“Lacrime nel vento” di Alessandro Sola

Lacrime nel vento, Alessandro SolaUna domenica mattina apparentemente tranquilla si trasforma presto in un incubo. Durante una passeggiata con il suo cane al parco della Maddalena di Torino, un uomo si imbatte nel corpo senza vita di una bambina. Il ritrovamento del cadavere segna l’inizio di un caso destinato a espandersi ben oltre il luogo del delitto, catturando immediatamente l’attenzione delle forze dell’ordine e dell’opinione pubblica. È questo l’incipit di Lacrime nel vento (Rossini Editore, 2024) di Alessandro Sola, un romanzo noir che immerge immediatamente il lettore nella complessità dell’indagine.

Il primo capitolo si concentra sulla gestione dell’emergenza: la chiamata alla Sala Operativa della Questura di Torino, l’attivazione delle pattuglie, l’arrivo sul posto, la messa in sicurezza dell’area e le prime supposizioni. La scena è costruita attraverso una sequenza di azioni che privilegia la chiarezza e la ricostruzione puntuale dei fatti. Qui l’Autore porta l’attenzione sui passaggi operativi e sulle dinamiche dell’intervento, ricostruendo la sequenza dei fatti con attenzione ai tempi e ai ruoli dei personaggi coinvolti. Il delitto viene così collocato fin dall’inizio all’interno di un quadro procedurale preciso, che orienta l’andamento del romanzo e ne definisce il nucleo fondamentale.

Il romanzo è affidato a un narratore esterno che mantiene una posizione stabile e costante. La voce narrante racconta le vicende senza sovrapporsi ai personaggi, lasciando che siano le situazioni a generare tensione. Anche nei passaggi più duri, come la descrizione del corpo della bambina o le reazioni degli agenti intervenuti, il testo evita introspezioni marcate, mantenendo una distanza che contribuisce alla credibilità complessiva della storia.

L’indagine viene presa in carico dal commissario Tommaso Fuoco e dalla collega Martina Luce. I loro cognomi, che potrebbero essere letti come “parlanti”, sembrano suggerire una possibile chiave simbolica: Fuoco come energia, pressione; Luce come chiarezza, metodo, capacità di far luce sui dettagli. Che si tratti o meno di una scelta consapevole dell’Autore, questi nomi finiscono per rispecchiare la funzione narrativa dei personaggi, chiamati a riportare ordine e senso all’interno di una vicenda segnata dal mistero.

Tommaso Fuoco è un commissario segnato da una precedente sconfitta professionale e il nuovo caso rappresenta per lui un’occasione di riscatto, ma anche l’ingresso in una corsa contro il tempo che potrebbe mettere a repentaglio la propria vita. L’indagine, infatti, non resta confinata a un singolo episodio: il procedere della narrazione introduce nuove piste, nuove vittime e una pressione costante legata al tempo, che rende urgente la risoluzione del caso. Il romanzo segue passo dopo passo gli sviluppi investigativi, mostrando come ogni decisione e ogni ritardo possano avere conseguenze rilevanti, fino a coinvolgere direttamente lo stesso Fuoco, che diventa bersaglio di minacce.

Martina Luce affianca il commissario con professionalità e competenza. Determinato, metodico e intraprendente, quello di Luce è un personaggio ampiamente delineato sul piano biografico: il rapporto conflittuale con la famiglia, in particolare con la madre Modesta, la scelta di una carriera vissuta come vocazione e non come ripiego, e una vita privata raccontata attraverso dettagli concreti. La scrivania ordinata, la passione per i viaggi e per la lettura contribuiscono a costruire una figura coerente, inserita in un contesto sociale riconoscibile. Il suo ruolo nell’indagine resta saldo anche nei momenti di crisi, quando è chiamata a portare avanti il lavoro in assenza di Fuoco, dimostrando una prontezza operativa che il romanzo mette più volte in evidenza.

Verso la metà del romanzo fa il suo ingresso Andrea Zito, agente di commercio nel settore beauty, sposato con Giorgia e padre della piccola Emma. Segnato dalle tensioni di un matrimonio in crisi e dalle responsabilità familiari, Andrea porta con sé preoccupazioni e fragilità quotidiane che lo rendono un personaggio realistico e credibile. La sua comparsa segna l’inizio di una serie di eventi che ampliamo il campo dell’indagine e intensificano la tensione narrativa. Non si tratta di un semplice personaggio secondario: Andrea rappresenta un tassello fondamentale che contribuisce a trasformare la vicenda da un episodio isolato in un caso più complesso, con un antagonista che agisce nell’ombra e invia messaggi anonimi destinati a inquietare Fuoco e la sua squadra.

Torino costituisce uno sfondo coerente e funzionale. Parchi, uffici, strade e abitazioni sono descritti con attenzione alla geografia reale della città, senza mai rubare la scena alla trama. La scelta di un’ambientazione concreta e riconoscibile contribuisce alla credibilità del racconto e permette al lettore di muoversi all’interno della vicenda con immediatezza, percependo il contesto urbano come uno spazio operativo, dove ogni luogo può diventare una scena del crimine.

Lo stile narrativo di Sola è uno degli elementi più distintivi del romanzo. La scrittura è diretta, essenziale e funzionale: il linguaggio privilegia la descrizione delle azioni e delle procedure investigative, con un ritmo costante che accompagna il lettore lungo tutto lo sviluppo del caso. Gli espedienti narrativi principali sono l’uso del tempo come fattore di pressione, la costruzione della tensione attraverso minacce e messaggi anonimi, e l’alternanza tra la quotidianità dei personaggi e la drammaticità dell’indagine.

Un aspetto interessante del romanzo è il modo in cui Alessandro Sola gestisce le vite private dei protagonisti. Le relazioni affettive e sentimentali, così come gli interessi personali e le dinamiche quotidiane, non sono trattati come digressioni: servono a mostrare la dimensione umana dei personaggi e a sottolineare come anche chi indaga sia soggetto a distrazioni, dubbi ed emozioni. Questi elementi permettono di bilanciare la tensione della trama principale, aggiungendo spessore ai protagonisti senza diluire la centralità dell’indagine.

Lacrime nel vento è un noir solido, costruito con cura e attenzione ai dettagli, ai personaggi e alla costruzione della suspense. Alessandro Sola dimostra come sia possibile creare un racconto coinvolgente e credibile senza ricorrere a effetti spettacolari gratuiti: la forza del romanzo risiede nella chiarezza narrativa, nella progressione logica degli eventi e nella gestione sapiente dei ritmi, che permette al lettore di immergersi completamente nell’indagine e nelle vite dei protagonisti.

Giorgia Carta

L’Autore

Alessandro Sola, torinese purosangue classe 1973, amante della sua città e di tutte le sfaccettature che la rendono la città magica per antonomasia. Il chiaro e lo scuro, la luce e il buio, il bene e il male sono solo alcuni elementi della capitale sabauda che influenzano lo scrittore che, incapace di sottrarsi a questa calamita magica, impregna i suoi personaggi di un mantello misterioso fitto e variopinto. Già con il primo titolo, Il colore dell’inganno, è stato in grado di esprimere le sue doti e la sua capacità di rendere evidenti le differenze che legano Torino e la consacrano una delle protagoniste del “triangolo magico”. Con il secondo titolo Lacrime nel vento l’Autore squarcia con un taglio netto le paure e le diffidenze dei Torinesi e porta alla luce una verità scomoda e allo stesso tempo accomodante.