Molti inconsci per un cervello. Perché crediamo di sapere quello che non sappiamo, Paolo Legrenzi, Carlo UmiltàProf. Paolo Legrenzi, Lei è autore con Carlo Umiltà del libro Molti inconsci per un cervello. Perché crediamo di sapere quello che non sappiamo edito dal Mulino: quanti inconsci esistono?
Il cervello produce un solo inconscio, se intendiamo con inconscio tutta la parte della vita mentale di cui non ci rendiamo conto. Storicamente però abbiamo avuto le prime dimostrazioni dell’attività inconscia con gli studi sulla psicofisica e l’attenzione nell’Ottocento, con la psicoanalisi di Freud ai primi del Novecento e con gli studi sull’inconscio cognitivo negli ultimi 40 anni.

Quando appare la coscienza?
Ci sono due metodi di rispondere:
– quando costruiamo strumenti atti a costruire altri strumenti;
– quando costruiamo modelli di noi stessi e degli altri, facendo rappresentazioni o disegni (caverne di Lescaux).

Come si fa a essere sicuri che l’inconscio ci sia?
Nel caso dell’inconscio freudiano abbiamo i sogni, i lapsus e tutte le altre forme di rimozione dell’attività mentali che uno psicanalista ci aiuta a rintracciare.
Nel caso dell’inconscio cognitivo è lo sperimentatore in laboratorio che ne scopre l’esistenza e lo psicologo poi ne mostra le conseguenze nel corso delle decisioni e azioni quotidiane.

Come funziona l’inconscio?
L’inconscio funziona grazie all’attività del cervello e poi si estende al sistema rete+computer nel caso dell’inconscio artificiale.

Dove sta la coscienza?
Nel cervello, anche se l’identificazione è solo indiretta, e negli algoritmi del sistema rete+computer nel caso dell’inconscio artificiale.

Cos’è l’inconscio cognitivo e qual è la sua funzione?
L’inconscio cognitivo presiede a tutti i processi della percezione, memoria, apprendimento, pensiero e alle emozioni.

Che rapporto esiste tra libero arbitrio e inconscio cognitivo?
Per avere libero arbitrio bisogna avere l’impressione soggettiva di non essere determinati dalle attività del cervello indipendenti dalla nostra volontà e costretti dalle circostanze.

Quali sono le trappole dell’inconscio cognitivo?
Sono molte e sono tutte dovute al fatto che l’inconscio cognitivo si è formato in mondi molto più semplici, con decisioni rapide, con emozioni legate all’asimmetria guadagni/perdite, e, più in generale, a forme di vita con meno incertezze di quelle attuali.