“La filosofia di Seneca come terapia dei mali dell’anima” di Giovanni Reale

La filosofia di Seneca come terapia dei mali dell'anima, Giovanni RealeLa filosofia di Seneca come terapia dei mali dell’anima
di Giovanni Reale
a cura di Pier Davide Accendere
Bompiani

«Seneca è lo scrittore latino più richiesto e più letto; il successo di pubblico che ha sempre avuto e che continua ad avere ha un solo corrispettivo in un autore greco: Platone.

Qual è la ragione di tale successo?

Una risposta specifica e completa a questa domanda può venire solo da una presentazione, da una spiegazione dettagliata del suo messaggio, e quindi può emergere unicamente nel corso di tutto il volume. Ma sin da ora possiamo offrire una spiegazione di carattere generale, riferendoci al diverso modo con cui i grandi artisti dell’antichità presentavano i loro messaggi rispetto agli artisti e agli uomini di oggi.

Władysław Tatarkiewicz, parlando soprattutto degli antichi scultori, scrive: “Si potrebbe ripetere degli scultori dell’età di Pericle ciò che Sofocle soleva dire di se stesso, e cioè che essi rappresentavano gli uomini quali dovrebbero essere. Gli artisti idealizzavano la realtà, e questo fatto può aver suscitato in loro la convinzione che tali opere sarebbero durate nel tempo. A chi gli chiedeva perché dipingesse così lentamente Zeusi rispose: ‘Perché dipingo l’eternità’”.

Lo stesso concetto espresso dal pittore Zeusi lo ritroviamo nella Storia di Tucidide, dove si legge: “La mancanza del favoloso in questi fatti li farà apparire, forse, meno piacevoli all’ascolto, ma se quelli che vorranno investigare la realtà degli avvenimenti passati e di quelli futuri (i quali, secondo il carattere dell’uomo, saranno uguali o simili a questi), “considereranno utile la mia opera, tanto basta. Essa è un possesso che vale per l’eternità più che un pezzo di bravura da essere ascoltato momentaneamente”.

Per Platone, poi, il filosofare consisteva nel contemplare l’eternità e nel farla conoscere agli uomini.

Tale è proprio la caratteristica di fondo dei grandi autori greci e romani, in netta antitesi con una caratteristica tipica dell’uomo di oggi: mentre questi pensa e lavora per l’hic et nunc, l’artista e il filosofo antico cercavano di pensare e di lavorare “per l’eternità”.

Ma ciò che vale per l’eternità vale sempre, in ogni epoca. E proprio questo va detto per l’opera di Seneca: il suo è un messaggio che vale per l’uomo nella sua profonda natura, e quindi ha una validità perenne, è attuale oggi come sempre.»

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