Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll, trama, recensione«Che roba! Roba dell’altro mondo! Tutto il mondo, oggi, è roba dell’altro mondo! E pensare che fino a ieri le cose avevano un capo e una coda! E se mi avessero scambiata stanotte? Vediamo un po’: stamattina, quando mi sono svegliata, ero proprio la stessa? Mi sembra di ricordare che un po’ diversa mi sentivo, sotto sotto. Ma se non sono la stessa, allora domando e dico: Chi sarò mai allora? Ah, questa sì che è una domanda da centoventidue milioni!».

È uno dei romanzi che ha più influenzato il mondo artistico degli ultimi tempi: dalla musica al cinema, dal teatro ai videogiochi. Parliamo di “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, titolo abbreviato in Alice nel Paese delle Meraviglie. Pubblicato nel 1865 dal matematico e scrittore inglese Charles Lutwidge Dodgson, sotto lo pseudonimo di Lewis Carroll, questo libro è considerato un manoscritto esemplare tra quelli dedicati al mondo fantasy e al genere letterario del “nonsenso”.

L’idea alla base del volume arrivò durante un viaggio: l’autore si trovava su una barca con il reverendo Duckworth, il vicecancelliere dell’Università di Oxford e le sue tre figlie. Proprio a queste iniziò a raccontare una storia avente come protagonista la piccola Alice, alla ricerca di un’avventura che emozionasse la sua esistenza. Le ragazze adorarono da subito quelle vicende fantastiche nate all’improvviso dall’ingegno dell’autore e gli chiesero di pubblicare il libro. Era nato così Alice nel Paese delle Meraviglie, un fantastico testo destinato a diventare un classico indimenticabile.

La protagonista dell’intera vicenda è appunto Alice, una ragazzina inglese che, sognando di inseguire un coniglio bianco, cade in un mondo sotterraneo fatto di paradossi, luoghi bizzarri e personaggi stravaganti. Proprio qui inizieranno a capitarle strambe avventure. Di seguito, cerchiamo di ricordarne qualcuna.

Dalla tana di un coniglio bianco, Alice si ritrova in un lungo corridoio da cui scorge un meraviglioso giardino; vorrebbe entrarci ma si accorge di non avere la statura adatta. La soluzione si troverà nel bere un apposito liquido e mangiare un pasticcino che le permettono di alternare una statura rimpicciolita a quella regolare. Non solo. Raggiunge presto la campagna di un topo e qui discute con una lucertola per poi passare dal bosco fino a giungere a casa della duchessa, dove fa la conoscenza del Gatto del Cheshire, meglio noto come Stregatto, animale scaltro che le offre subito conforto. La donna consegna ad Alice il suo bimbo in fasce, che poco dopo si trasforma in un porcellino e scappa via; a casa della Lepre Marzolina, invece, la protagonista incontra il Cappellaio Matto: a distinguerlo è un orologio che segna il giorno, ma non l’ora.

Gli strani incontri non finiscono qui: la bambina – su invito della Regina – assiste a una partita di croquet. Tuttavia, il campo è pieno di buche, ben presto il gioco si rivela una gran confusione e un teatro di violenza: le porte (rappresentate da carte di simboli diversi) hanno il compito di decapitare tutti coloro che sono designati dalla Regina.

«Sapeva che sarebbe stato sufficiente aprire gli occhi per tornare alla sbiadita realtà senza fantasia degli adulti».

Tra le circostanze che la giovane protagonista deve affrontare, sul finale campeggia un processo, quello in cui sarà sottoposto a giudizio il fante di cuori, accusato d’aver rubato le tartine pepate. La giuria, formata da animali e testimoni, aiutata dal ritrovamento di una lettera anonima, si convince della sua colpevolezza. Solo Alice non è d’accordo, ma quando si alza in piedi per portare la sua testimonianza, il tavolo della giuria si rovescia e il sogno si infrange, rivelando quello che è: “Non siete altro che un mazzo di carte” sentenzia Alice che poco dopo si risveglia tra le braccia della sorella. Chiusa la dimensione onirica si apre quella della realtà: è già l’ora del tè…

«Oh, quanto vorrei accorciarmi come un cannocchiale! Ce la farei, se solo sapessi da che parte cominciare!» Perché, vedete, ultimamente erano successi fatti così straordinari che Alice aveva cominciato a pensare che pochissime cose fossero davvero impossibili».

In “Alice nel paese delle meraviglie” viene raccontata una storia acuta e originale, che apre spunti di riflessione pluri-tematici. Certamente, la genialità e la fantasia delle vicende hanno ammaliato negli anni i bambini di tutto il mondo, sebbene non sia un libro per l’infanzia perché nasconde connotazioni più tragiche e profonde. Complice la trasposizione in cartone animato firmato da Walt Disney, questo libro ha sicuramente catturato la curiosità dei più piccoli. Solo in età adulta, però, se ne possono comprendere le reali implicazioni nascoste, ovvero insegnamenti che riguardano lo sviluppo della propria identità personale, l’inseguire i propri sogni, la capacità di rialzarsi dopo una caduta o un periodo di difficoltà, la positività.

Del resto, quale adulto non ricorda questo passo tratto dal testo di Carroll e tutt’oggi ritenuto frase simbolo dell’intera opera: «Il segreto, cara Alice, è circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie».

Angelica Sicilia