Nell'occhio del fotone. Un luminoso viaggio dal Sole alla coscienza, Gianni AmerioDopo aver raccontato la propria esperienza “pellegrina” lungo gli ottocento chilometri del cammino di Santiago (In cammino per Santiago – L’Età dell’Acquario 2015), Gianni Amerio, medico oculista di professione, ci narra adesso di un altro viaggio, misterioso e intrigante. Questa volta non è lui il protagonista, ma un qualcosa con cui tutti abbiamo a che fare ogni giorno, grazie a cui proviamo emozioni, eseguiamo le attività quotidiane, osserviamo gli altri e il mondo che ci circonda. Soprattutto, un qualcosa che ci permette di vivere: la luce.

Nella breve introduzione l’autore spiega sinteticamente come gli sia venuto in mente di scrivere Nell’occhio del fotone. Un luminoso viaggio dal Sole alla coscienza (edizioni Lindau):
«Ho sempre avuto un debole per le lampadine. Non solo quelle a incandescenza, con il lamento di tungsteno avvolto dall’atmosfera di argon all’interno della sinuosa ampolla in vetro. Anche le piccole alogene, le multiformi insegne al neon, le più tecnologiche a led.
Amo le candele, dalla tremula e delicata luce. O le lucciole che disegnano luminose curve tratteggiate nelle notti estive. E che dire della magia di una notte stellata, foriera di un’alba radiosa?
Insomma, sono sempre stato coinvolto da una inconsapevole passione per le sorgenti di luce, grandi e piccole, naturali e artificiali.
Sospinto da motivi altrettanto inconsci, ho scelto per la mia vita un’attività lavorativa dove in n dei conti tutto gira sempre intorno a lei: la luce. E, allora, perché non dedicarle un libro? Sarà la protagonista di un viaggio, nello spazio e nel tempo, narrazione della sua vita. Che è anche la nostra.
»

“Il viaggio della luce, quello che ti consente di vedere le meraviglie e le miserie del mondo” scrive nella presentazione Dario Corradino, già redattore capo de La Stampa, “è uno dei tanti banali miracoli che ti accompagnano per tutta la vita”. Ed è lungo questo cammino che Gianni Amerio guida il lettore, con linguaggio chiaro e paziente, portandolo ad alzare lo sguardo – è proprio il caso di dirlo – ad ammirare il lungo processo che porta a percepire il mondo come lo conosciamo. E lo fa descrivendo per l’appunto un viaggio che, come ogni cammino, ha un’origine, una meta da raggiungere, una strada da percorrere, un tempo da impiegare, un viaggiatore come protagonista e, forse, uno scopo.

Si parte dalle profondità insondabili della nostra stella, il Sole, dove milioni di anni fa una reazione nucleare, fondendo due nuclei d’idrogeno a formarne uno di elio, ha liberato energia che si è trasformata pian piano in una radiazione elettromagnetica, che noi definiamo luce, dalla doppia natura di onda e corpuscolo, quest’ultimo chiamato fotone. Dopo milioni di anni, Pallina di Luce, il fotone protagonista del viaggio, riesce a raggiungere la superficie del Sole e partire per un viaggio, che per molti suoi compagni durerà un tempo quasi eterno, mentre per lei sarà relativamente breve: otto minuti impiegati a percorrere 150 milioni di chilometri, la distanza che separa il Sole dalla Terra. Dopo essere riuscita ad attraversare l’atmosfera, sarà riflessa da una foglia di menta che fa capolino da un bicchiere di mojito posato sul tavolino di un ombrellone, ed entrerà nell’occhio di una bagnante, una certa Lisa. Dopo averlo percorso ed essere impattata sulla retina, sarà trasformata in impulso elettrico, trasportata al cervello, per essere elaborata da complessi circuiti neuronali e giungere infine in un non-luogo: la coscienza.
La luce diverrà pensiero.

L’autore, come detto, è un medico oculista. In quanto tale, ha a che fare tutti i giorni con l’organo di senso che si occupa di percepire la luce, ma sostanzialmente si occupa solo di un piccolo aspetto di tutti i meccanismi che fanno si che noi possiamo vedere. Alla stessa maniera, quando si parla di argomenti inerenti la visione, si tratta di come funziona l’occhio, della sensazione del “vedere”, di come la luce si comporti dal punto di vista ottico… In tutti i casi, un punto di vista soggettivo, limitato, dove protagonista è l’uomo.

L’idea assolutamente originale contenuta in questo scritto è quella di compiere un cambio di prospettiva, cercando di analizzare il processo visivo da un altro punto di vista, quello di chi in definitiva lo permette, ossia la luce o, per meglio dire, il suo elemento ultimo, il fotone.
 Complice la passione che l’autore ha sempre avuto per l’astronomia, la curiosità verso la meccanica quantistica, un pizzico di passione professionale e, perché no, un figlio studente di filosofia.

Nel libro è utilizzato un linguaggio chiaro e leggero, con l’aiuto di similitudini ed esempi concreti, al fine tenere desta l’attenzione del lettore, che non deve essere un esperto della materia, ma semplicemente una persona curiosa e che abbia voglia di approfondire l’argomento. Si viene presi per mano e condotti attraverso un viaggio affascinante, addentrandosi in argomenti di non sempre immediata comprensione come la meccanica quantistica, scoprendo mondi apparentemente fantastici, come le profondità della nostra stella, o addentrandosi nelle microscopiche curiosità e nei sofisticati meccanismi funzionali propri dei nostri occhi, scoprendo come essi ci permettano di captare radiazioni elettromagnetiche e trasformarle in impulsi elettrici. Si descrivono le complicate strade, ancora in parte non del tutto comprese, che gli stimoli elettrici, suscitati dalla luce, percorrono all’interno del nostro cervello e come, alla fine, essi divengano pensiero e, in ultima analisi, ciò che viene definita coscienza.

Nell’occhio del fotone porta chiunque a riflettere su aspetti della nostra esistenza che paiono scontati e banali, celando in realtà profondità e meccanismi ancora ignoti, ma rappresenta anche uno stimolo alla riflessione per coloro che, esperti o appassionati in uno degli ambiti che vengono trattati (fisica, astronomia, medicina, ottica, psicologia, filosofia della mente), desiderino avere un punto di vista diverso e, per certi versi, complementare al loro.
In un mondo sempre più specialistico e settorializzato, a volte può essere significativo il rammentare che “nessuna disciplina scientifica è un’isola”.

I diritti d’autore di questo libro sono destinati a sostenere il Servizio Cani Guida Lions, per donare due occhi a chi non vede (per info: www.nellocchiodelfotone.it)

Gianni Amerio, nato a Torino nel 1964, è laureato in Medicina con specializzazione in Oculistica. Alterna la propria attività professionale a iniziative di volontariato in ambito socio-sanitario. È autore di numerosi articoli e pubblicazioni a carattere scientifico. Partito alcuni anni fa per il Cammino di Santiago, al ritorno ha scritto “In cammino per Santiago” (L’Età dell’Acquario, 2015).