Prof. Alessandro Vanoli, Lei è autore, assieme al prof. Franco Cardini, del libro La via della seta. Una storia millenaria tra Oriente e Occidente edito dal Mulino: cos’era la via della seta?
La via della seta. Una storia millenaria tra Oriente e Occidente, Alessandro Vanoli, Franco CardiniIn senso ristretto il termine designa oggi la via commerciale terrestre che collegò la Cina all’Asia centrale dal terzo secolo a.C. sino più o meno all’invasione del Mongoli nel XIII secolo d.C. In seno largo (che mi pare storicamente più giusto) il termine indica una vasta rete di itinerari che si estendevano dal cuore della Cina attraverso l’Asia, in direzione del Mediterraneo, con collegamenti a vie trasversali che portavano verso Nord e verso Sud.

Quando e come nasce la dizione «via della seta»?
Si tratta di termine molto recente: suona così romantico proprio perché l’hanno inventato in Europa, nella seconda metà dell’Ottocento. Più precisamente fu il viaggiatore tedesco Ferdinand Von Richtofen a coniare il nome Seidenstrasse, “via, o strada, della seta”, con riferimento a uno dei beni più preziosi che vi si scambiava.

Attraverso quali centri si snodava la via della seta?
Impossibile riassumere in poche righe: troppo vasto e complesso l’insieme dei percorsi. Dalla capitale cinese di quei tempi, Chang’an (l’attuale Xian) passando per le città oasi del deserto del Taklamakan come Kashgar, poi per gli snodi come Samarcanda e di lì a sud verso l’India oppure ancor più a occidente verso i grandi empori del Mediterraneo. Ma queste strade non erano percorse quasi mai dagli stessi mercanti: erano più che altro una rete di collegamento dove le merci passavano di mano in mano.

Quali alterne vicende subì la via della seta nel corso della sua storia?
Anche in questo caso, troppe per essere raccontate qui: stiamo parlando dii una strada che attraversa imperi. Dunque di una strada che ha vissuto ed è stata determinata dalle vicende politiche e sociali di un intero continente. Dagli imperi cinesi, sino alle periodiche invasioni di nomadi settentrionali, per giungere all’esperienza del colonialismo di età moderna.

Si sente spesso parlare di nuova via della seta: è oggi possibile una riedizione di quell’epopea?
Non credo che la storia si ripeta. DI sicuro quello a cui assistiamo oggi è l’uso di un grande mito storico, quello della via della seta appunto, da parte della Repubblica Cinese, che ne ha fatto uno degli slogano di maggior successo e importanza degli ultimi anni. L’idea è quella di guardare alla grande direttrice di traffico del passato e usarla come ispirazione per costruire nuovi grandi legami, di carattere infrastrutturale (autostrade, ferrovie, ecc.), economico e politico. Al di là del nome, c’è il senso di una trasformazione epocale ormai avvenuta: è l’Asia ad essere tornata la protagonista principale.

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