L'enigma del futuro, Andrea IaconaProf. Andrea Iacona, Lei è autore del libro L’enigma del futuro edito dal Mulino: è possibile fare asserzioni sul futuro?
Non solo è possibile, di fatto capita piuttosto spesso. E in molti casi, quando facciamo asserzioni sul futuro, riteniamo di sapere quel che diciamo. Supponiamo che Tizio programmi la sveglia del suo telefono alle 6:00 perché deve prendere un treno che parte il giorno dopo alle 8:00, e che prima andare a letto dica tra sé e sé: ‘Domani mi sveglierò presto’. In questo caso sembra che Tizio sappia quel che dice: domani il suo telefono emetterà un suono inconfondibile, la percezione di quel suono interromperà il suo sonno, ecc. In altri termini, l’asserzione di Tizio sembra corretta.

Cosa sono i futuri contingenti?
Sono enunciati che vertono su eventi futuri che possono verificarsi o non verificarsi, cioè eventi futuri che non sono né necessari né impossibili. L’enunciato ‘Domani mi sveglierò presto’ è appunto un futuro contingente, perché l’evento che descrive, per quanto probabile, non è necessario. Infatti è possibile – sebbene estremamente improbabile – che una mosca tse-tse entri nella casa di Tizio e lo punga durante la notte, impedendogli di svegliarsi alle 6:00. Altri esempi di futuri contingenti sono ‘Domani pioverà’, ‘Questa è la mia ultima sigaretta’, o ‘Il prossimo Presidente del Consiglio sarà una donna’. Ovviamente, la probabilità che un evento futuro si verifichi può essere più o meno alta. Ma quello che importa è che, indipendentemente dalla probabilità, sia possibile tanto che l’evento si verifichi quanto che non si verifichi.

Quali considerazioni di ordine logico riguardano il tempo e la nostra prospettiva sul futuro?
Dato che alcune asserzioni sul futuro sembrano vere, mentre altre sembrano false, viene da chiedersi se sia davvero così, cioè se gli enunciati che vertono sul futuro possano essere veri o falsi. Secondo Aristotele, che formulò per la prima volta questa domanda, la risposta è negativa. L’enunciato ‘Domani ci sarà una battaglia navale’ non è né vero né falso. Se infatti fosse vero o falso, allora la battaglia navale sarebbe necessaria o impossibile, e non potremmo né fare in modo che accada né cercare di evitarla. In altri termini, per Aristotele dire che i futuri contingenti sono veri o falsi equivale a dire che il futuro è già deciso.

Il problema dei futuri contingenti è interessante perché ci invita a riflettere su questo nesso tra logica e metafisica, cioè tra la questione della verità o falsità di certi enunciati e la questione della contingenza degli eventi che descrivono. Se il futuro è già deciso, allora non ha senso cercare di cambiare il corso degli eventi: non ci resta che accettare il fatalismo. Se invece riteniamo che il futuro sia aperto, dunque che il fatalismo sia una dottrina falsa, allora ci deve essere un modo di spiegare l’apparente verità o falsità delle asserzioni sul futuro. Confrontarsi con questo problema, oltre a essere un ottimo esercizio di ragionamento, può aiutare a pensare al futuro con maggiore lucidità, evitando confusioni e fraintendimenti.

C’è differenza tra futuro e passato dal punto di vista logico?
L’uso comune del linguaggio induce a pensare che le asserzioni sul futuro siano simili alle asserzioni sul passato, nel senso che gli enunciati che vertono sul futuro, come gli enunciati che vertono sul passato, possono essere veri o falsi. Tuttavia, a partire da Aristotele molti filosofi hanno sostenuto che questa somiglianza è solo apparente: le asserzioni sul futuro non sono come le asserzioni sul passato, perché il futuro non è come il passato.

L’alternativa di fondo che emerge da questo contrasto è tra una visione simmetrica del tempo, in base alla quale il futuro è essenzialmente simile al passato, e una visione asimmetrica del tempo, in base alla quale il futuro è essenzialmente diverso dal passato. Nel libro presento tre opzioni logiche che si dividono rispetto a questa alternativa. Mentre le prime due implicano una differenza sostanziale tra futuro e passato, che impone una revisione della logica classica, la terza, che dal punto di vista logico è la più semplice, nega tale differenza. La stessa alternativa si riproduce sul piano metafisico, come mostrano le principali concezioni del tempo che segnano il dibattito attuale sui futuri contingenti.

Nel libro discuto queste due posizioni teoriche fondamentali, senza prendere parte per l’una o per l’altra. Le motivazioni generalmente addotte a favore di una visione asimmetrica del tempo presentano aspetti alquanto controversi, e non è nemmeno chiaro se sia necessario adottare una tale visione al fine di preservare le nostre intuizioni anti-fataliste. D’altra parte, le considerazioni linguistiche che depongono a favore di una visione simmetrica del tempo, così come la semplicità della teoria logica che permette di inquadrarle, non forniscono ragioni conclusive per accettare tale visione. Dunque non c’è una risposta ovvia alla domanda se il tempo sia simmetrico o asimmetrico, per gli stessi motivi per cui non c’è una soluzione ovvia al problema dei futuri contingenti.

Quali aporie genera il concetto di viaggio nel tempo?
L’ultimo capitolo del libro è dedicato al tema fantascientifico del viaggio nel tempo. Sappiamo che, allo stato attuale delle nostre conoscenze scientifiche e dei nostri mezzi tecnologici, non siamo in grado di viaggiare nel tempo. Ma cosa succederebbe se il viaggio nel tempo fosse possibile? Quali sarebbero gli effetti provocati da un viaggiatore temporale dopo il suo arrivo in un istante successivo o precedente a quello da cui è partito? L’idea di viaggio nel tempo solleva questioni filosofiche molto interessanti.

Una domanda che può venire in mente quando si pensa al viaggio nel tempo è se sia possibile cambiare il passato o il futuro. Spesso i film di fantascienza ci invitano a immaginare il cambiamento del passato o del futuro come se fosse un’ipotesi coerente. Ma in realtà è difficile concepire con chiarezza un tale cambiamento. Supponiamo che Tizio viaggi nel passato armato di pistola e giunga di fronte a suo nonno da giovane, cioè suo nonno com’era prima di aver generato suo padre. Se Tizio sparasse a suo nonno e lo uccidesse, allora avrebbe cambiato il passato. Ma può farlo? Sembra di no. Se il nonno di Tizio morisse da giovane, allora il padre di Tizio non nascerebbe, quindi Tizio stesso non potrebbe trovarsi lì. Se Tizio è davanti a suo nonno da giovane, è perché suo nonno non è mai morto prima di generare suo padre.

Questo è solo un esempio delle aporie in cui ci si imbatte quando si riflette sul viaggio nel tempo. Ovviamente ce ne sono molte altre, come è facile intuire. Nel mio capitolo sui viaggi nel tempo ho pensato di affrontare queste aporie commentando alcuni film di fantascienza piuttosto noti, senza fare uso di nozioni troppo sofisticate di fisica o di metafisica. Più che alla letteratura filosofica sui viaggi nel tempo, ho pensato alle discussioni che certe volte si fanno tra amici all’uscita del cinema.