“Le disavventure di Lucille Gaben e altri racconti” di Anna Maria Pescetto

Le disavventure di Lucille Gaben e altri racconti, Anna Maria Pescetto«Un giorno un’amica mi ha chiesto: “Cosa ti ha lasciato in eredità tuo padre?”. Mio padre mi ha dimostrato che le cose più importanti nella vita, oltre alla salute naturalmente, sono la volontà, la forza d’animo, la Fede e la speranza».

La raccolta di racconti Le disavventure di Lucille Gaben e altri racconti (gennaio 2026) di Anna Maria Pescetto si articola in tre sezioni che ruotano attorno a un nucleo tematico fondamentale, ovvero la capacità di affrontare le sfide della vita senza mai sottrarsi. Ogni racconto mette i personaggi davanti a un bivio, una difficoltà o qualcosa su cui fermarsi a riflettere portandoli così a scontrarsi con sé stessi e con gli altri. Ne viene fuori una raccolta intensa che mette in scena diverse situazioni portando il lettore a chiedersi quale decisione avrebbe preso, quale limite avrebbe accettato di superare, quale prezzo sarebbe stato disposto a pagare.

Ad aprire il volume è la storia di Lucille Gaben. In Bretagna, al porto di Brest, uno yacht finanziato dall’industriale Octave Gaben si prepara alla traversata verso New York. L’imbarcazione porta il nome della moglie, Lucille, e a bordo c’è anche il carismatico Philippe Ross, a cui la donna è legata in segreto. Infatti, questo viaggio si rivela essere un’occasione per lasciare la loro vecchia vita e ricominciare da capo, insieme, nella strepitosa New York. Ma, soprattutto per Lucille, la partenza rappresenta un sogno che si avvera perché può finalmente «assaporare la sensazione di libertà data dalla visione del mare su ogni lato, dal vento sul viso e sul corpo, dal silenzio rotto solo dal fruscio delle vele e dallo sciabordio delle onde». Ma dopo pochi giorni dalla partenza, lo yacht naufraga e Lucille sbatte la testa, perdendo i sensi. Insieme agli altri della ciurma, Lucille viene tratta in salvo da un’altra imbarcazione. Di nuovo sulla terraferma ma con i sogni infranti, Lucille è costretta a riconsiderare la propria vita tra un amore passionale e una stabilità costruita su compromessi.

Già da questo primo racconto, è evidente come la rappresentazione della figura femminile sia uno degli assi portanti dell’intera raccolta. Le protagoniste non restano sullo sfondo e non si limitano a subire gli eventi. Sono donne che cercano e inseguono la libertà, anche a costo di perdere tutto quello che hanno. La stessa Lucille vuole fuggire da un matrimonio in cui si sente trascurata, relegata dietro le priorità economiche e professionali del marito. Ma nel resto della raccolta troviamo anche altre donne, come Catherine che ammette la fine di una relazione e affronta le conseguenze della propria sincerità; la ricerca di affetto di Nanette, anche nelle persone più sbagliate, finché non ritrova il coraggio di compiere una scelta più consapevole e giusta per sé stessa; e poi Laura, che reagisce con grande determinazione e tenacia alle difficoltà che la travolgono. Tutte queste donne sono figure attive del racconto, agiscono, decidono, talvolta inciampano, ma non restano ferme. La loro forza non sta nell’assenza di fragilità, ma nella capacità di non restare immobili di fronte agli eventi.

Accanto a loro, le amicizie svolgono un ruolo fondamentale. Le amiche rappresentano uno spazio di confronto e sostegno. Offrono consigli, mettono in discussione le loro scelte impulsive, aiutano a vedere ciò che da sole le protagoniste non riescono a cogliere. In un contesto in cui molte relazioni sentimentali risultano logorate o ambigue, l’amicizia diventa un elemento di equilibrio.

