“La terapia delle parole. Dentro e fuori dal Web, scrivere per stare bene” di Fulvio Fiori

MESE DELLO SPORT IBS.IT
Dott. Fulvio Fiori, Lei è autore del libro La terapia delle parole. Dentro e fuori dal Web, scrivere per stare bene edito da Feltrinelli: quale valore terapeutico possiede la parola?
La terapia delle parole. Dentro e fuori dal Web, scrivere per stare bene, Fulvio FioriNella mitologia, la parola possiede il potenziale infinito della creazione, l’energia vibrazionale che può dare vita alla materia. Non a caso, nella Bibbia, la Genesi comincia con “In principio era il verbo e il verbo era presso Dio e il verbo era Dio”, addirittura identificando il linguaggio con il Sommo creatore del mondo. E nel Deuteronomio, sta scritto: “Non si vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca del Signore”, riconoscendo al linguaggio il valore di nutrimento profondo, che va oltre il livello materiale. Infine, nella Torah ebraica, Dio genera il mondo dando un nome a ogni cosa, creando cioè una parola per ogni creatura e una creatura per ogni parola. Come facciamo noi quando nasce un bimbo: gli diamo un nome, per annunciare ufficialmente al mondo la sua esistenza e al tempo stesso, la nascita simbolica di una coscienza, di uno spirito all’interno di un corpo. Passando dalla mitologia alla vita quotidiana, tutti sappiamo per esperienza quanto la parola sia potente: quando abbiamo un problema che ci angustia, ne parliamo con un amico, se trova le parole giuste ci sentiamo meglio, sollevati, più fiduciosi. E quando leggiamo un libro proviamo emozioni profonde, ben sapendo che è solo fantasia, un’invenzione narrativa. Questo accade per un motivo fisiologico: il nostro inconscio non distingue fra ciò che è vero e ciò che è verosimile, purché sia emozionante e coinvolgente. Per questo le parole hanno il potere non solo di suggestionare l’immaginazione, ma di creare immediate reazioni nel corpo. Mi spiego con un esempio: immagina un piatto di spaghetti appena scolati, perfettamente al dente, conditi con sugo di pomodoro fresco, un filo d’olio d’oliva extravergine, una foglia di basilico appena colta dalla piantina, con abbondante nevicata di parmigiano reggiano grattugiato al momento… ebbene cosa è accaduto? Probabilmente ti è venuta l’acquolina in bocca! Eppure non c’è alcun piatto di spaghetti, io l’ho raccontato a parole e tu l’hai immaginato. Il risultato è una modificazione fisiologica, accaduta subito. Ecco perché è così importante prestare la massima attenzione e la massima cura alle parole che diciamo, che leggiamo, che scriviamo e che pensiamo. Ed ecco perché il valore terapeutico della parola, è potenzialmente illimitato. A patto di amarle, di scoprirne i segreti e di utilizzarle con l’intenzione autentica di creare benessere.

In che modo la scrittura può curare?
Il potere benefico della scrittura è da tempo oggetto di studi in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, dove i ricercatori dell’Università di Stanford hanno chiesto a un gruppo di studenti di scrivere le difficoltà incontrate nel corso dell’apprendimento. Il risultato è stato straordinario, perché in quel gruppo, il tasso di abbandono della facoltà si è ridotto del 75 percento! Anche alla Texas University, i ricercatori hanno invitato alcuni studenti a mettere nero su bianco i propri disagi accademici, e il risultato è stato ancora più sorprendente, perché si sono ammalati molto meno dei compagni! Dunque, la scrittura ha avuto un’azione positiva sulla salute, sul corpo, senza che fosse l’obiettivo della ricerca né della narrazione. Ma non è tutto: oggi abbiamo le prove scientifiche che la scrittura è benefica anche nelle relazioni interpersonali: lo ha dimostrato la Stanford University, dove i ricercatori hanno chiesto a duecentocinquanta coppie di raccontare per iscritto un litigio
avuto col rispettivo partner. Però, non dovevano raccontarlo in prima persona (“Lui mi ha detto e io ho risposto, lui ha fatto e allora io…”), ma come se fosse narrato da una terza persona, esterna alla coppia e presente alla discussione. Cioè, entrambi hanno dovuto raccontare l’evento cambiando punto di vista. Il risultato è che tutte le coppie hanno testimoniato ai ricercatori un miglioramento nel rapporto col partner. Anche questo effetto
risponde a una precisa qualità energetica della scrittura: cambiando il punto di vista, cambia la narrazione, che a sua volta cambia l’emozione collegata.

