Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, – e a che serve un libro, pensò Alice, – senza dialoghi né figure?

Come dare torto alla protagonista di Alice nel paese delle meraviglie, il libro amabilmente surreale di Lewis Carroll, che tutti i bambini dovrebbero poter leggere, in cui Alice cade in una tana di coniglio e atterra in un mondo fantastico pieno di persone e animali bizzarri e meravigliosi?

Un libro per bambini senza dialoghi e senza immagini è cosa ben triste, e lo sanno bene Julia Donaldson e Axel Scheffler che insieme (lei scrittrice, lui illustratore) hanno firmato alcuni dei libri più apprezzati dai piccoli lettori. Pesciolino, Il Gruffalò, Il gigante più elegante, Zog, Dov’è la mia mamma?, sono davvero tanti i capolavori illustrati nati dalla fantasia dei due creativi. Le rime quasi musicali, i personaggi fantasiosi, le storie semplici ma mai scontate e le incantevoli illustrazioni fanno in modo che i più piccoli adorino questi libri, prima ascoltati dalla voce dei genitori e poi letti in autonomia come prime letture.

Un’altra fonte inesauribile di storie per bambini è la scrittrice svedese Astrid Lindgren. Il suo libro più famoso è indubbiamente Pippi Calzelunghe, la storia della ragazzina ribelle, ma dal cuore d’oro, che se ne va in giro con un cavallo bianco e una scimmietta al seguito a combinare pasticci di ogni tipo. Ma tutte le storie della Lindgren sono altrettanto godibili: bambini stravaganti, infanzie libere e felici, marachelle divertenti: la protagonista di Lotta combinaguai, ad esempio, è un tipetto di quattro anni che se ne va in giro indisturbata cercando di risolvere terribili enigmi, come la sparizione degli alberi di Natale. Peter e Petra, invece, sono due minuscoli fratellini che vivono in una tana del parco e un bel giorno decidono di andare alla scuola del villaggio per imparare a leggere e scrivere.

I bambini che sognano avventure e prove di coraggio si immedesimeranno invece in Mowgli, il cucciolo d’uomo allevato da un branco di lupi protagonista de Il libro della Giungla, di Rudyard Kipling. Certo, la recente trasposizione cinematografica è spettacolare, ma ai ragazzini dotati di immaginazione basteranno le parole di Kipling per ritrovarsi nel cuore della giungla indiana insieme alla coraggiosa pantera Bagheera e al saggio orso Baloo, a lottare strenuamente contro la feroce e perfida Shere Khan: “È l’ora dell’orgoglio e della forza Artiglio, zanna e zampa!”. Una storia di amicizia, di solidarietà, di coraggio.

Crescendo la voglia di avventure farà certamente apprezzare uno dei classici del fantasy più amato dai lettori: con Lo Hobbit John R. R. Tolkien non offre ai giovani lettori una semplice storia, ma un vero e proprio universo, ricchissimo di personaggi, di ambientazioni, di trovate fantastiche, analogamente a quanto si po’ ritrovare nell’altro suo capolavoro, Il signore degli anelli, altro libro imperdibile rivolto ai più grandicelli.

Per i ragazzini attratti dal fantasy o dalla fantascienza ormai c’è solo l’imbarazzo della scelta; nella categoria si possono citare saghe che sono diventate veri libri di culto per milioni di giovani lettori, dalla saga di Harry Potter di K. J. Rowling a quella di Twilight di Stephenie Meyer a Hunger games di Suzanne Collins.

Se però al fantasy preferiscono la fantasia, con qualche pizzico di surreale e sempre una grande dose di intelligenza, è a un’altra trilogia a cui si devono dedicare. La trilogia de I nostri antenati, che comprende Il barone Rampante, Il visconte dimezzato e Il cavaliere inesistente è una delle opere più belle di quel genio assoluto di Italo Calvino. I suoi personaggi sono per bambini di tutte le età. Cosimo Piovasco di Rondò, ad esempio, il protagonista de Il barone rampante, ha appena 12 anni quando, dopo aver litigato con i genitori, decide di trascorrere la propria esistenza abbarbicato su un albero. E se i più giovani ameranno l’aspetto fantastico di queste storie, i più grandi ne apprezzeranno le riflessioni sull’identità: “questo è il bene dell’esser dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza”.

Crescendo i ragazzi vanno a caccia di storie in cui possano identificarsi e attraverso le quali possono esplorare i propri sentimenti. L’amore, prima di tutto, protagonista assoluto di molti romanzi scelti dagli adolescenti. Iniziando dai classici: Le relazioni pericolose, di Pierre-Ambroise-François Choderlos De Laclos, farà fremere le ragazzine davanti alla perversa amicizia, densa di passione, tra la splendida Marchesa di Merteuil e l’affascinante Visconte di Valmont. Chi desidera atmosfere più moderne, invece, le troverà in Cercando Alaska, di John Green: ambientato a scuola, il luogo in cui si svolge la gran parte dell’esistenza dei ragazzi, il romanzo racconta la storia di Miles e della sua passione per Alaska Young, una ragazzina tanto sexy quanto instabile.

È l’amicizia invece il tema di L’amico ritrovato, il classico firmato da Fred Uhlman, in cui la profonda unione tra due ragazzi nella Germania degli anni ’30 sarà spezzata dalle tristi vicende della Storia. Ed è sempre l’amicizia che si incrocia alla storia il tema di un libro ben più recente:Mille splendidi soli, di Khaled Hosseini. Mariam e Laila sono due ragazzine molto diverse da loro, ma accomunate dal fatto di vivere in un Afghanistan in guerra.

E per i ragazzi interessati ai temi attuali, c’è The hate U give. Il coraggio della verità di Angie Thomas. È la storia di Starr, una ragazzina afroamericana. Ciò che rende il romanzo così avvincente è il modo in cui Starr deve negoziare e mediare tra i due mondi in cui si trova a vivere, quello relativamente sicuro della sua scuola prestigiosa, dove si assimila facilmente nonostante qualche commento venato di razzismo da parte dei compagni, e quello rude e violento del proprio quartiere in cui imperversano le bande rivali.

E infine, non si può dimenticare un classico tra i classici. Il giovane Holden, di JD Salinger, è presentato da Einaudi come “il libro che ha sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l’immaginario collettivo e stilistico del Novecento”. Mica poco.

Holden Caulfield ha 16 anni ed è stato sbattuto fuori dal prestigioso college che stava frequentando. “E non mi metto certo a farvi la mia stupida autobiografia o non so cosa. Vi racconterò giusto la roba da matti che mi è capitata sotto Natale, prima di ritrovarmi così a pezzi che poi sono dovuto venire qui a stare un po’ tranquillo”.

Holden è saccente, cinico e bugiardo, ed è un pessimo studente perché non sa sottostare alle regole. E tuttavia è così brillante che non si può non ascoltare il suo parere sui libri da leggere: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato”, dice, “sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”.

Silvia Maina

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