La ragazza della luna. Le sette sorelle, Lucinda Riley, trama, recensioneLa ragazza della luna è il quinto volume della saga de Le sette sorelle di Lucinda Riley, prolifica e apprezzata scrittrice irlandese.
La saga, che prevede sette volumi di cui due ancora non pubblicati, narra la storia delle sorelle Lapliese, adottate dal misterioso Pa’ Salt che ha dato a ognuna di loro il nome di una delle stelle della costellazione delle Pleiadi.
Alla sua morte, Pa’ Salt lascia alle figlie adottive un enigma da risolvere e delle coordinate attraverso cui ognuna di loro potrà risalire alla storia delle proprie origini.

Trama

Taygete, detta Tiggy, è la quinta delle sorelle Lapliese. Ha 26 anni e vive in Scozia, dove si occupa di alcuni gatti selvatici in via d’estinzione. Viene assunta dall’affascinante Charlie Kinnaird per reintrodurre in natura i felini all’interno della sua tenuta di famiglia.

Per Tiggy la vita a Kinnaird si rivela meno semplice del previsto: Charlie non riesce a essere abbastanza presente da darle delle serie direttive per il suo lavoro, in più la ragazza viene costantemente insidiata dall’insistente Zed Eszu, un miliardario ospite della tenuta che sembra nutrire una vera e propria ossessione per Tiggy e le sue sorelle.

Durante le sue fughe dal pretendente, Tiggy scopre che la tenuta ospita tra la sua fauna un rarissimo cervo bianco e ha anche modo di conoscere Chilly, un vecchio zingaro legato a lei da una lontana parentela di sangue, che le racconta l’inizio della storia di sua nonna Lucia, celeberrima ballerina di flamenco.

La curiosità di Tiggy nei confronti delle sue origini è forte, ma la ragazza non vuole venire meno all’impegno preso con Charlie Kinnaird, per cui nutre dei sentimenti che la mettono a disagio: anche se palesemente in crisi, Kinnaird è sposato con una donna bellissima che già non la vede di buon occhio.

Una notte, Tiggy viene colpita dalla pallottola di un bracconiere destinata al cervo bianco. La ragazza viene ricoverata in ospedale e ha uno spiacevole colloquio con la moglie di Charlie, decide perciò di lasciare Kinnaird per volare a Granada alla ricerca della sua famiglia d’origine. Qui scopre di avere sangue gitano e incontra il suo prozio Pepe, abilissimo chitarrista e fratello minore della sua antenata Lucia, e sua cugina Angelina, una delle ultime brujas gitane.

Tiggy apprende dai suoi parenti il resto della storia di Lucia e impara le arti magiche ed erboristiche delle brujas, finché Charlie non la rintraccia e viene a prenderla insieme a una delle sue sorelle maggiori, Alcione, in stato di gravidanza molto avanzato. Inizialmente la ragazza rifiuta di tornare a Kinnaird proprio a causa dei sentimenti che nutre per Charlie, ma il parto improvviso della sorella e la rivelazione di una grave malattia la spingono a cambiare idea.

Recensione

Nonostante sia uno degli ultimi capitoli di una saga più ampia, La ragazza della luna ha il raro pregio di essere un romanzo appassionante anche se letto indipendentemente dagli altri quattro. La lettura è scorrevole e a tratti molto coinvolgente, soprattutto per ciò che riguarda la narrazione dedicata a Lucia e ai gitanos.

Tra le due narrazioni presenti nel romanzo (Tiggy e la storia di Kinnaird, Lucia e la storia del suo cuadro) in effetti si nota un vero e proprio dislivello qualitativo; la storia di Lucia sembra molto più interessante e ben costruita di quella di Tiggy, probabilmente perché i personaggi della prima sono molto meno banali e stereotipati di quelli che popolano il mondo della nostra protagonista: la ragazza bella, buona, ricca e brillante di cui tutti – animali compresi – si innamorano, la bellissima e crudele donna sposata che sembra avere in odio l’intero genere femminile, il miliardario viscido e disposto a sborsare milioni di dollari per ottenere ciò che vuole, l’adolescente ribelle, il brav’uomo in crisi, la governante con un passato romantico.

Nonostante la storia scorra bene, il mistero delle origini delle sorelle sia molto intrigante e l’ambientazione tra le Highlands e Granada offra notevoli possibilità narrative, infatti, il risultato è deludente: le dinamiche tra i personaggi seguono strade scontate e il finale, affrettato in entrambe le narrazioni, lascia un po’ insoddisfatti.

Ambra Stancampiano