alla mente i ricordi lontani, immagini che provengono da un’infanzia che ormai appartiene al mondo della memoria. Marco ricorda il fratello minore, la madre e gli amici che aveva lasciato in Italia, a Ferrara. Marco provava un viscerale senso di protezione per il fratello minore, lo avrebbe difeso in ogni circostanza che avrebbe potuto metterlo in difficoltà. Affiora il ricordo delle dita delle loro mani intrecciate, come simbolo dei due fratelli che si infondono forza l’un l’altro, teneramente.

Il mondo della memoria non è però privo di turbamenti, e un evento inaspettato diffonde un senso di angoscia e di dolore. L’improvvisa e tragica perdita della figura paterna lascia un solco profondissimo nell’anima di Marco, che decide ben presto di cambiare radicalmente vita. Il ragazzo inizia a lavorare in fabbrica a Ferrara e le esperienze vissute in questo periodo della sua vita gli insegnano che “solo se conosci l’inferno potrai comprendere e apprezzare il paradiso e solo se conosci il buio potrai non farti abbagliare dalla luce ed apprezzarne l’intensità”. Della figura materna Marco ricorda la severità, la freddezza, la totale assenza di affetto o tenerezza. Tuttavia, è proprio la madre a spingere Marco verso una ragazza che cambia il corso della sua vita: Elisabetta. I due giovani iniziano a frequentarsi ed Elisabetta introduce a Marco due giovani ragazze greche. Una delle due ragazze, Kiki, abbaglia Marco con la sua bellezza e tra i due inizia una storia d’amore. La narrazione riprende da questo evento nel Capitolo Secondo, ma adottando una prospettiva diversa. Marco inizia a raccontare l’incontro con Kiki durante un lungo colloquio con l’anziano Spiros, che incuriosito desidera sentire ogni dettaglio e rivivere le emozioni che caratterizzano la giovinezza. Nel rapporto tra Spiros e Marco si può scorgere la necessità, per entrambi, di ricreare un legame padre-figlio. Il misterioso Spiros non fa che ispirare e incuriosire il giovane Marco, che una sera scorge le cinque incisioni presenti sulla libreria all’interno della casa dell’anziano: “Tu sei e non sai di essere”, “Tu hai e non sai di avere”, “Tu puoi e non sai di potere”, “Eppure tutto è in te”, “Tutto è a tua disposizione”.

Nelle 5 dita di una mano
  • Guglielmini, Alfio (Autore)

Continua il viaggio nei ricordi, che si svelano uno ad uno nel raccontarsi all’anziano Spiros. I due risultano sempre più affini, sempre più simili, legati indissolubilmente dall’impossibilità di ricongiungersi con le persone care. Come Marco, anche Spiros aveva dovuto rinunciare a vivere vicino alla persona a lui più cara: il figlio trasferitosi in Australia. L’arrivo di Marco in Grecia, proprio in concomitanza del trasferimento di Spiros, crea una felice coincidenza e regala ad entrambi la possibilità di vivere quel legame padre-figlio di cui erano stati privati.

La porzione più grande del romanzo è caratterizzata da un lungo dialogo tra i due personaggi principali, l’anziano Spiros e Marco. Tra i due c’è un’unione fortissima, che porta entrambi a rivelare le passioni più intime, i desideri più nascosti, le esperienze più difficili da condividere. Non manca una sottile nota di ironia nel mettere in scena il colloquio tra i due. Il giovane, costantemente interrotto dall’anziano Spiros, non riesce a finire il suo racconto, nonostante sia continuamente spronato a concluderlo. Così, la conversazione inizia a dilatarsi, le lunghe pause per sorseggiare bottiglie di Ouzo accompagnano la narrazione, e influenzano la percezione di Spiros che, emozionato, sente il bisogno di rompere il momento di pathos con battute ironiche e sagaci. Successivamente, Marco riesce finalmente a raccontare il suo viaggio, delineando con precisione tutte le persone che incontra. Nel tratteggiare i personaggi della sua storia, Marco usa parole evocative, e tutto risulta influenzato dall’emozione che pervade il suo animo, e che finisce per pervadere anche quello dell’anziano. Dopo una breve esperienza in Libia, Marco arriva a Missolungi, e qui viene a conoscenza di una posizione aperta all’interno di una delle più grandi aziende greche, che si occupa di trasformare il sale marino in sale da cucina. Le descrizioni dell’arrivo in Grecia sono caratterizzate da sentimenti estremamente profondi per le persone che ha incontrato – la signora Olga, Angheliki, Jorgos, Triandafilo. Mentre racconta le sue storie, Marco riesce a rivivere le emozioni che ha provato, e colpisce profondamente anche Spiros, che afferma: “tu mi hai fatto vivere, e conoscere tuo padre, il Signor Silvano, il tuo amico Sergio, tua madre, tuo padre, i tuoi fratelli, la tua Angheliky, Jorgos, Vanghely, Triandafilo, Mammà Olga, Zia Tulla e tutti gli altri che hanno intersecato il percorso della tua vita, fino a giungere qui davanti a me. Tu, adesso che non è più in questo mondo, vedi tuo padre? Tu, adesso, vedi Angheliky? Sei in grado di vedere, sentire questi viandanti che hanno camminato e camminano con te nel percorso della tua vita?”.

Nel rivivere queste emozioni, l’anziano insegna al ragazzo che non deve mai smettere di coltivare la sua interiorità, né allontanarsi da ciò che suscita sentimenti sinceri e genuini.

La storia di Marco avrà un epilogo inaspettato e pieno di speranza, e quello che apparentemente sembrava soltanto un viaggio in Grecia, intrapreso per cambiare vita, modificherà significativamente anche l’interiorità del ragazzo.

L’autore ci lascia con un messaggio tanto semplice quanto importante: “dobbiamo ritornare alle emozioni primordiali, perché abbiamo già tutto per essere felici”.

Rebecca Furci

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