Le mappe della disuguaglianza. Una geografia sociale metropolitana, Salvatore Monni, Keti Lelo, Federico TomassiProf. Salvatore Monni, Lei è autore con Keti Lelo e Federico Tomassi del libro Le mappe della disuguaglianza. Una geografia sociale metropolitana edito da Donzelli: quali disuguaglianze socio-economiche attraversano Roma?
Roma è una città fortemente diseguale e polarizzata tra centro e periferie. Si tratta di una condizione strutturale, poiché, da sempre, le periferie di Roma hanno offerto riparo a poveri, emarginati ed espulsi. Oggi Roma non ha una unica periferia, bensì ne ha molte, diversificate, ognuna con le proprie caratteristiche, la propria memoria, i propri problemi. La polarizzazione sociale ed economica ha molte facce che si materializzano nei caratteri edilizi, nella disponibilità di servizi, nei beni comuni e nel consenso politico. Ma Roma è diseguale soprattutto in termini di opportunità che offre ai propri cittadini. Prenda come esempio la quota di romani in possesso di laurea ai Parioli ci sono 8 volte i laureati di Tor Cervara. Specularmente, le percentuali più elevate di residenti con licenza elementare o nessun titolo di studio si riscontrano nei quartieri popolari e periferici esterne o prossime al GRA. A Roma, la distanza dal centro è quindi anche e soprattutto una distanza sociale.

Cosa significa fare geografia delle disuguaglianze tra i quartieri della capitale?
Io ci sono arrivato soprattutto per passione civile e vicinanza alla mia comunità voglia di capire la realtà che mi circonda. Aggiungo che Roma è indispensabile studiarla con attenzione e rigore per non rischiare di cadere nella trappola dei luoghi comuni, di una visione della di una città che non c’è più o che forse non c’è mai stata. Roma è piena di barriere visibili e invisibili che determinano realtà urbane molto diversificate e spesso poco conosciute. Barriere che a tutti noi che la città la viviamo quotidianamente capita a volte di scoprire anche vicino le nostre case, realtà inaspettate che mai avremmo pensato essere lì. Fare geografia delle disuguaglianze significa rendere visibili queste barriere, sperando che soprattutto chi definisce e disegna le politiche finalmente sia in grado di coglierle.

Quali strumenti consentono di mettere a fuoco problemi, criticità e differenze tra i diversi territori urbanizzati?
Sono un economista dello sviluppo di formazione, ho iniziato studiando il sud del mondo alla fine mi sono ritrovato a lavorare su Roma. Allo studio di Roma, con Keti Lelo e Federico Tomassi due amici prima che due colleghi abbiamo lavorato con gli stessi strumenti che si usano quando si studiano i paesi poveri, consapevoli che il reddito spiega poco e la distribuzione ineguale delle opportunità è il problema principale di quelle popolazioni. Devo dire che non sono rimasto sorpreso nello scoprire che gli stessi problemi caratterizzavano le grandi metropoli Roma inclusa. Così è iniziata l’avventura di www.mapparoma.info  il blog dove dal 2016, con mappe e dati open source indaghiamo le disuguaglianze nei i quartieri di Roma. Le città sono realtà complesse da studiare, è necessario quindi un approccio multidisciplinare in grado di assistere coloro che hanno di disegnare le politiche.

Cosa rivela il confronto con le altre tre principali città metropolitane italiane: Milano, Napoli e Torino?
Il problema non è solo romano, in tutte e quattro queste città sono evidenti forme di esclusione sociale e di polarizzazione tra le periferie scarsamente dotate di opportunità e i quartieri centrali e benestanti, in una sorta di crescita a due velocità. Questo fenomeno è più evidente a Napoli e Roma, ma è presente anche a Milano e Torino, capitali dell’opulento Nord. Le città metropolitane escono dalla crisi più profonda che il nostro Paese abbia mai conosciuto con una classe di esclusi presenti peraltro non solo nelle periferie e nelle classi sociali meno abbienti, ma anche in quella che era un tempo la classe media. Le parti deboli della società non sono riuscite a cogliere i benefici apportati dalla crescita del settore terziario avanzato che si è verificata nell’ultimo decennio, sia pure con intensità diversa, a Milano, Napoli e Roma. Insufficiente attenzione è stata data alle aree periferiche, la povertà non è stata ridotta, e ampie fasce di popolazione soffrono l’esclusione sociale, essendo anche fisicamente lontane dalle zone più dinamiche delle città, dove sono maggiormente frequenti le interrelazioni sociali e l’offerta culturale. I ceti medi subiscono l’aumento del costo della vita e dei prezzi degli immobili che, nonostante il calo degli ultimi anni, rimangono spesso proibitivi.

Su quali basi è possibile nutrire speranza per la rinascita della capitale?
Nelle periferie più disagiate dove maggiori sono i problemi maggiore è l’effervescenza culturale ed economica. In zone della città troppo spesso dimenticate dalla politica e dalle politiche i cittadini si mettono insieme per curare il territorio ed aiutare chi più è in difficoltà. E sono i migranti, i giovani e le donne proprio chi più patisce i costi della mancanza di opportunità gli attori principali di questa rinascita. Invito tutti, anche i non romani, a fare una visita nelle periferie e ad apprezzarne la cosiddetta “Street Art Romana” fatta dei tanti murales e graffiti che popolano la capitale o ad ascoltare grandi autori dell’hip pop romano come il Colle Der Fomento o Suarez. Certo i problemi ci sono e sono tanti ma anche le potenzialità di questa città sono molte. Roma si merita una classe dirigente capace, onesta ed innamorata della città. La città è piena di persone così soprattutto nelle sue zone più disagiate per questo nonostante tutto rimango ottimista.

Salvatore Monni è attualmente Professore associato presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi Roma Tre. Laureato in Economia e commercio presso la Sapienza Università di Roma nel 1995, nel 1998 ha conseguito il Master in Development Economics presso l’Università del Sussex (UK) e nel 2000 il Dottorato di ricerca in Istituzioni, Ambiente e Politiche per lo Sviluppo Economico presso l’Università degli Studi Roma Tre. Sito web: www.salvatoremonni.it