La letteratura galega. Autori e testi, Giovanni Borriero, Gemma Álvarez ManeiroProf. Giovanni Borriero, Lei ha curato con Gemma Álvarez Maneiro l’edizione del libro La letteratura galega. Autori e testi pubblicato da Carocci: quali sono i confini temporali della Vostra raccolta? Potrebbe tracciare una breve storia della lingua e letteratura galega per i nostri lettori?
L’antologia, organizzata secondo criteri cronologici, copre l’intero arco temporale della letteratura galega, dal Medioevo fino all’epoca contemporanea. Trovano infatti spazio all’inizio della silloge Alfonso x (re di Castiglia e León dal 1252), con le cantigas profane e religiose, e i trovatori della ría di Vigo la cui produzione è riconducibile anch’essa al xiii secolo (Meendinho, Johan de Cangas e Martin Codax). Dopo l’aureo splendore medievale, segue un lungo periodo di silenzio (Séculos Escuros, secc. xvi-xviii) in cui la lingua galega, pur venendo utilizzata nella comunicazione orale, di fatto scompare dalle attestazioni scritte documentarie e letterarie: l’idioma ufficiale, anche in Galizia, è il castigliano. I prodromi della ‘risurrezione’ si hanno con l’erudito benedettino Martín Sarmiento (1695-1772) che, in epoca illuministica, propugna nella sua vastissima produzione (rimasta purtroppo a lungo inedita) l’esigenza della rinascita del galego in tutti i livelli della vita sociale (educazione, religione, ecc.). Il vero e proprio risorgimento avviene però in pieno xix secolo: si suole farne coincidere l’esordio con l’uscita di Cantares Gallegos di Rosalía de Castro nel 1863. A partire dunque dalla metà del secolo si sviluppa una fiorente produzione letteraria in galego, i cui massimi protagonisti, oltra a Rosalía, sono Eduardo Pondal e Manuel Curros Enríquez: preponderante è la lirica, anche se si registra la pubblicazione di romanzi (Majina di Marcial Valladares Núñez appare nel 1880), di scritti giornalistici, di studi grammaticali, ecc. Con il nuovo secolo la rivendicazione politica e linguistica raggiunge la sua massima espressione: nel 1905 viene costituita la Real Academia Galega, tutt’ora operante, il cui obiettivo primario consiste nella salvaguardia e nella promozione del patrimonio culturale e letterario galego; nel 1916 sorgono le Irmandades da Fala (‘Fratellanze della lingua’) che sostengono la tesi dell’autonomia della Galizia in virtù delle peculiarità di storia (attraverso il sostrato celtico) e di lingua. Il primo numero di «Nós», rivista nata attorno all’omonimo gruppo di scrittori e intellettuali, è del 1920: la cultura galega viene situata in una dimensione europea e non più solamente iberica. Tra i massimi rappresentanti della generazione di Nós vanno ricordati almeno Vicente Risco e Alfonso Daniel Rodríguez Castelao. Nel 1923 vede la luce il Seminario de Estudos Galegos: l’interesse per storia, filologia, etnografia viene sviluppato con metodi scientifici. Lo scoppio della guerra civile (1936) e la successiva instaurazione del regime franchista (dal 1939 al 1975) sanciscono un brutale arresto nella produzione scritta (soprattutto a livello amministrativo) delle lingue minoritarie della Spagna, dove l’unico idioma di fatto praticabile è il castigliano. Il galego viene dunque tollerato in quanto lingua rustica e veicolo di una comunicazione ‘bassa’. Si crea però un nucleo di resistenza sia interna (la casa editrice Galaxia nasce nel 1950) sia esterna (la cosiddetta Galicia exterior degli esuli e degli immigrati a Buenos Aires, Montevideo, L’Avana, ecc.), in cui l’identità linguistica, letteraria e culturale viene salvaguardata con passione e tenacia. Nel 1962 esce Longa noite de pedra, raccolta poetica di Celso Emilio Ferreiro che, miracolosamente scampata alle regide prescrizioni della censura, assurge a simbolo di lotta antifascista ben al di fuori dei confini della Galizia. Con il faticoso ritorno alla democrazia, il testo della Costituzione spagnola del 1978 (art. 3) decreta l’ufficialità del castigliano e la co-ufficialità delle altre lingue nelle corrispettive Comunità autonome (co-ufficialità ribadita nell’Estatuto de Autonomía para Galicia del 1981).

