“Lisa e il muro arcobaleno” di Isabella Vezzosi

Un arcobaleno dopo il temporale: Lisa e il muro arcobaleno di Isabella Vezzosi

Lisa e il muro arcobaleno, Isabella VezzosiSe nel manuale Educare al rispetto e alla gentilezza Isabella Vezzosi si rivolgeva soprattutto agli adulti, offrendo a genitori e insegnanti strumenti per riconoscere e prevenire il bullismo, con Lisa e il muro arcobaleno l’Autrice compie il passo forse più delicato, quello di portare lo stesso tema all’altezza dello sguardo dei più piccoli, dove le parole devono farsi immagini e i concetti devono trasformarsi in emozioni riconoscibili. Nata in stretta relazione con lo spettacolo teatrale Muro, la storia di Lisa, che l’Autrice porta in tournée insieme alla regista Silvia Rabbiti, qui curatrice della revisione e dell’impaginazione, e illustrata con grazia da Denise Damanti, la favola si presenta come un albo di grande formato dedicato, con una scelta di notevole tenerezza, a tutti gli amici immaginari che accompagnano i bambini nella loro crescita.

La vicenda ha la semplicità essenziale delle fiabe ben costruite. Lisa scende ogni giorno a giocare da sola nel cortile di casa, perché i bambini del parco la deridono in quanto piccola, magrissima e con gli occhiali, e ogni volta che prova ad avvicinarsi a loro viene allontanata. Il suo unico compagno di gioco è il muretto del cortile, contro il quale fa rimbalzare la sua palla color arcobaleno, senza accorgersi che quel muro, in realtà, le sorride, la saluta e le rivolge parole affettuose che lei non riesce ancora a sentire. Sarà un violento temporale, osservato dalla finestra della cameretta, a rivelare la verità: i colori della palla sembrano stendersi sulla parete, che si trasforma in un immenso arcobaleno dotato di occhi vivaci, di un nasino a patata, di una bocca sorridente e di due piccole mani. Finita la pioggia, Lisa corre in cortile e scopre di aver finalmente trovato un amico, un muro giocoliere e mago capace di far comparire farfalle, conigli dal cappello e stelle filanti. La festa non passa inosservata ai bambini del parco, che cominciano ad affollarsi al cancelletto, finché il muro, strizzando l’occhio a Lisa, la invita ad aprire loro le porte; ed è qui che la storia trova il suo momento più alto, poiché la protagonista, anziché respingere chi l’aveva esclusa, corre incontro ai compagni sorridendo e li invita a giocare, trasformando il suo cortile in un luogo sempre gremito di bambini.

La forza del racconto risiede proprio in questa scelta finale, che rovescia la logica della rivalsa e propone ai lettori un modello di accoglienza tanto più significativo quanto più è gratuito, in piena coerenza con quanto l’Autrice, che il bullismo lo ha vissuto sulla propria pelle, afferma nelle sue testimonianze, dove il perdono viene indicato come la via della propria salvezza. Il muro, del resto, si presta a una lettura simbolica di rara efficacia, giacché ciò che all’inizio appare come una barriera, emblema di solitudine e chiusura, si rivela alla fine una presenza amica e diventa il tramite attraverso cui Lisa ritrova sé stessa e gli altri; allo stesso modo il temporale, con i suoi tuoni che rimbombano nelle orecchie della bambina, rappresenta con immediatezza il momento più buio, quello da cui soltanto può nascere l’arcobaleno.

Le illustrazioni di Denise Damanti, realizzate con una tecnica dall’aspetto acquerellato e caratterizzate da colori caldi e luminosi, accompagnano il testo con delicatezza, rendendo il muro un personaggio espressivo e simpatico, mai inquietante, e lasciando che la gamma cromatica dell’arcobaleno diventi essa stessa racconto, secondo un’impostazione nella quale le parole in stampatello maiuscolo, alcune delle quali evidenziate graficamente, si integrano nella pagina come parte dell’immagine.

Il volume si conclude con una sezione di attività che ne accresce sensibilmente il valore didattico: due piccoli percorsi in cui aiutare Lisa a ritrovare i suoi amici e la sua ombra, una pagina da colorare in cui completare il muro con occhi, naso e manine, la ricetta dei “biscotti arcobaleno” nella quale, accanto a farina, burro e uova, compaiono ingredienti come l’amicizia, la voglia di divertirsi insieme, la musica e i sorrisi, e infine un gioco dell’oca da ritagliare, con dado e pedine, le cui caselle invitano a stringere la mano a un compagno, a battere il cinque all’ultimo della fila o ad avanzare insieme agli altri, trasformando il gioco stesso in un esercizio di relazione.

Per il linguaggio, la struttura e l’impianto grafico, l’albo si rivolge ai bambini dai tre ai sette anni circa, ossia alla scuola dell’infanzia e ai primi anni della scuola primaria: i più piccoli potranno goderne attraverso la lettura ad alta voce di un adulto, mentre i bambini che si affacciano alla lettura autonoma troveranno nel carattere in stampatello maiuscolo un aiuto prezioso. Proprio in questa fascia d’età, in cui si formano le prime esperienze di gruppo e si manifestano i primi episodi di esclusione, la favola rivela la sua utilità educativa, offrendo a insegnanti e genitori un pretesto narrativo per parlare di emozioni come la solitudine, la tristezza e la gioia della condivisione, per riflettere su cosa provi chi viene lasciato in disparte e su quanto possa cambiare quando qualcuno sceglie di aprire il proprio cancelletto. L’assenza di toni moralistici e la presenza delle attività finali consentono inoltre di inserire facilmente il libro in percorsi di educazione all’affettività e alla cittadinanza, magari affiancandolo a laboratori di pittura, di cucina o di gioco cooperativo.

Acquista il libro

 

Lisa e il muro arcobaleno è una favola luminosa e necessaria, che con la leggerezza propria dei racconti per l’infanzia riesce a seminare nei piccoli lettori un messaggio destinato a crescere con loro, e cioè che la gentilezza, anche quando nasce da una ferita, ha il potere di trasformare un muro in un ponte.