In Russia invece, i ricercatori si sono spinti oltre, sfruttando le recenti scoperte dell’Epigenetica, che ha stabilito che in ogni creatura esistono una parte di codice cromosomico già scritta, cioè non mutabile, e un’altra libera, pronta per nuove scritture. In alcuni esseri viventi, come la lumaca, la percentuale scritta di Dna è quasi l’80 percento, dunque le sue possibilità di evoluzione appaiono limitate al 20 percento. Nell’essere umano invece, solo il 30 percento del Dna è codificato, mentre il 70 percento è libero. Forte di questa rivelazione, una recente ricerca scientifica russa ha formato un team di lavoro estremamente originale, composto da linguisti e genetisti. Obiettivo: studiare la parte ancora libera del Dna umano. Al termine del percorso, dopo aver confrontato la sintassi, la semantica e le regole grammaticali di base delle molte lingue del globo, i ricercatori hanno rilevato che gli elementi alcalini del nostro Dna seguono una grammatica e hanno regole fisse, come avviene nelle varie lingue. Cioè, hanno appurato che il codice genetico segue le stesse leggi di tutte le lingue umane. Addirittura, in pratica, è vero l’opposto: le infinite lingue che il genere umano ha ideato sul pianeta non sono nate per caso, ma sono un riflesso del nostro Dna.

Ma non è ancora tutto: l’équipe del biologo molecolare Pëtr Garjaev ha dimostrato empiricamente che, modulando certe frequenze con un raggio laser, si può influenzare la frequenza del Dna, modificando una certa informazione genetica. Dunque, si può agire sulle malattie genetiche, modificando il corso dell’albero genealogico. Il risultato apre le porte a una medicina completamente nuova, nella quale il Dna può essere riprogrammato dalle parole e dalle frequenze, senza sezionare né rimpiazzare chimicamente i singoli geni. Un risultato che lascia… senza parole!

Il web ci ha trasformati tutti in “scrittori”: quale potenziale terapeutico offre Internet?
Beh, essendo la grande novità del libro, a questa domanda ovviamente, risponderò che occorre leggere il libro! Tuttavia, posso esporre il principio di fondo che ha guidato il mio lavoro: il web offre a ogni persona del pianeta la straordinaria opportunità di essere vista, letta e ascoltata sempre, quando, dove e come preferisce. Senza filtro e senza limiti. È la prima volta che accade nella storia dell’umanità, prima della nascita del web era un privilegio riservato a pochi: agli scrittori, selezionati dalle case editrici; ai giornalisti, selezionati dai quotidiani; ai registi, selezionati dalle case di produzione; ai pittori, selezionati dalle gallerie d’arte… oggi invece è una condizione normale per tutti, senza alcuna selezione ed è un evento enormemente positivo soprattutto per chi nel mondo cosiddetto “reale” si sente invisibile, inascoltato, dimenticato. Essere “visti” da papà e mamma è il nostro grande bisogno quando siamo bambini: vogliamo essere amati, apprezzati e riconosciuti per quello che sentiamo di essere, non per i sogni e le speranze che papà e mamma proiettano su di noi. Anche se non sappiamo esprimere questo bisogno a parole, perché è un’esigenza del nostro inconscio. Purtroppo, è un desiderio profondo che molto spesso rimane irrealizzato. Ed ecco che oggi, improvvisamente, tutti possiamo farci vedere da tutti. Senza considerare a volte i limiti e i rischi dell’esposizione alla rete, come dice uno dei miei aFIORIsmi: “Internet è quello spazio dove ognuno è finalmente libero di dire tutto quello che pensa qualcun altro!” Fortunatamente, il libro racconta anche come riuscire a esprimere sé stessi sul web e al tempo stesso difendersi dai pericoli della rete.

In cosa consiste la Bioscrittura?
Bioscrittura® è un fortunato metodo di scrittura terapeutica che ho avuto il piacere di ideare ormai più di quindici anni fa. In verità dovrei dire che si è ideata da sola, quando una cara amica, proprietaria di un centro benessere a Milano, mi ha chiesto di condurre un corso di scrittura creativa. E io le ho risposto, certo, fantastico, però quanti corsi di questo genere ci sono già! Mi piacerebbe dare qualcosa di più… ed ecco che nello stendere il programma con questo desiderio di andare oltre, è apparso l’obbiettivo (proporre uno strumento di self-help) e il metodo, Bioscrittura®, la scrittura che cura, che è il frutto naturale dei due grandi percorsi della mia vita: uno di scrittore (teatro, pubblicità, romanzi, racconti, aFIORIsmi…) e uno di esperto in Discipline Bio Naturali (insegno Tai Chi Chuan, Chi Kung, Training Autogeno…). Dunque Bioscrittura® nasce come strumento artistico per creare benessere psicofisico: conoscere meglio te stesso, liberare talenti creativi e guarire ferite emotive. Attraverso la parola scritta.

