Le dieci operazioni segrete che hanno cambiato la seconda guerra mondiale, Domenico VecchioniAmb. Domenico Vecchioni, Lei è autore del libro Le dieci operazioni segrete che hanno cambiato la seconda guerra mondiale pubblicato dalle Edizioni del Capricorno: la seconda guerra mondiale non è stata combattuta solo tra gli eserciti, sui campi di battaglia.
Sì, effettivamente la guerra è stata combattuta anche nelle stanze oscure dei servizi segreti dei paesi coinvolti nel conflitto. Una guerra “segreta” che all’evidenza ha influenzato la guerra “palese”. Senza voler esagerare il ruolo dello spionaggio – che certo non può incidere oltre un certo limite sui reali rapporti di forza esistenti tra i belligeranti -, si può tuttavia ritenere che se le democrazie ebbero alla fine ragione del nazifascismo, ciò fu dovuto anche alla maggiore efficacia delle loro strutture d’Intelligence.

La Seconda guerra mondiale si rivelò ben presto un conflitto “globale”, una contesa dalla forte contrapposizione ideologica, un irrimediabile confronto politico, un diverso modo di concepire la vita: democrazie contro regimi totalitari, libertà contro oppressione.  Un conflitto di conseguenza che impegnava tutte le attività, le capacità, le potenzialità dei paesi in guerra e nella quale, per la prima volta, anche i civili furono coinvolti nelle lotte di resistenza alle truppe di occupazione. Un tipo di guerra che costrinse le “strutture parallele” ad adattarsi alle nuove esigenze belliche, aprendosi a strategie inedite e diversificate: dallo spionaggio economico-industriale alla propaganda politica “finalizzata”, dalla guerra psicologica alle pratiche di deception (disinformazione), dalle intercettazioni dei messaggi alle tecniche per poterli decifrare, dalla guerriglia ai sabotaggi. In questa necessaria fase di riorganizzazione, i servizi alleati, soprattutto quelli britannici, si mostrarono più rapidi e performanti rispetto ai servizi nazisti, spesso paralizzati da rigidità ideologiche e feroci rivalità tra gli alti dirigenti politici.

Di conseguenza importanti successi militari alleati furono facilitati dal lavoro preparatorio degli uomini dell’ombra, che ebbero anche il merito di limitare in determinate circostanza danni, rovine e perdite di vite umane.

Quali sono state le vicende più significative dello spionaggio di quegli anni?
Tutti i servizi segreti erano ossessionati dal raggiungimento di due finalità. Da una parte, scoprire la “verità nascosta” del nemico e, dall’altra, proteggere il segreto della propria verità. Quindi se a Bletchley Park (sede della Scuola Governativa britannica per i Codici e la Cifra) Ultra combatte e vince la guerra segreta contro Enigma, negli Stati Maggiori alleati ci si sforza di mantenere il segreto assoluto sulle due operazioni che assicureranno la vittoria sul nazifascismo: lo sbarco in Sicilia (9 luglio 1943) e lo sbarco in Normandia (6 giugno 1944).

Enigma è stata senza dubbio la macchina cifrante (elettro-meccanica) più celebre della recente storia militare. In dotazione alle forze armate tedesche, era da tutti considerata impenetrabile. Grazie infatti a tre piccoli “rotori” e ai cablaggi elettrici che collegavano varie sezioni della macchina, Enigma poteva generare centinaia di migliaia di combinazioni possibili per la cifratura. Sarebbe stato quindi impossibile per gli inglesi venirne a capo senza le geniali intuizioni del grande matematico Alan Turing. Turing fu in effetti il primo a capire che Enigma non poteva essere vinto da una mente umana, per quanto evoluta e sofisticata. Era invece necessaria creare un’intelligenza artificiale che avesse le stesse capacità di calcolo di Enigma. Nacque così la sua famosissima Bombe ed in seguito Colossus, il primo dispositivo programmabile della storia. Il primo computer!

Dal canto loro gli Stati Maggiori alleati, per proteggere adeguatamente il segreto dei grandi sbarchi in Europa, diedero il via, organizzati dai servizi segreti, ad una serie di operazioni tese a confondere e sviare i tedeschi. Con l’operazione Mincemeat (carne trita) si fece credere che lo sbarco in Sicilia era secondario e che lo sbarco principale sarebbe avvenuto in Grecia. Con l’operazione Fortitude (forza d’animo) i tedeschi si convinsero che il grande sbarco alleato sarebbe avvenuto a Calais e che quello in Normandia era solo uno sbarco di diversione. In entrambi i casi Berlino cadde nella trappola tesa dagli specialisti inglesi della deception

Come si articolò l’operazione Himmler?
Nell’agosto del 1939 Hitler cercava un’occasione per attaccare la Polonia. Si augurava una “provocazione” di Varsavia che avrebbe giustificato l’ingresso delle sue truppe in territorio polacco. Si preoccupava ancora di non apparire come aggressore! Ma la provocazione non arrivava e allora che fare? Semplice: la si creò a tavolino! Così Reinhard Heydrich, capo dell’SD (Servizio di sicurezza del partito nazista) si occupò di montare una squallida operazione di disinformazione, orchestrata dai nazisti in assenza di qualsiasi scrupolo e con la complicità delle più alte cariche dello Stato. 7 elementi addestrati delle SS dunque, travestiti da soldati polacchi, avrebbero attaccato il 31 agosto 1939 la stazione radio di Gleiwitz (Slesia) in territorio tedesco ma a ridosso del confine con la Polonia. Messo fuori combattimento il personale addetto, uno speaker bilingue avrebbe letto un comunicato ferocemente anti-nazista. Poi i 7 sarebbero spariti, non senza aver prima lasciato per terra un cadavere vestito da soldato polacco, quale evidente prova del coinvolgimento ufficiale di Varsavia. Il giorno dopo, il 1° settembre 1939, tutti giornali tedeschi e internazionali avrebbero riportato in evidenza la notizia dell’attacco di Gleiwitz e Hitler avrebbe dichiarato di aver dato ordine alle sue truppe di entrare in Polonia in un riflesso di autodifesa. La Germania insomma era stata attaccata e doveva difendersi dall’aggressore polacco!

