Dottor Ronza, Lei ha coordinato l’edizione di un innovativo manuale per l’insegnamento della storia nella scuola secondaria di primo grado dal titolo Narrare la storia, scritto da Alessandro Grittini e Luca Franceschini e pubblicato da Itaca: che cosa caratterizza questo manuale?
Narrare la storia, Alessandro Grittini, Luca Franceschini, Robi RonzaCiò che innanzitutto caratterizza quest’opera è la sua storia (dico sfidando il gioco di parole). È un libro di testo anomalo in primo luogo perché non è stato scritto solo da docenti, ma insieme da docenti e da un giornalista-scrittore come me; ed è stato impaginato sulla base del progetto grafico di un professionista di grande professionalità, Andrea Cimatti, con esperienza non solo nel campo della grafica libraria.

Nel mio lavoro di inviato e poi di analista e di commentatore mi ero sempre più reso conto che la cronaca si spiega con la storia. Perciò non ho mai smesso di studiare la storia sulla quale mi ero soffermato molto nei miei anni di università, peraltro continuando in un interesse che nella mia famiglia era di casa. Vedevo invece con crescente disagio che oggi al procedere della globalizzazione, e quindi delle relazioni internazionali di massa di massa che ne derivano, corrisponde paradossalmente non lo sviluppo ma anzi il declino della cultura generale in campo storico: quindi la perdita di una competenza decisiva ai fini sia della consapevolezza della propria identità che della comprensione del carattere e delle attese degli altri popoli.

Frattanto, sia come padre che poi come nonno, mi capitavano tra le mani libri di testo di storia troppo spesso mal fatti. Perciò, nei limiti delle mie capacità, con Narrare la storia ho pensato di contribuire a colmare questa lacuna realizzando, insieme agli altri autori, un manuale pensato innanzitutto per la scuola secondaria di primo grado, quella che un tempo si usava chiamare meno burocraticamente scuola media. Edito da Itaca Libri (che lo vende anche via Internet), Narrare la storia, viene pubblicato nella collana “I libri della Cetra”. Si tratta per così dire di un libro…multistrato, con un testo base al quale fa seguito un’ampia offerta di schede di approfondimento (sia sui volumi in carta che sul sito internet ad essi collegato). Ciò consente poi all’insegnante di scegliere che cosa approfondire. Grazie a tutti questi contenuti il nostro libro può venire utilmente impiegato anche nella scuola secondaria di secondo grado. Ci sono infatti degli istituti medi superiori, in particolare di indirizzo tecnico, che già lo usano.

Quali caratteristiche editoriali rendono questo manuale particolarmente innovativo?
Dalla cura per le immagini alla scelta della carta (opaca, non riflettente e sulla quale si possono fare note e sottolineature a matita), alla linearità dell’impaginazione, alla scelta dei caratteri più facilmente leggibili anche da chi ha problemi di dislessia, tutto si è fatto perché Narrare la storia sia un libro non solo didatticamente come si deve, ma anche gradevole e interessante per tutti. D’altra parte andando sul sito https://www.lacetra.it/catalogo/narrare-la-storia/ chiunque lo può verificare di persona.
Abbiamo perciò appreso con grande piacere che ci sono genitori i quali se lo leggono per loro aggiornamento culturale. E non mancano pure persone che l’hanno “scoperto” e apprezzato pur senza avere figli a scuola che studiano su di esso.

Quale approccio all’insegnamento della storia contraddistingue il Vostro manuale?
Come già dice il suo titolo, Narrare la storia, si tratta di un manuale di tipo narrativo. Il testo base di ogni capitolo descrive il “filo rosso” del periodo storico di cui si parla, ossia la prima cosa che lo studente di scuola media deve imparare a conoscere. Non lo si aiuta infatti, ma anzi lo si annoia, se lo si catapulta prematuramente in studi e ricerche di tipo tematico quando ancora non ha chiaro un quadro d’insieme. Ciò premesso la storia che il nostro Narrare rievoca non è solo quella politico-militare. Adeguato spazio viene dato anche alla storia delle tecniche, del costume, del pensiero e anche a cenni di storia delle arti.

In coda ad ogni capitolo è presente un riassunto scritto in caratteri appositamente studiati per facilitare la lettura da parte di alunni con difficoltà di apprendimento. Sempre per questi alunni sono proposti sul sito ampi materiali integrativi (percorsi iconografici, mappe concettuali di diverso livello, esercizi mirati). Nel sito web www.lacetra.it l’insegnante trova poi il testo completo di ogni volume pronto per la sua visualizzazione, pagina per pagina, sulla lavagna interattiva multimediale.

In che modo è possibile appassionare i ragazzi allo studio della storia?
Sempre più spesso apprendiamo con viva soddisfazione che il nostro Narrare la storia ha fatto e fa riscoprire e riappassionare alla storia molti ragazzi e ragazze, e ne siamo molto lieti. Credo che se ne riappassionino non solo perché la trovano divertente ma anche perché il nostro libro li aiuta a comprendere quanto la storia sia importante per meglio capire il presente. Se infatti non si sa da dove si viene non si capisce nemmeno dove si è e dove si va. E senza la storia, senza la memoria consapevole del passato non si sa da dove si viene. È quanto nel nostro libro si ricorda sin dalle prime pagine del primo volume ove si sottolinea come la storia incida non solo sui grandi eventi ma riguardi anche la vita quotidiana; e come sia importante cominciare a impararla, prima che sui libri, anche semplicemente ascoltando i racconti dei genitori e dei nonni e osservando i paesaggi e i monumenti dei luoghi ove si vive. Amo sempre ricordare che la storia si approfondisce con lo studio a scuola, e magari anche all’università, ma che capirne davvero il senso diventa molto difficile se non si è cominciato a impararla ascoltando i ricordi e i racconti dei propri nonni. Anche quando non sono stati all’università degli studi hanno fatto l’università della vita: quindi hanno molto da dire e da insegnare ai più giovani.