Concretamente, funziona in modo semplicissimo, come la tecnologia dei computer che nasconde un’enorme complessità tecnica, ma offre a chi lo usa l’estrema facilità operativa: piccoli clic intuitivi. Nel mio caso, Bioscrittura® utilizza il nostro ricchissimo archivio linguistico – tecnicamente l’inconscio collettivo verbale italiano, con i suoi modi di dire, proverbi, frasi ricorrenti… – per eludere le resistenze inconsce, così permette di accedere a “verità nascoste e dolori dimenticati”. Oppure rivela un punto di vista nuovo su un problema conosciuto. È la fase che ho chiamato “scrittura istintiva”, analoga al meccanismo delle libere associazioni, ma realizzato scrivendo, non parlando, generando così un effetto molto più potente. Dopodiché, se necessario, ricorriamo alla scrittura creativa per riscrivere l’evento doloroso personale e trasformare così l’emozione che lo accompagna. Per far questo, Bioscrittura® non si limita ad esempio all’autobiografia o al diario (metodi ottimi, ma con i chiari limiti che il libro descrive), ma ti permette di scoprire la tecnica più adatta a te, al momento psicologico che stai attraversando e al problema che ti addolora. Quindi possiamo usare la lettera, il racconto di fantasia, i dialoghi, la fiaba… ma anche l’umorismo, il thriller e persino i contratti! E da quando c’è il web, l’email, il blog, i post…

Il metodo Bioscrittura® si può apprendere nei tre libri che ho pubblicato con TEA (Curarsi con la scrittura, Le parole che fanno bene e Cara famiglia ti scrivo), nel volume pubblicato da OM Edizioni (Curare i chakra con la scrittura, dedicato ai praticanti di Yoga) e nel nuovissimo “La terapia delle parole” pubblicato da Urrà Feltrinelli, il più completo e innovativo, anche per i navigatori più navigati. È anche possibile partecipare ai corsi che tengo in presenza, quando possibile, oppure on line e infine nelle sessioni individuali, che offrono un percorso personalizzato. Negli anni più recenti, ho avuto anche il piacere e il privilegio di formare operatori, di aggiornare medici, psicoterapeuti, coach, counselor… e di portare Bioscrittura® nelle aziende, partecipando con piacere a un profondo “rinnovamento filosofico ed emotivo” fortemente voluto dall’Amministratore Delegato di Alleanza Assicurazioni.

Quali suggerimenti può dare per imparare a usare il Web per il nostro massimo bene?
Come ho già precedentemente risposto: è necessario leggere il libro, non solo per favorire le vendite (che fa sempre bene!), ma anche e soprattutto perché il web è un territorio vasto e molto complesso, che richiede attenzioni concrete particolari e variegate. Tuttavia, il primo suggerimento che posso condividere qui, è invitare le persone ad ascoltare se stesse, sempre, e a scoprire, prima di pubblicare un post o un commento, perché stanno scrivendo sul web in quel momento: esigenza di condividere uno stato d’animo? Bisogno di far sapere al mondo una notizia importante? Oppure a caccia disperata di like? In altre parole, per star bene sul web è decisivo essere coscienti dei nostri stati d’animo e delle nostre aspettative. Ed è bene scrivere solo quando siamo certi che il nostro Ego è sotto controllo, che non è lui l’autore di quel post, perché altrimenti, significa che siamo solo alla ricerca di qualcuno che ci dica bravo. E la frustrazione è quasi certa, perché i like rischiano di non essere mai abbastanza! Il secondo suggerimento è “l’intenzione”: per il tuo massimo bene sul web, è importante che tu abbia l’intenzione emotiva di scrivere per il bene di tutti, il tuo e di chi ti leggerà. Devi sentirti autenticamente, sinceramente in uno stato d’animo benevolo e benefico, che cerca solo positività. Se hai bisogno di sfogarti, di buttar fuori emozioni negative o scomode, ti invito a scriverlo su un foglio a casa tua e di tenerlo per te. O di bruciarlo, atto rituale di purificazione che fa molto bene all’inconscio. Dunque, coscienza e intenzione prima di tutto, il resto è da approfondire sulle pagine del libro. Grazie, buona lettura!

Fulvio Fiori si definisce terapeuta della parola, perché aiuta le parole a star bene. Ha ideato Bioscrittura®, la scrittura che cura, di cui tiene corsi per tutti, formazione per professionisti nelle relazioni d’aiuto e coaching aziendale. Autore di teatro e attore, ha vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica, il Premio Teatro Totale per la Drammaturgia. Copywriter internazionale, ha scritto romanzi, racconti e manuali BestSeller. I suoi aFIORIsmi sono pubblicati in USA, sui diari Comix e ovunque sul web. Insegna Tai Chi Chuan e Training Autogeno. www.fulviofiori.com

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Non perderti le novità!
Mi iscrivo
Niente spam, promesso! Potrai comunque cancellarti in qualsiasi momento.
close-link