La scomparsa di Stephanie Mailer, Joel Dicker, trama, recensioneJoel Dicker è uno dei più importanti giallisti contemporanei e considerando la sua giovane età e il livello già raggiunto dalla sua produzione, è giustamente indicato come colui che dominerà le classifiche di vendita dei libri gialli nei prossimi anni, oltre che come colui che lascerà una forte impronta su questo importante e sempre vivo genere letterario. La sua ultima opera, pubblicata in Italia da La nave di Teseo, si intitola La scomparsa di Stephanie Mailer e, se mai ce ne fosse stato bisogno, ha confermato le sue grandi doti di narratore e giallista. Non si potrebbe dire altrimenti considerando anche che questa sua ultima fatica letteraria si compone di qualcosa come 700 pagine: e chi mastica un po’ di giallistica sa bene come sia decisamente complesso riuscire a imbastire una trama capace, per un arco così lungo di pagine, di far rimanere costantemente interessato il lettore, senza perdersi in sequenze inserite semplicemente per “allungare il brodo”, per usare una espressione metaforica che però calza a pennello. Ebbene, con Joel Dicker questo non accade e La scomparsa di Stephanie Mailer lo conferma come uno degli autori più maturi della letteratura contemporanea.

Prima di scoprire quello che è stato l’obiettivo che l’autore con questo libro così lungo e ben congegnato, andiamo a scoprire per sommi capi la trama, cercando ovviamente di non svelare nulla del final che, va anticipato, farà rimanere di sasso la stragrande maggioranza dei lettori, segno tangibile della bravura di questo scrittore. La vicenda raccontata in questo libro giallo si svolge in una città che non esiste nella realtà e che quindi non si troverà sulla cartina geografica. Il nome di questa cittadina immaginaria è Orphea e l’autore l’ha collocata vicino alla Grande Mela. Questa cittadina è la tipica realtà della provincia americana, dove non succede mai nulla e dove tutto procede sui binari della tranquillità. Il deragliamento da questo stato di cose avviene improvvisamente nella calda estate del 1994, precisamente il 30 luglio. Questa è la data in cui viene commesso un quadruplice omicidio che sconvolge non solo la città, ma anche il mondo politico locale, perchè le vittime di questo fatto di cronaca nera sono il sindaco e tutti i componenti della sua famiglia. Ad essere uccisi sono Joseph Gordon, primo cittadino di Orphea, la sua consorte e il figlio di 10 anni. La quarta vittima della brutale violenza che cambia per sempre la realtà di questa tranquilla cittadina di provincia americana è una donna di 32 anni il cui nome era Meghan Padalin e che ha perso la vita semplicemente perchè si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato: stava infatti facendo jogging per strada e il suo sguardo ha incrociato quello dei killer, che non hanno esitato ad eliminarla per non lasciare nessun testimone della mattanza appena commessa. Le indagini portano a far incriminare e far condannare un imprenditore operante nel campo della ristorazione.

Gli anni passano e Jesse Rosenberg, il detective che nel 1994 era stato incaricato di seguire le indagini, sta per andare in pensione. Durante gli ultimi giorni di servizio si imbatte in Stephanie Mailer: quest’ultima è una giornalista del quotidiano locale ed è lei a mettergli la classica pulce nell’orecchio. Secondo la giornalista nel 1994 le indagini non si sono focalizzate su alcuni particolari che avrebbero potuto dare una lettura completamente diversa delle dinamiche e dei motivi celati dietro il quadruplice omicidio di cui ancora oggi tutta la città parla. La giornalista è convinta che dietro le sbarre sia finito un innocente e afferma che “la risposta era sotto i nostri occhi e nessuno l’ha vista“.
Il detective decide di dare un minimo di credito a queste parole e questo ancor di più quando la giornalista scompare letteralmente nel nulla. Per la polizia di Orphea diventa quindi una sorta di ossessione riuscire a scoprire che fine ha fatto la giornalista e scoprire nuovi dettagli che potrebbero far riaprire il caso che dall’estate del 1994 ha cambiato completamente il corso della storia in questa piccola città di provincia.

Senza voler rivelare nulla sull’intreccio e sul finale, va detto che ne La scomparsa di Stephanie Mailer vi sono diversi elementi interessanti: dalla descrizione di un mondo politico che anche se in miniatura è opaco e corrotto proprio come quello nazionale, ai problemi esistenziali dei vari personaggi, che incidono fortemente sulle loro azioni e sugli eventi. Il libro scorre senza problemi fino alla fine e va detto che se l’obiettivo di Joel Dicker era quello di svelare come la verità non esiste e che la funzione sia solo un gioco della realtà, tale scopo è stato brillantemente raggiunto.