Nel maggio del 1945 le sorelle Aurora e Mia lasciano il lager di Terezín. Ventitré anni dopo e una guerra alle spalle, le due provano a ricostruire la propria vita facendo i conti con un passato che non ha mai smesso di inseguirle. Le ferite lasciate dagli anni di prigionia nel campo restano profonde, ma non impediscono alle due sorelle di sognare una nuova serenità e normalità. Con Nel profondo dei sogni, Andrea Messaggeri torna a raccontare la loro storia, dando seguito alle vicende narrate nel primo volume, Sorelle a Terezín. Il grande inganno (2023).Praga, 1968. Aurora ha trentasei anni e lavora come fotografa freelance, oltre a dare una mano a sua sorella in libreria. Nonostante gli anni passati, Aurora continua a custodire il ricordo del suo grande amore Josef, che ha dovuto lasciare quando è stato deportato ad Auschwitz. Di due anni più giovane, Mia sembra invece aver trovato quella stabilità tanto desiderata: è sposata con Ronald, ha una figlia, e nella musica ha ritrovato un linguaggio capace di dialogare con il proprio passato, che l’aiuti ad «affrontarlo senza paura».
Un giorno in libreria accade qualcosa di inaspettato. Tra alcuni dei libri acquistati da un rigattiere di Varsavia, le due sorelle ritrovano un disegno che raffigura il volto di una ragazza, firmato soltanto con una J. Aurora lo riconosce immediatamente e si riaccende in lei la speranza che Josef possa essere ancora vivo. Un ulteriore indizio impresso sul foglio rappresenta il primo tassello di un enigma destinato a trascinare le due sorelle in una nuova avventura. Da questo momento il romanzo cambia ritmo e si apre a un intreccio che unisce mistero e romanzo storico. Aurora parte così sulle tracce di Josef, mentre Mia resta a Praga dopo aver ricevuto un’enigmatica lettera che la invita a incontrare uno sconosciuto. «Chi è quell’uomo? Perché ha scelto proprio lei?» sono gli interrogativi che alimentano una seconda linea narrativa destinata a intrecciarsi con quella di Aurora, mantenendo costante la tensione narrativa.
Pur seguendo percorsi differenti, Aurora e Mia restano profondamente unite. Non a caso il rapporto tra le due sorelle è uno degli aspetti più riusciti del romanzo. La distanza non indebolisce il loro legame; al contrario, lo rafforza. Ognuna diventa il punto di riferimento dell’altra, il luogo sicuro al quale tornare nei momenti di maggiore difficoltà. Messaggeri racconta un rapporto fatto di fiducia assoluta, protezione reciproca e affetto incondizionato.
La scelta di ambientare la vicenda durante la Primavera di Praga contribuisce inoltre a dare profondità al racconto. La Cecoslovacchia del 1968 vive settimane di entusiasmo, animate dal progetto del «socialismo dal volto umano» promosso da Dubček, ma anche di crescente inquietudine. In questo clima di cambiamento si inserisce una storia romanzata che, pur prendendosi la libertà della finzione, rimane ancorata a un contesto storico ricostruito con attenzione. Anche Praga diventa molto più di un semplice scenario. Le sue strade antiche, le piazze, la neve che scricchiola sotto i piedi e quell’aria pungente che accompagna molte pagine del romanzo restituiscono un’atmosfera suggestiva e affascinante.
La costruzione narrativa risulta equilibrata grazie all’alternanza delle due linee narrative. Ogni capitolo aggiunge un tassello al mistero, introduce nuovi interrogativi e spinge il lettore a proseguire. Il mistero, gli enigmi, le alleanze che cambiano continuamente alimentano una tensione narrativa costante. In questo senso, l’Autore dosa con efficacia colpi di scena e momenti più riflessivi e distesi, mantenendo viva la curiosità fino alle pagine conclusive.
Al tempo stesso Nel profondo dei sogni continua a riflettere sul rapporto tra memoria e futuro. Aurora e Mia portano ancora dentro di sé il peso di Terezín, ma non ne sono prigioniere. La loro ricerca non riguarda soltanto Josef o i misteri nascosti dietro a un disegno, bensì la possibilità di concedersi ancora un domani. In questo secondo capitolo, il ricordo non viene mai cancellato, ma trasformato nella forza necessaria per continuare a vivere.
Con Nel profondo dei sogni, Andrea Messaggeri amplia l’universo narrativo inaugurato con Sorelle a Terezin e accompagna il lettore in una vicenda dove la Storia incontra l’avventura. Un romanzo coinvolgente, ricco di suspense e di colpi di scena, capace di tenere alta l’attenzione senza perdere di vista la dimensione più umana dei suoi personaggi. La lettura scorre con naturalezza e coinvolge fino all’ultima pagina, ricordando che, anche quando il passato sembra impossibile da superare, esiste sempre uno spazio in cui continuare a credere, quello custodito nel profondo dei sogni.
Giorgia Carta
L’Autore
Andrea Messaggeri nasce a Milano il 27 luglio 1975. Si laurea in Scienze politiche nel 2002. Ha collaborato fotograficamente con Meridiani, Bell’Italia, Airone, Alibi. La fotografia lo porta in India e Palestina dove realizza reportage fotografici. Ha Coordinato laboratori di fotografia, educatore socio pedagogico e dal 2010 diventa padre di Aurora e Mia. Dopo aver scritto un saggio a quattro mani con Angelo Chiesa – Melzo, il borgo che non c’è più̀ – Behind: una vita alle spalle – Sorelle a Terezin: il grande inganno – con cui ha ottenuto una menzione d’onore alla 49°Edizione del Premio Letterario Internazionale Casentino e – Il passo felpato della lucertola -, si è voluto mettere in gioco con il suo secondo romanzo storico.




