Professor Gervasoni, Lei è autore del libro La Francia in nero. Storia dell’estrema destra dalla Rivoluzione a Marine Le Pen pubblicato per i tipi di Marsilio: quale ruolo ha avuto nella storia francese moderna la destra estrema?
La Francia in nero Storia dell'estrema destra dalla Rivoluzione a Marine Le Pen Marco GervasoniL’estrema destra (termine che appare già nel 1789) non ha avuto un gran ruolo sul piano dell’esercizio di governo. Solo in un due brevi periodi – durante la Restaurazione e tra il 1871 e il 1876 – ha partecipato, assieme a forze della destra moderata, ai governi, in entrambi i casi contribuendo a farli fallire per via delle sue posizioni radicali. L’esperienza di Vichy va certo collocata all’estrema destra, ma in realtà i dirigenti del regime di Pétain venivano da tutte le famiglie politiche – eccetto il comunismo. Viceversa, nella società e nella cultura l’estrema destra è stata sempre molto influente: fino alla Prima Guerra Mondiale, se non oltre, buona parte del cattolicesimo francese guardava con simpatie a quelle tendenze, mentre sul piano culturale l’Action française di Charles Maurras – il quotidiano con la miglior pagina letteraria di Francia, secondo Marcel Proust – ha formato generazioni di intellettuali. Lo stesso Charles De Gaulle, che si trovò nella sua vita a combattere due volte contro l’estrema destra, tra il 1940 e il 1944 contro i collaborazionisti e i vichysti, e nel 1960-62 contro l’Algerie française e l’Oas, si era formato leggendo Maurras e soprattutto il romanziere nazionalista Maurice Barrès. Per non parlare di François Mitterrand, militante dell’estrema destra fino alla fine degli anni Trenta, vichysta, e ancora alla fine della sua vita ammiratore di Barrès.

Quali sono i capisaldi politico-ideologici dell’estrema destra francese?
Variano a seconda del periodo. Quelli costanti, o meno variabili, sono il culto del capo, l’ostilità nei confronti del liberalismo, del capitalismo, del libero mercato, il rifiuto della democrazia parlamentare e l’invocazione di una « democrazia diretta », il nazionalismo inteso come attaccamento alla « terra e ai morti » secondo la celebre definizione di Barrès e naturalmente l’antisemitismo. Tutti elementi, tranne l’ultimo, che si ritrovano anche oggi nel Front national di Marine Le Pen.

Quali sono state le vicende del movimento fascista in Francia?
È esistito un fascismo francese ma è stato minoritario all’interno della storia dell’estrema destra. Solo piccoli gruppi politici (chiamate « leghe ») si definivano fascisti e si organizzavano seguendo quel modello politico. Il nucleo  più rilevante dell’estrema destra, pur ammirandoli, rifiutava di importare il fascismo italiano, e sopratutto il nazional socialismo tedesco, in quanto prodotti «stranieri », troppo statolatra il primo, troppo razzista il secondo. L’ammirazione per Mussolini e per Hitler ebbe maggior seguito invece presso scrittori e intellettuali: basti ricordare Drieu La Rochelle, Brasillach, Louis Ferdinand Céline, non a caso tutto collaborazionisti con i tedeschi tra il 1940 e il 1944. Non si può definire invece « fascista » il FN di Jean Marie Le Pen (e a maggior ragione quello attuale): anche se alcuni dei suoi fondatori venivano da quell’esperienza e in diversi periodi Le Pen fece entrare nel suo partito componenti che si definivano «neo fasciste».

Quali sono stati i rapporti tra De Gaulle e l’estrema destra?
Sono rapporti complessi, Come si è detto, De Gaulle si era formato leggendo i « classici » del nazionalismo di estrema destra. Ma questa lo trattò sempre da nemico, quale in effetti fu: da presidente del Consiglio nel 1944-46 fu inflessibile nell’epurazione contro i collaborazionisti, mentre nel 1960-62, durante la guerra di Algeria, utilizzò tutti gli ampi poteri della costituzione che aveva creato nel ’58 per reprimere le tendenze golpiste, sovversive, e terroristiche attorno all’Algerie Française e all’Oas – che realizzò anche un attentato contro il presidente francese. Il caso di De Gaulle, un grande leader conservatore, dimostra come le due destre, conservatrice ed estrema, siano destinate a combattersi tra loro. Per questo non sono per nulla scontate le ampie citazioni di De Gaulle in bocca a Marine Le Pen.

Il Front National è stato spesso indicato come esempio di partito familiare: quale evoluzione ha subito il Front National nel passaggio da Jean Marie a Marine?
Più che partito familiare, cosa che in parte fu, il Fn è stato, con Jean Marie Le Pen, un partito personale, nel senso che il capo ha sempre nominato il gruppo dirigente e non era consentito la contendibilità della carica. Tuttavia, come partito personale, il Fn ha poi acconsentito alla espulsione del suo fondatore, deciso dalla figlia Marin, fenomeno che non ha provocato fughe di militanti ed elettori, anzi al contrario. Oggi, il FN di Marine Le Pen non può essere considerato né personale né familiare, anche se il vice segretario del Fn, Louis Aliot, è il compagno di Marine, e un ruolo eminente svolge la deputata Marion Marechal Le Pen, nipote di Marine.