La grande truffa, John Grisham, trama, recensioneJohn Grisham, l’avvocato e scrittore statunitense di gialli giudiziari (legal thriller, in inglese), sta per uscire in tutte le librerie italiane il prossimo 16 gennaio con un nuovo libro, edito da Mondadori, intitolato La grande truffa.
In questo nuovo libro, il venticinquesimo della sua incredibile carriera, John Grisham affronta nuovamente temi a lui cari, ma lo fa dal punto di vista di tre giovani laureandi in legge, proprio come lo è stato lui negli anni ’80 del secolo scorso. E si potrebbe quasi azzardare che per delineare i personaggi principali si sia ispirato proprio a se stesso.
Il genere è quello che ha reso famoso Grisham in tutto il mondo: il giallo giudiziario; tuttavia, stavolta c’è qualcosa di diverso. Questa volta, Grisham ha intenzione di denunciare in modo velato (o probabilmente “falsamente velato”) dei meccanismi che riguardano la scuola statunitense con i quali si trova in profondo disaccordo.

Trama de La grande truffa di John Grisham

Washington. Mark Frazier, Todd Lucero e Zola Maal sono tre giovani studenti americani, nonché grandi amici, che come molti dei loro coetanei sono giunti all’Università carichi di energia e di voglia di cambiare il mondo, anche se ognuno di loro ha affrontato le proprie incertezze in merito al proprio futuro.
La storia comincia con i tre amici al terzo anno di studi, prossimi alla laurea: manca, infatti, solo un semestre all’obiettivo tanto ambito. I tre non vedono l’ora di ottenere il titolo di studio, ma non solo perché sono stanchi di studiare: devono iniziare a lavorare per pagare i debiti universitari. È infatti pratica comune per gli studenti, negli Stati Uniti d’America, chiedere dei prestiti per pagare le Università di buona qualità, che al contrario di quelle italiane non sono pubbliche.
Tuttavia, avviene un fatto che sconvolge non poco i tre giovani ragazzi: il loro compagno di studi Gordy si suicida. Ma prima, mette al corrente i tre di essere oggetto di un’enorme truffa.
Gordy aveva infatti scoperto che la Foggy Bottom Law School, l’Università di legge in cui studiano i protagonisti, era gestita da un miliardario, un certo Hinds Rackley, il quale era anche affiliato a banche che concedevano prestiti universitari: la scuola, dunque, era nata esclusivamente per attirare il maggior numero di iscritti, i quali avrebbero chiesto i prestiti (da ripagare con gli interessi) alle banche affiliate. La preparazione offerta non era dunque all’altezza, come testimoniato dal fatto che meno della metà degli studenti laureati alla Foggy Bottom Law School riusciva a passare l’esame di abilitazione alla professione.
I tre decidono dunque di abbandonare gli studi e di elaborare un piano per evitare i creditori e per vendicarsi di chi ha progettato questo gioco losco, stabilendo come base generale il “The Rooster Bar”. Decidono quindi di esercitare la professione sotto falso nome, tentando di portare alla luce la grande truffa in cui sono caduti, per finire così il lavoro iniziato dal loro compagno.

Recensione de La grande truffa di John Grisham

Un libro da poco più di 300 pagine per una serie infinita di colpi di scena e di momenti di suspance. Si tratta certamente di un ottimo libro, caratterizzato anche dalla scrittura scorrevole e accessibile di Grisham, ormai veterano del genere.
C’è da dire però che la trama risulta a tratti inverosimile, quasi surreale (pur essendo ispirata a fatti realmente accaduti), e i protagonisti non sempre sono credibili in quanto passano troppo repentinamente dallo status di “studente truffato e inconsapevole” a quello di “eroi dalle idee strabilianti e puntuali”. Le tre figure, per quanto minuziosamente pensate, entrano quindi a un certo punto in una sorta di contraddizione. In questo senso, forse, era opportuno aggiungere qualche pagina al libro, in modo da fornire ai giovani tutti i righi necessari per compiere una maturazione comunque frettolosa in quanto imposta dalla situazione, ma più plausibile.
Tutt’altro discorso si può fare per le personalità dei tre: i loro modi di fare e di affrontare le situazioni (e in particolare i creditori) sono in netta contrapposizione tra loro, e creano un’atmosfera a tratti divertente in grado di alternare momenti simpatici e leggeri a momenti, giustamente preponderanti, di alta tensione.
Esemplare è, invece, la descrizione che Grisham fa del sistema scolastico statunitense, con tutte le sue reali contraddizioni, e della comunità studentesca americana, sempre sotto pressione psicologica a causa delle preoccupazioni inerenti il proprio futuro. In questo senso, il libro si presenta come una forma di denuncia sociale: non è tollerabile imporre a un giovane di indebitarsi fino al collo per ottenere una preparazione che, al giorno d’oggi, non assicura neanche un posto di lavoro. Dai righi del testo e in particolare dal gesto estremo di Gordy si evince tutto il dolore, l’incertezza e la paura di non farcela degli studenti americani meno abbienti, ma desiderosi di costruire una carriera.
Una lettura certamente consigliata, che compensa i suoi pochi punti deboli con uno stile ricco di suspance ma allo stesso tempo di leggerezza e con una storia che non ha l’intento solo di intrattenere, ma anche di far riflettere.