La top ten dei libri più venduti rappresenta uno strumento utile per orientarsi nella sterminata offerta editoriale nostrana: si pensi che solo nel 2017 in Italia sono stati pubblicati 66.757 titoli, di cui ben 19.860 di narrativa, italiana e straniera (nel 1980 erano 1.087). I libri per bambini, poi, sono passati in un anno da 6.457 titoli a 9.923, addirittura dieci volte più che nel 2000!

Per stilare le loro classifiche, i giornali si affidano a veri e propri istituti di ricerche di mercato: Robinson e La Lettura, gli inserti libri rispettivamente di Repubblica e Corriere della Sera, a GFK, Tuttolibri, l’inserto libri de La Stampa, a Nielsen.

Ma quanto sono attendibili le classifiche dei libri più venduti?

Bisogna innanzitutto considerare che nelle classifiche di vendita mancano i dati relativi ad Amazon: quella che di fatto è la più grande libreria italiana per importanza, non comunica infatti i propri dati di vendita. Certo, sul sito possiamo trovare la lista dei best seller, aggiornata addirittura ogni ora: https://www.amazon.it/gp/bestsellers/books

Ma questi dati non vengono conteggiati per determinare il libro più venduto. Quanto incide tutto ciò? Se pensiamo che oggi i libri venduti online rappresentano il 21,3% del totale dei libri venduti in Italia, possiamo comprendere quanto la mancanza di questo dato possa falsare il dato finale.

Mancano anche i dati relativi alle vendita di libri nella grande distribuzione organizzata (supermercati e Autogrill). Non vengono neanche rilevate le vendite di e-book.

Va poi rilevato che esiste un fenomeno che fa sì che in classifica tendano a trovarsi sempre gli stessi nomi: i librai, infatti, tendono a ordinare lo stesso numero di copie vendute del libro precedente, generando così un processo che si autodetermina.

Alquanto deludenti sono i dati relativi alle quantità vendute: per le case editrici maggiori solo il 26% dei titoli pubblicati arriva a vendere più di 300 copie; il 69% dei libri pubblicati dalla piccola e media editoria arriva invece solo a 100. Non stupisce quindi che possano bastare 900 o 1000 copie vendute a settimana per affacciarsi alla top ten dei libri più venduti!

Le classifiche dei libri più venduti possono dunque rappresentare uno strumento utile ma non vanno accolte fideisticamente: offrono un punto di vista per conoscere i trend del mercato editoriale ma le scelte di lettura restano sempre e comunque terreno di libertà del lettore a cui solo spetta il dolce compito di lasciarsi serendipicamente condurre al suo nuovo libro.

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