Un altro aspetto importante dei personaggi di questa raccolta è il loro percorso di cambiamento. Non tutti restano uguali a come appaiono all’inizio: alcuni tornano sulle proprie scelte, altri cambiano il proprio punto di vista dopo un’esperienza difficile o significativa. La trasformazione non è sempre lineare, ma passa attraverso dubbi e momenti di incertezza. Proprio queste oscillazioni rendono i personaggi credibili e permettono di ritrovarli, alla fine, più consapevoli e meno impulsivi.

Altro tema rilevante è quello della tutela degli animali. Nel dialogo tra un nonno e un nipote affiora una critica esplicita agli allevamenti intensivi e allo sfruttamento sistematico, posta non come digressione ma come questione morale. Il problema non è solo alimentare o ambientale: riguarda l’idea di progresso che si accetta e la sofferenza che devono subire gli altri esseri viventi. Difendere e accudire gli animali diventa così una presa di posizione. Anche quando il tema non è al centro del racconto, riemerge nei dettagli: nelle scelte individuali, come quella di Nanette di non mangiare carne, oppure nella presenza concreta degli animali nelle storie, non semplici comparse ma elementi che contribuiscono a definire la sensibilità dei personaggi.

Nella terza e ultima parte della raccolta, l’autrice sceglie di raccontare una storia vera, vissuta in prima persona, affidando il racconto a un narratore esterno per mantenere una certa distanza emotiva dagli eventi. Claudio, Laura e il figlio Leopoldo vivono in una città nebbiosa del Nord quando a Claudio viene diagnosticato un tumore ai polmoni, destinato a diffondersi in fretta nel resto del corpo. Qui emerge con maggiore evidenza la componente della fede. Nel corso del libro si parla spesso di destino, di eventi che sembrano sottrarsi al controllo umano; in questa sezione, però, il destino non è accettazione passiva, ma ancora di più una prova da superare con tenacia e forza d’animo.

Dal punto di vista stilistico, la scrittura è semplice, lineare e accessibile. I capitoli, spesso brevi, consentono una lettura scandita e agile. La struttura episodica permette di affrontare il libro anche per frammenti, senza perdere coerenza tematica, grazie anche alla chiarezza del linguaggio che sostiene l’intensità di alcuni argomenti. Un aspetto interessante dello stile è, ad esempio, la descrizione di alcuni ambienti interni. Le case, curate e moderne, riflettono la freddezza delle relazioni che abitano quegli spazi: «La sensazione che si provava in quella casa era il gelo: mobili moderni bianchi e grigi, pochissimi quadri appesi alle pareti e dai soggetti freddi, tipo paesaggi industriali, ma di grande valore commerciale, di proprietà della moglie». In questo caso, ad esempio, lo spazio domestico non è neutro ma diventa specchio della distanza tra le persone che lo vivono.

Nel complesso, Le disavventure di Lucille Gaben e altri racconti di Anna Maria Pescetto propone una riflessione sui legami contemporanei, sul peso delle scelte e sulla possibilità di trasformazione. Le protagoniste femminili, le amicizie, il percorso di evoluzione dei personaggi, il rispetto verso gli animali, la fede che affiora di fronte alla malattia, sono tutti elementi che convergono in un messaggio coerente. Anche quando il destino ci mette di fronte a prove difficili e la sensazione di essere sopraffatti può prendere il sopravvento, il vero atto di coraggio sta proprio nel fare una scelta e affermare la propria libertà.

Giorgia Carta

L’Autrice

Anna Maria Pescetto è autrice di racconti, poesie e illustrazioni. Pubblicazioni:
2015,
Mare blu poesie, ed. Aletti
2016, Antologia
Poeti e poesie, ed. Pagine
2017, Antologia
Ispirazioni, ed. Pagine
2018, Silloge poetica
Mistrale, ed. Aletti
2019,
Dolci conserve e poesia, ed. Eta Beta
2021, Antologia
I Maestri, Fondaz. Ali Penna d’Autore
2023, Racconto
Un colpo al cuore, Edistorie
2023, Racconto
Angie il merlo, ed. Rudis
2023, Racconto
Intrigo al Fernet, ed. La valle del tempo
2025,
Le settantanove poesie ed. Eta Beta