Quali criteri hanno guidato la selezione degli autori proposti?
La letteratura galega è assai poco conosciuta in Italia e abbiamo deciso di mutuare il canone direttamente dalla Galizia, senza volerne creare uno nostro. La Real Academia Galega celebra dal 1963, ogni anno, il Día das Letras Galegas (‘Giorno delle Lettere Galeghe’), in cui viene festeggiata – con pubblicazioni, convegni, seminari, ecc. – una figura particolarmente significativa della cultura galega. L’autorevolezza istituzionale della Real Academia, forte di una storia più che centenaria, non impedisce che talora polemiche anche aspre accompagnino la nomina dell’autore prescelto. In ogni caso, il canone che risulta dalla selezione disegna un profilo estremamente rappresentativo nella storia letteraria e culturale della Galizia dal Medioevo fino all’epoca contemporanea. Inoltre, tra le personalità omaggiate, ricorrono poeti e prosatori, drammaturghi e giornalisti, pensatori e critici, profilando uno spettro di ampio respiro. Il nostro volume esce nella serie Finisterrae (all’interno della collana «Lingue e letterature» di Carocci), serie coordinata dai Centri di Studi Galeghi dell’Università degli Studi di Padova, della Sapienza Università di Roma e dell’Università degli Studi di Perugia ed è frutto di un lavoro collettivo a cui hanno partecipato anche Attilio Castellucci (docente di Letteratura galega alla Sapienza Università di Roma), Rachele Fassanelli (che insegna Lingua e letteratura galega all’Università degli Studi di Padova) e Manuel Negri (ricercatore borsista presso il Centro Ramón Piñeiro para a Investigación en Humanidades). Preceduta da un prologo e un’introduzione, l’antologia raccoglie i primi 50 autori del Día das Letras Galegas dal 1963 al 2012, disposti qui in ordine cronologico: dopo una breve presentazione bio-bibliografica per ciascuno di essi, viene dato spazio ai testi in galego con relativa traduzione in italiano. Abbiamo pensato poi di corredare il volume di alcuni strumenti che ci parevano importanti per la comprensione dei brani in prosa e dei componimenti poetici: la prima appendice fornisce alcune cartine della Galizia, la seconda registra in forma sintetica i principali eventi storici, movimenti letterari, ecc. che coinvolgono la letteratura galega nell’intero arco della sua storia, mentre la terza appendice censisce i periodici citati nel corso del lavoro. Chiudono la raccolta il glossario e la bibliografia generale. A creare un trait-d’union tra i vari capitoli provvedono le illustrazioni di Castelao che, pervase di grazia, malinconia e ironia, ben rappresentano lo spirito galego. Eccone un esempio:

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Qual è il panorama della letteratura galega contemporanea?
La nostra raccolta, come ho avuto modo di osservare, non si occupa della contemporaneità più stretta: l’ultimo autore antologizzato è Lois Pereiro che, nato nel 1958, muore nel 1996. E temo di non essere la persona più adatta per rispondere a questa domanda: altri studiosi, tra cui ricordo Attilio Castellucci e Marco Paone, sono valenti traduttori di romanzi e poesie della Galizia contemporanea. In Italia tra gli scrittori galeghi più conosciuti e apprezzati va menzionato almeno Manuel Rivas: alcuni suoi romanzi e raccolte di racconti sono disponibili nel catalogo Feltrinelli (mi permetto di consigliare quello che è a mio avviso finora il suo opus magnum, I libri bruciano male). Da semplice lettore e appassionato, posso solo osservare come la letteratura galega contemporanea presenti una produzione estremamente variegata e ricca: dopo la fine della dittatura alle grandi case editrici Galaxia e Xerais si affiancano una serie di realtà editoriali medio-piccole, nate con l’esigenza e l’urgenza di riprendere la pubblicazione di opere e di traduzioni di classici stranieri in galego. Siamo di fronte a un nuovo Rexurdimento (’Risorgimento’) dell’idioma, anche se ovviamente con prospettive ideologiche ben diverse da quelle che hanno guidato la generazione di intellettuali che hanno aderito a Nós e alle Irmandades da Fala.

Il 17 maggio di ogni anno si celebra il Día das Letras Galegas: qual è il valore di questa giornata?
Xesús Alonso Montero, già presidente della Real Academia Galega dal 2013 al 2017, descrive così il significato di questa giornata nel suo appassionato prologo: «È la più grande festa della cultura galega, la festa che chiama a raccolta tutti i galeghi, credano o no nell’Apostolo. È, in realtà, la festa della parola. La Galizia prova un orgoglio speciale per il fatto che il suo grande giorno non evochi un episodio con protagonisti la spada o le armi». Il 17 maggio 1863, giorno della pubblicazione di Cantares Gallegos di Rosalía de Castro, viene dunque celebrato ogni anno; la Galizia non va ricondotta, insomma, al solo Cammino di Santiago: il nostro auspicio è quello di suscitare la curiosità dei lettori per una letteratura e una cultura così affascinanti e al contempo così poco note in Italia.