Le carezze ai tasti, Viola De VivoLe carezze ai tasti è il primo romanzo di Viola De Vivo, giornalista pubblicista.
Lui-lei-l’altra. Ma l’altra è la musica, e ha una storia con entrambi. Luca è un pianista di fama, che per conquistare il successo ha dovuto lasciare l’Italia. Al concerto che celebra il suo ritorno dopo dieci anni di assenza, seduta in prima fila c’è Arianna: giornalista e critica musicale, un tempo aspirante cantante lirica. Al momento del sorriso per la stampa i loro sguardi si incrociano. Lui le dedica il bis, un brano pescato dal passato, che apre la diga al fiume dei ricordi: dieci anni prima Luca e Arianna erano compagni di conservatorio, e anche molto di più.

La musica li unisce in un legame forte, ma con la stessa forza li porta a farsi del male, a non essere mai capaci di stare davvero insieme. Se Luca sembra aver finalmente realizzato i propri sogni, Arianna vive il triste paradosso di giudicare gente che è riuscita dove lei ha fallito. Ma quell’incontro a dieci anni di distanza servirà a correggere le prospettive, e chiudere, o forse riaprire, un capitolo importante della loro vita. Una storia in cui amore e musica si mescolano fino a confondersi. Sentimento, introspezione e sessualità si armonizzano in arditi contrappunti.

Le carezze ai tasti è la storia di due vite in cui tutto succede grazie alla / per colpa della Musica, vera protagonista, nel bene e nel male. La prima cosa che colpisce in questo libro è il ritmo: le oltre 350 pagine sono suddivise in ben 100 capitoli molto brevi, il che favorisce una lettura agile, scorrevole e incalzante. Il romanzo è scritto interamente usando il tempo presente, che porta il lettore ad un impatto immediato con la vicenda, in cui si sente subito immerso. Altro punto di forza è una voce narrante mutevole: dalla terza persona del narratore esterno si passa alla prima persona nelle riflessioni dei personaggi, attraverso un uso strategico del corsivo. Ancora, i numerosi dialoghi sembrano pensati come scene di film, rendendo vivace tutto l’insieme.

Strutturalmente la scrittura si articola in tre flash back, preceduti da brevi incursioni nella contemporaneità, più un’ampia sezione conclusiva in cui si torna all’oggi. Il tempo della storia abbraccia 13 anni, mentre il tempo del racconto è di una sola notte. Arianna e Luca si conoscono in conservatorio: lei studia canto, lui pianoforte. “Le carezze” non sono solo quelle che Luca dà al pianoforte: entrambi riusciranno ad accarezzare i tasti giusti l’uno dell’altra.

Arianna è una ragazza estremamente intelligente, metodica e razionale. Abituata ad eccellere in qualsiasi cosa fa, va in crisi e diventa insicura quando si scontra con lo studio del canto, che è qualcosa che sfugge alla sua razionalità. È portata a incasellare tutto e a trovare per ogni problema una soluzione; è molto sensibile ma troppo riflessiva, e per nulla propensa ed esternare le proprie sensazioni ed emozioni. Ha da sempre avuto problemi nelle relazioni interpersonali, a causa di un’indole solitaria, di un’educazione iperprotettiva, di una superiorità intellettiva rispetto alla media dei coetanei.

Luca è strafottente, pieno di sé, convinto di essere il migliore in campo musicale, e per affermare questo è in perenne sfida con il mondo. Donnaiolo incallito, pensa che andare a letto con ragazze sempre diverse sia una fonte di ispirazione necessaria per le sue composizioni. Ha dentro una rabbia verso la famiglia, che non gli ha mai dato amore e ha ostacolato i suoi studi musicali. La musica è il suo unico credo, e lui è convinto di dover sfruttare persone e situazioni a vantaggio proprio e della propria carriera musicale.

Da quando l’insegnante di musica da camera decide di farli studiare in duo, perché li trova complementari – lei troppo disciplinata / lui troppo indisciplinato –, inizia il loro percorso di crescita. Grazie a Luca, Arianna capisce di avere un problema di apertura, sia fisica che emotiva, verso l’altro, che le crea disagi col canto e con la propria sessualità. Con lui Arianna conosce l’amore, l’importanza del “sentire” e del suo lato irrazionale.
Grazie ad Arianna, Luca sperimenta la bellezza di vivere un rapporto profondo e disinteressato. Passa dalla rabbia verso tutto e tutti alla scoperta di un sentimento e del suo lato tenero, dalla musica come unico bisogno, unica fonte di emozioni positive, al desiderio di avere accanto a sé una sola persona.

Ma se la Musica è ciò che li fa innamorare, la Musica è anche ciò che li divide: vero e proprio terzo incomodo, li porta a farsi costantemente del male, senza essere mai capaci di stare davvero insieme. Dieci anni dopo i tempi del conservatorio, dopo che Luca ha dovuto abbandonare l’Italia anche a causa di Arianna, i due si ritrovano al concerto che celebra il ritorno di lui, ormai divenuto una celebrità. Arianna è in “tribuna stampa”, e tocca a lei scrivere la recensione dell’evento. Se Luca sembra aver finalmente realizzato i propri sogni, Arianna vive il triste paradosso di giudicare gente che è riuscita dove lei ha fallito. Ma quell’incontro a dieci anni di distanza servirà a correggere le prospettive, e chiudere, o forse riaprire, un capitolo importante della loro vita.

Nel seguire le vite dei due personaggi principali, il romanzo affronta diversi temi strettamente collegati con la vicenda. La vita nel conservatorio viene descritta ai lettori in modo molto vivace e realistico, con una vena spesso ironica, svelando uno spaccato interessante e poco conosciuto dai non musicisti.
Molto importante è il tema della famiglia – troppo presente quella di Arianna / troppo assente quella di Luca – che deve dare a un figlio valori e modelli per crescere come persona individuale (ciò che manca a Luca), ma deve anche educare a ricercare e ad accogliere l’altro (ciò che manca ad Arianna).

Altro ruolo fondamentale è quello dell’insegnamento: il romanzo presenta una galleria di insegnanti diversi, e fa capire come si possa essere cattivi insegnanti sul versante didattico, su quello umano, e nel peggiore dei casi su entrambi. In particolare la vicenda di Arianna mostra quanto un cattivo maestro possa fare danni a tutti i livelli, specie nell’insegnamento del canto che è qualcosa di intangibile, in cui lo strumento si identifica con la persona.

Dal punto di vista musicale, ma anche dell’espressione artistica in senso più ampio, il romanzo indaga il rapporto fra tecnica e cuore, un equilibrio delicato tra due componenti entrambe indispensabili, in cui forte è la dimensione soggettiva. Le sorti di Arianna e Luca portano il lettore a interrogarsi sui sogni e l’autorealizzazione, a chiedersi in che misura sia sufficiente il talento e quanto invece conti la fortuna; a comprendere che, se ci vuole tanta forza per realizzare un sogno, ce ne vuole almeno altrettanta per riuscire a risollevarsi e a reinventarsi quando il sogno non si realizza.

Le carezze ai tasti è una storia in cui confini tra Musica e Amore, tra Musica e Vita, sono sfumati e non chiaramente percepibili, perché la Musica diventa il filtro del sentire, la cassa di risonanza delle emozioni, lo spartito sui cui ognuno scrive le note della propria anima, creando talora armonie perfette, talora altrettanto perfette dissonanze.