La pecorella che viaggiò nello spazio e nel tempo. Una storia quasi vera, Andrea GrippoSi tratta di una storia quasi vera, come suggerisce il sottotitolo di questo racconto per ragazzi. Infatti, è vero che il 15 maggio 2015 un radiotelescopio russo, Ratan 600, capta un’onda elettromagnetica proveniente da una stella: HD164595b, nella Costellazione di Ercole, a 95 anni luce dalla Terra. Il pianeta non sembra adatto a ospitare forme di vita intelligenti e tecnologicamente avanzate. Da questo punto in poi la mente dell’autore inizia a concepire una storia d’invenzione. Il dottor Zajcev, astronomo russo, che per primo ascolta il messaggio non si dà pace dopo aver ricevuto quel messaggio. L’astronomo chiama la sua collega, la dottoressa Černych, che riconosce in quel messaggio extraterrestre la filastrocca intitolata Mary ha una pecorella, scritta e musicata nell’Ottocento da Sarah Hale e da Lowell Mason.

I protagonisti del racconto rimangono ignoti per un po’ e si svelano solo dopo la comparsa di un altro personaggio storico: Thomas Edison che, dopo aver creato il fonografo, compie la prima registrazione audio della storia umana, cantando proprio Mary had a little lamb. Ecco che i tre protagonisti fanno capolino nel racconto. Si chiamano Luciano, Bulukiya e Kaguya-hime e provengono da HD164595b, il pianeta da cui è stata inviata la registrazione musicale. I tre alieni, che scappano dal proprio sistema solare a causa di una guerra intergalattica, si rifugiano sulla Terra con la speranza di sfuggire ad una morte certa e orribile.

‘La pecorella che viaggiò nello spazio e nel tempo’ è un racconto ad episodi che si rifà volutamente ad una narrativa americana in voga alla fine degli anni ’90. Un tipo di narrativa che vuole caratterizzare personaggi autonomi ma che divengono a tutto tondo solo se legati agli altri protagonisti che prendono vita in puntate successive. Certamente il romanzo breve risente anche della biografia dell’autore, che è blogger da più di un decennio, ed è quindi aduso a mettere in standby le storie che racconta.

Ma la sensazione di temporanea sospensione ha anche un’altra funzione ed è collegata alla tematica principale del racconto: l’immigrazione. L’autore vuole spiegare ai più piccoli come ci si sente ad essere migranti e lo fa attraverso gli alieni, entità mai conosciute ma che spaventano. Esattamente come i migranti odierni di cui nulla sappiamo ma da cui ci teniamo alla larga per paura. Luciano, Bulukiya e Kaguya-hime, i tre alieni del racconto, giungono sulla Terra ma constatano che la guerra -da cui sono scappati- è anche sul nostro pianeta. Perciò, decidono di viaggiare dal Medio Oriente all’Europa fino all’America del Nord: il razzismo e i conflitti sono ovunque! I veri protagonisti pensano che forse sarebbe stato meglio rimanere sul proprio pianeta, dove sta avvenendo l’estinzione della loro cultura. Ma senza radici, seppur trapiantate altrove, non si può ricominciare.

Quello di Andrea Grippo, autore del racconto, è un punto di vista originale ma riprende il pensiero di Romain Puertolas e di David Duchovny, i quali hanno dato alle stampe due romanzi altrettanto bizzarri per raccontare le vicende dei nuovi alieni terrestri: i migranti.