«La variante di Lüneburg è un romanzo di Paolo Maurensig pubblicato nel 1993 che, un po’ come accade nel miglior Dürrenmatt, trasforma il giallo in una drammatica storia che parla d’altro. I personaggi che reggono la vicenda sono di fatto tre, ma ai tre si deve di necessità aggiungere il gioco degli scacchi intorno a cui la vicenda ruota. I tre personaggi sono un severo uomo d’affari, Dieter Frisch, che vive tra Monaco e Vienna e che ha abitudini di vita solide e collaudate; un giovane, Hans Mayer, che svolge un ruolo decisivo nel rapporto che passa tra Fisch e il terzo personaggio, lo scacchista Tabori, che ha fatto da maestro di scacchi ad Hans e ad Hans ha consegnato il segreto di una vita vissuta all’insegna di una ricerca che è stata la ragione determinante delle sue mosse. Mosse che giustappunto coinvolgono il gioco degli scacchi e legano tutti e tre i personaggi in un vincolo ineludibile.Frisch è uno scacchista di livello, nemico dichiarato di una variante – la variante che dà il titolo al romanzo – cui, contro l’estrosa mossa capace di trasformare la logica degli schieramenti in una sorta di caos che confonda l’avversario, oppone una più coerente razionalità di esecuzione. Tabori è di suo uno scacchista predestinato, capace delle prove più virtuose, di una genialità, di una abilità innata, con cui riesce a domare gli scacchisti più determinati; Hans è invece l’allievo che Tabori sottopone a durissima disciplina facendone la longa manus di una sua «vendetta», che poi altro non è se non un atto di giustizia.
- Editore: Adelphi
- Autore: Paolo Maurensig
- Collana: Gli Adelphi
- Formato: Libro in brossura
- Anno: 2003
La storia dei tre personaggi è infatti a sua volta legata – e il legame degli scacchi non è che una originale risorsa narrativa – alla vicenda tragica della Shoah, alla storia aberrante del nazismo, al sadismo organizzato che ha trasformato la ragione in un mattatoio, chiamando l’umanità tutta a prendere atto di una responsabilità comune, una colpa da condividere. Una storia di umana destituzione, in cui, con lucidità sistematica, si sono distrutti i più imprescindibili principi della convivenza e dell’umana dignità.
Dopo avere introdotto la figura di Frisch, offrendo fin da subito alcuni elementi che possono indirizzare non dirò a uno sviluppo prevedibile, ma certo a un sospetto che via via appare sempre più evidente, la narrazione si muove attraverso i due racconti in prima persona di Hans Mayer e poi del suo maestro Tabori, che danno conto del loro legame in pagine fortemente coinvolgenti, non prive – specie quelle di Hans Mayer – di effetti tenebrosi e – specie quelle di Tabori – di risvolti atroci. Per giungere a un finale che in forma allusiva chiude il cerchio con perfetta saldatura.» – tratto da Cento per cento. Cento titoli per cento anni di letteratura (1900-2000)di Giovanni Tesio, Lindau