Quale fitta attività venne sviluppata dagli Alleati per confondere le idee sul luogo dello sbarco in Francia nel 1944?
Soprattutto l’operazione Fortitude che si concentrò su tre scenari principali: illusione visiva, falsi messaggi radio e utilizzo di agenti doppi.

Illusione visiva. Furono costruiti carri armati in caucciù, perfettamente sagomati, aerei e camion in legno che visti dall’alto sembravano assolutamente autentici, si misero in acqua mezzi da sbarco posticci (bigbobs), tutto insomma per dare l’impressione che truppe e mezzi venivano posizionati nella zona di Dover da dove sarebbe partita l’armata alleata alla volta di Calais.

Falsi messaggi radio. Esperti cifratori cominciarono a scambiarsi messaggi, che sapevano intercettati dai tedeschi, per far credere all’esistenza di un terzo corpo d’armata. In realtà i corpi d’armata erano solo due (uno agli ordini del generale britannico Montgomery, l’altro al comando del generale americano Bradley). Il terzo quindi era solo immaginario, fu denominato FUSAG e messo agli ordini dell’estroso generale americano Patton (che si prestò al gioco). Lo scopo era quello di far credere ai tedeschi che gli alleati disponevano di uomini sufficienti per immaginare più sbarchi, in diversi punti della costa francese…

Spie doppie. Un certo numero di spie doppie, sapientemente addestrate da Londra, riferivano che il grande sbarco alleato sarebbe avvenuto a Calais e non in Normandia. Tra questi emerse per la sua incredibile efficacia (faceva credere a Berlino di essere a capo di una rete di 27 agenti, tutti usciti dalla sua fantasia), Juan García Pujol, detto Garbo per la sua abilità nel creare e interpretare i personaggi che inventava.

Quale fu l’importanza dell’operazione Gunnerside?
Determinante per impedire ai tedeschi di dotarsi dell’arma atomica … Gli alleati, prima con il progetto britannico Tube Alloys e poi con il progetto americano Manhattan, lavoravano alacremente verso il traguardo nucleare. I tedeschi, dal canto loro, facevano la stessa cosa. I fisici Otto Hann e Fritz Strassmann avevano in pratica stabilito il principio della fissione nucleare.
Chi per primo fosse arrivato a dotarsi dell’arma assoluta, avrebbe inevitabilmente vinto la guerra!

Ora nella fissione degli atomi dell’uranio -235, era indispensabile disporre della cosiddetta acqua pesante (ossido di deuterio), un “moderatore” capace di rallentare i neutroni di un reattore nucleare, rendendoli più efficaci nel provocare la fissione stessa.
Per Winston Churchill occorreva dunque distruggere a tutti i costi la fabbrica norvegese di Norsk Hydro Hydrogen Elecrolysis (Telemark), dove appunto si produceva acqua pesante in grande quantità.

L’operazione Gunnerside – che riuscì perfettamente – servì appunto ad eliminare le riserve di acqua pesante tedesche. La Germania accumulò di conseguenza un ritardo nella corsa nucleare non più recuperabile.
Vicenda rievocata molti anni fa in un bel film di Anthony Mann Gli eroi di Telemark, con Kirk Douglas.

Quali furono le figure di spia più rappresentative durante la seconda guerra mondiale?
Due a mio giudizio: Richard Sorge e Juan García Pujol, detto Garbo.
Sorge, capo di una rete di spionaggio sovietico in Giappone, rivelò a Stalin i due segreti più custoditi della Seconda guerra mondiale. La data dell’invasione tedesca dell’URSS (22 giugno 1941, ma non venne creduto!) e la decisone del governo giapponese di abbandonare l’opzione nord e quindi di non attaccare l’URSS, privilegiando l’opzione sud. Questa volta Sorge fu creduto e Stalin fece spostare tutte le truppe stanziate in Siberia in funzione anti-giapponese verso il fronte occidentale, riuscendo così a fermare il rullo compressore nazista che era arrivato alle porte di Mosca. Sorge, con la sua stupefacente informazione, aveva salvato l’URSS!

Garbo, come accennato prima, costituì una rete di 27 agenti pro-nazisti operanti in Gran Bretagna. Ciascuno col suo carattere, col suo background culturale, il suo modo di riferire. Tutte però creazioni della sua fantasia! A quell’epoca non c’era alcun agente tedesco attivo in Gran Bretagna. Ma i tedeschi avevano una fiducia illimitata nel loro agente Garbo/Alaric. Insomma Garbo e la sua rete virtuale di spie convinsero Berlino che il grande sbarco alleato per l’apertura del secondo fronte sarebbe avvenuto a Calais, dove appunto la XV armata tedesca rimase inchiodata al suolo in attesa degli eventi, non muovendosi nemmeno dopo lo sbarco in Normandia. Quando i tedeschi si resero conto di esser stati giocati, era ormai troppo tardi. Le teste di ponte avevano tenuto, tutte le truppe alleate erano sbarcate sulle spiagge francesi e avevano iniziato la marcia di liberazione dell’Europa. Nessuno avrebbe potuto più fermarle.