“La grande bugia verde” di Nicola Porro

La grande bugia verde, Nicola PorroLa grande bugia verde. Gli scienziati smontano, con dati reali, i dogmi dell’allarmismo climatico
di Nicola Porro
Liberilibri

«In questo libro abbiamo preso gli architravi, non le vitarelle, del climatismo e li abbiamo sottoposti a stress test. Lo hanno fatto per noi scienziati coraggiosi che non hanno paura di essere fuori dal coro […].

Abbiamo individuato alcuni totem dell’ambientalismo mondiale e li abbiamo messi nel frullatore di opinioni scientifiche dissenzienti. Siamo certi che il riscaldamento climatico derivi dalla quantità di CO2? E pur ammettendo che sia l’anidride carbonica la causa del calduccio, siamo certi che l’uomo sia così colpevole o che l’aumento della concentrazione di CO2 sia davvero deleterio?

Già queste domande sono praticamente impossibili da fare nel pubblico dibattito. Il solo porsi un dubbio su queste prime due affermazioni vi darà la patente del negazionista. Ripetiamo: porsi la domanda è da negazionista. Eppure, come leggerete in questo libro, la domanda non solo è legittima, come tutte le domande scientifiche, ma la risposta non è scontata. Ci sono migliaia di scienziati che contestano la relazione tra CO2 e riscaldamento globale.

Molti a questo punto potrebbero ritenere questa raccolta di testi come un esercizio provocatorio di quattro scalmanati. Al contrario, le posizioni contenute in questo libro sono quelle dei moderati; il climatismo, piuttosto, è la palestra degli estremisti. A ben vedere la critica al climatismo è molto più diffusa di quanto (per usare un paragone illustre) fosse la critica al sistema aristotelico-tolemaico che pretendeva la Terra al centro dell’universo. Siamo sempre lì: riteniamo che l’uomo sia al centro del pianeta e dei suoi mali. Tutto gira intorno a noi.

Eppure, dicevamo, i critici delle ragioni antropiche del riscaldamento climatico e gli scettici sull’imminente fine del mondo sono numerosi e molto meno soli di quanto fosse Galileo ai suoi tempi. Sono premi Nobel, fisici, studiosi del clima, delle nuvole, geologi, sono consiglieri dei presidenti e ambientalisti pentiti. Hanno idee diverse sul funzionamento del clima, ma una cosa li rende simili: sono dei reietti. Vengono appunto definiti negazionisti, come coloro che negano il maggiore e più orrendo massacro della storia dell’uomo. […]

È necessaria un’altra piccola premessa: la questione del cambiamento climatico è già, e sarà sempre di più, la questione economica-sociale-politica più importante degli anni a venire. Avete capito bene, questione economica-sociale-politica, e non ho scritto “ambientale” non per dimenticanza, bensì perché gli allarmismi attorno al clima sono largamente esagerati e generano “falli di reazione” che comportano conseguenze profonde nella nostra società. Ed ecco perché è necessario conoscere queste argomentazioni, a volte anche un po’ tecniche: dobbiamo prepararci a fronteggiare un attacco senza precedenti al nostro stile di vita, al modello occidentale.

Questo attacco si fonda essenzialmente su un’idea: l’essere umano occidentale sporca e sfrutta, inquina, riscalda il pianeta, desertifica, fa sciogliere i ghiacciai, rende i mari più acidi, fa aumentare uragani e alluvioni, crea stragi climatiche in giro per il mondo, toglie risorse ai Paesi poveri rendendoli sempre più afflitti da catastrofi climatiche, etc.

Bene, cercherò di dimostrarvi, dati alla mano, ripeto, dati alla mano, come tutto questo, semplicemente, non sia vero e come spesso sia vero l’esatto contrario. Pubblicazioni scientifiche solidissime – alcune delle quali troverete in questo libro – dimostrano come l’impatto delle emissioni generate dall’uomo sia limitato e non spieghi affatto le oscillazioni del clima. Il sistema climatico è estremamente complesso, e ridurre tutto a una singola variabile (l’uomo e le sue emissioni) è semplicistico e del tutto fuorviante.»

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