“La madre perduta” di Donatella Bibi

La madre perduta, Donatella Bibi«Di mia madre, invece, ricordo la sua mano, il suo calore, e la mia manina nella sua, come tanti di noi. La mano di una mamma ti sorregge, ti aiuta, ti strattona, ti accarezza, ti dà la vita mille e mille volte. Ti asciuga una lacrima, ti accarezza il viso. La mano di una mamma è per sempre.»

È così che Donatella Bibi introduce in prima persona il rapporto con la madre Oliva, sottolineando l’importanza del supporto ricevuto e dell’amore infinito donato, mentre si perde nei ricordi di infanzia tirati fuori da una scatola dimenticata su cui la polvere ha preso il sopravvento. Con La madre perduta, pubblicato nel 2023 con il sottotitolo Diario imperfetto di una Traduttrice distratta dall’Arte, Donatella ripercorre le orme della propria famiglia di origine e di quella creata con il marito attraverso i rapporti con le donne che le compongono.

La figura della madre e, nello specifico, il rapporto madre-figlia che si genera, è topos della letteratura di ogni tempo e ogni luogo, soprattutto a partire dal ‘900 quando assume un’importanza fondamentale. La presentazione delle figure materne varia però non solo in base al contesto storico culturale, ma anche in base all’individualità culturale e caratteriale. Nel caso del romanzo in questione, entrano in gioco elementi storici legati al ventennio fascista, alla povertà che ne derivò, alla solitudine provata dalla nonna di Donatella che, quando dà alla luce Oliva, è sola, vittima di conflitti familiari e scontri privati di stampo ideologico e politico.

Oliva, “la bambina dei melograni”, trova il suo riscatto una volta giunta a Roma:

«capì subito che in quella città poteva farcela, c’era vita, c’era fermento. Donne eleganti con gonne né midi, né mai troppo corte, che sarebbero arrivate vent’anni dopo. La moda del tempo, sobria e gentile. Roma in sé aveva tante anime, dalle donne di borgata, ai mercati, alle lambrette, al traffico di gente e di mezzi. Tanti mezzi. Tanti mercati rionali e i primi supermercati, dove trovò impiego.»

Tra un lavoro al supermercato e uno da dattilografa, Oliva sembra incontrare anche l’amore con “un bel giovanotto umbro, uno che voleva fare l’imprenditore stradale”. La realtà si rivela diversa e l’amore non così sincero e puro, ma è qui che nasce Donatella, che sottolinea come sua madre abbia iniziato la sua storia proprio alla scoperta della gravidanza:

«cominciò a tenere un diario e a chiedersi che madre sarebbe stata. In un giorno di pioggia, tamburellante sui vetri e dal grigiore invadente, trovai una scatola, in soffitta, rovinata e impolverata, anonima. La scatola, aperta a fatica, sembrava essere gelosa custode di quello che conteneva. Tra tanti ricordi, le sue lettere anche di tempi più recenti ed il mio diario di nascita, insieme ad altre cose. […] Più che una bambina sembravo per lei una piccola, misteriosa principessa, con lunghi boccoli biondo scuro ed un incarnato particolare, qualcosa da scoprire, come è la maternità, giorno per giorno.»

La Madre Perduta
  • Bibi, Donatella (Autore)

A differenza del filone moderno che tende a esplorare il conflitto generato dal rapporto madre-figlia, quella conflittualità a cui Goliarda Sapienza rispose con l’iconica domanda “Ma che vogliono questi figli dalla propria madre?!”, Donatella Bibi racconta l’essere figlia e poi madre a sua volta come gli anni felici, il “bagaglio segreto per le sfide della vita”, un sentimento a cui appoggiarsi per combattere le avversità e i problemi quotidiani.

Con la nascita di sua figlia Eleonora, “arrivata anche lei con il vento, imprevista e meravigliosa”, esplora la maternità in un’epoca differente. Nello specifico, Donatella, dal suo punto di vista materno, vive il cosiddetto fenomeno di “fuga dei cervelli” e ormai si barcamena tra Roma, città tanto amata, e Londra, la metropoli che ha accolto sua figlia e le ha dato un lavoro. Racconta del dolore di una madre che deve separarsi dalla propria figlia, in combutta con la consapevolezza che questo sia necessario per un futuro migliore.

Dolce e struggente, La madre perduta celebra la vita e il complesso intrecciarsi delle relazioni tra madri e figlie. Nelle sue pagine, si dipana un racconto che oscilla tra momenti tranquilli e altri turbolenti, riflettendo sul sacro e misterioso femminile. L’autrice esplora eventi significativi della vita, lasciando spazio anche alla fiaba, dove la realtà si mescola alla fantasia. È un libro delicato, in cui salute e malattia, guarigione e speranza si intrecciano lungo i sentieri misteriosi del tempo. Luce e verità illuminano i recessi della memoria, consentendo al lettore di viaggiare attraverso le epoche. Quest’opera offre uno sguardo sulla società italiana passata e presente, sul susseguirsi delle generazioni e sul loro perdersi e ritrovarsi. Il tempo perde la sua linearità, mentre il dolore si trasforma, evocando una delicatezza smarrita che addolcisce anche le acque più agitate, come i flutti del Fiora in Toscana o la gentilezza dell’Umbria che si estende fino a terre straniere. E, infine, c’è l’eternità di Roma, che osserva saggiamente il fluire del tempo.

Maria Luisa Valletta

L’Autrice

Donatella Bibi è libera traduttrice giurata a Roma, Proficiency alle Camere di Commercio Inglese e Francese. Ha conseguito Master nel turismo e titoli presso Enti privati e Regione Lazio. Edita sin da bambina da collezioni di poesia e diverse case editrici, come Aletti Editore con Controvento e Dantebus Edizioni con I Poeti di Via Margutta 22. Favoritrice della Mindfulness ed esperta nel sociale, sta portando avanti nuovi percorsi di studio afferenti alla sfera olistica della persona e dell’ambiente.

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