“Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro” di Federico Montoli

Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro, Federico MontoliNella narrativa fantastica, la sfida tra Bene e Male è un classico senza tempo ma quando a scriverla è Federico Montoli, tutto prende una piega insolita. Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro è un romanzo che mescola generi, saperi e personaggi in un caleidoscopio di misteri antichi e battute contemporanee tra archeologia, immortalità e il bisogno tutto umano di capire da che parte stare.

Il libro si apre con una ricostruzione precisa e incalzante: Trautman, figura enigmatica, è riuscito a portare alla luce un tesoro archeologico. Si tratta di due bracciali appartenuti a due antichissimi sciamani dotati di poteri straordinari. La missione è chiara: impossessarsi del potere racchiuso nei manufatti e piegarlo ai propri fini. Ma a complicare i suoi piani ci sono due imprevisti: il primo è lo Sciamano Chiaro, la cui forza mentale riesce a disturbare anche la mente più calcolatrice; il secondo è Ernesto Amedei.

Ernesto è un professore universitario con la passione per la storia antica e i reperti archeologici, reduce da un matrimonio finito male, stanco, un po’ disilluso e in pessime condizioni di salute. Lo incontriamo mentre va a ritirare il referto di analisi mediche dal dottor Walter ma qualcosa va storto. Ernesto sviene, viene caricato in auto, c’è un incidente, arriva una misteriosa donna di nome Angela Trautman e tutto inizia a precipitare in una spirale che ha molto più a che fare con l’occulto che con la medicina.

Ciò che colpisce sin dalle prime pagine è il tono ironico e surreale con cui Montoli racconta gli eventi. Ernesto è un protagonista irresistibile, nonostante le sue fragilità: incarna un antieroe pieno di sarcasmo, dubbi e insofferenze quotidiane. Ma proprio questo lo rende perfetto per la missione che lo attende: diventare l’ago della bilancia in una lotta millenaria tra due creature immortali, un tempo unite da uno scopo comune e ora profondamente divise. La forza del romanzo sta nel modo in cui riesce a equilibrare riflessione e leggerezza. Si parla di longevità, di genetica, di rituali antichi ma anche di relazioni disfunzionali, amicizia, incapacità di affrontare la vita.

Il cuore del romanzo è il mistero dei bracciali: oggetti che non sono solo reliquie del passato, ma vere e proprie tecnologie del potere. Montoli gioca abilmente con un immaginario che unisce l’archeologia al transumanesimo, in un racconto che passa dal deserto del Sahara ai laboratori di ricerca con un ritmo sempre sostenuto. C’è grande attenzione per l’universo simbolico, per le lingue antiche e per la materia stessa degli oggetti: chi ama le storie che intrecciano scienza e mito troverà affascinanti queste pagine.

Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro è anche una riflessione sul significato del potere e sono proprio i personaggi più imperfetti, come Ernesto, a rivelare una forma inaspettata di saggezza. Intorno a lui si muove un cast di personaggi secondari ben tratteggiati. Angela Trautman è magnetica e ambigua, sempre in bilico tra alleata e antagonista. Il dottor Walter è una presenza affettuosa, concreta, un punto di riferimento emotivo. E poi ci sono altre coppie narrative – Hector e Luis, Isabel e Hiroshi – che ampliano il respiro del romanzo, mostrando come siano le relazioni a segnare davvero il campo di battaglia tra le forze in gioco. È qui che Montoli dimostra il suo talento: nell’ambiguità, nella costruzione di alleanze instabili, nei momenti di incertezza morale, quando i personaggi – e con loro le lettrici e i lettori – si interrogano su quale sia davvero la parte giusta.

Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro è un romanzo ibrido. Avventuroso e filosofico, il romanzo unisce leggerezza e profondità con sorprendente equilibrio, senza mai perdere coerenza narrativa. Federico Montoli costruisce un mondo in cui tutto è plausibile perché sostenuto da una visione chiara, anche quando i protagonisti brancolano nel buio. Se amate i romanzi che sanno unire tensione narrativa, intelligenza e immaginazione, questo libro saprà conquistarvi.

Giorgia Carta

Federico Montoli

Dopo aver lavorato come operaio per decine di anni, provo a cimentarmi nella veste di scrittore. Sono passato dallo scrivere facili poesie a racconti più o meno brevi, fino ad arrivare a veri e propri romanzi per quanto riguarda la lunghezza e la complessità dello scritto. Amo leggere, lo facevo molto da ragazzo, per poi smettere completamente all’inizio della mia carriera lavorativa. Ho avuto la fortuna di cadere in malattia, questo mi ha permesso di avere più tempo per me, obbligatoriamente, e quindi di riprendere a leggere. Per scrivere infatti, serve moltissimo leggere, perché si imparano molte cose che non sono per niente da dare per scontate. Abito nel varesotto, forse non mi sposterò mai da qui. Ho avuto vari hobby e diverse passioni, tra le quali la bicicletta, il body building e una sfrenata adorazione per le due ruote motorizzate. Anche in fatto di innovazione tecnologica ho potuto dire la mia, frequentando per una decina di anni un club elvetico, dedito alla promozione delle auto elettriche e delle energie alternative. Ho 57 anni e non ho ancora deciso cosa farò da grande.