“L’alba dentro l’imbrunire. Io e il Parkinson: una vita a metà?” di Lidia Marsili

L'Alba dentro l'imbrunire. Io e il Parkinson: una vita a metà?, Lidia MarsiliQuesto libro non è un romanzo. Un concetto molto chiaro che la scrittrice Lidia Marsili rende noto sin dalle premesse. Questo libro non vuole raccontare una storia. L’alba dentro l’imbrunire è semplicemente (ma allo stesso tempo arduamente) un flusso di coscienza che mira ad esplorare sé stessi e a educare il prossimo.

Pubblicato nel 2023 da Pendragon Editore, L’alba dentro l’imbrunire è un viaggio personale che Lidia Marsili compie attraverso carta e penna in un periodo in cui la sua vita si ritrova totalmente stravolta da un parassita che si annida nel suo corpo: il Parkinson.

La diagnosi arriva nel 2012, in un periodo in cui la vita di Lidia sembrava aver raggiunto dei binari stabili. Il suo cammino fin lì, infatti, non è stato facile. Dall’infanzia all’adolescenza, fino ai primi problemi di salute in età adulta, il destino di Lidia è sempre stato estremamente beffardo. La diagnosi del morbo di Parkinson va quindi a sconvolgere ulteriormente una donna combattiva, ma pur sempre umana.

E tutta l’umanità di cui è capace, Lidia la trasporta in questo libro, che è un inno al coraggio e alla voglia di non arrendersi, ma anche un fitto viaggio interiore fatto di paure, rancori e frustrazioni. Uno sfogo personale che, nel corso delle pagine, servirà anche a dare un aiuto morale a tutte quelle persone costrette in una simile situazione, sia essa vissuta direttamente o indirettamente.

«Il contatto con la malattia, che costringe ogni essere umano a misurarsi con la propria fragilità, favorisce percorsi di scrittura che svolgono una funzione catartica, purificatrice.»

Trama

La vita di Lidia è caratterizzata da svariate difficoltà sin dal principio. Con una situazione familiare non idilliaca che ne segna l’infanzia e l’adolescenza, i primi problemi arrivano con la diagnosi di un linfoma non Hodgkin che destabilizza la sua tranquillità a lungo agognata e raggiunta grazie ad un lavoro soddisfacente e ad una famiglia creata con il compagno di sempre.

Passata la paura e sconfitto il primo parassita, Lidia Marsili si ritrova nuovamente e definitivamente sconvolta quando nel 2012 le viene diagnosticato il morbo di Parkinson. Da quel momento la sua vita imbocca una strada tortuosa e costellata da ostacoli sia fisici che mentali.

Affrontare una malattia degenerativa come il Parkinson significa essere consapevoli dell’impossibilità di guarire. Una sentenza che distruggerebbe psicologicamente chiunque, ancor prima che i sintomi inizino a prevalere sulle funzioni del corpo. Lidia si ritrova così ad affrontare una lotta perenne fatta di perdita di funzionalità e autonomia, effetti collaterali dei farmaci e decisioni impegnative riguardo operazioni chirurgiche e approcci terapeutici.

Ma non è solo la questione medica a riempire la testa del paziente che si ritrova imprigionato in simili situazioni. La componente psicologica e sociale svolge un ruolo predominante nell’approccio alla malattia. Lidia deve così fare i conti con la vita degli altri che scorre mentre lei resta bloccata fisicamente e figurativamente. Sarà solo grazie al potere della scrittura che Lidia Marsili riuscirà a dar voce ai suoi più intimi pensieri riuscendo infine a trovare, tramite i suoi cari, quell’alba dentro l’imbrunire.

«Il tempo non può curare ed eliminare il dolore. L’impor­tante è continuare a desiderare qualcosa per se stessi per­ché il desiderio rende più tollerabile la sofferenza.»

Recensione

Il libro scritto da Lidia Marsili in uno dei periodi più bui della sua vita non vuole raccontare il decorso della malattia in sé. Partendo dal titolo carico di speranza, la scrittrice vuole trovare quel punto di luce nell’oscurità. Una scelta di parole non casuale dato che la stessa Marsili attribuisce grande significato al potere delle metafore, unici elementi capaci di descrivere al meglio le emozioni.

E il racconto di questo scritto è infatti carico di un linguaggio figurativo che si accompagna a cenni, riferimenti e soprattutto citazioni che abbracciano una vasta area culturale. Filosofia, miti, opere letterarie, ma anche poesie e canzoni, L’alba dentro l’imbrunire acquista la sua forza dalla cultura che sembra l’unica in grado di descrivere emozioni così peculiari e profonde come quelle provate da chi combatte una guerra costante contro la malattia.

Un aspetto predominante all’interno dell’opera è quello che riguarda i rapporti con i familiari. Con la vita del paziente irrevocabilmente cambiata, è difficile riuscire a mantenere un punto di comprensione con il prossimo. I sentimenti che si susseguono sono complessi e Lidia li apre e analizza con minuzia tenendo conto sia dei propri bisogni che di quelli degli altri. Il rapporto con i figli e soprattutto con il marito, viene spiegato attraverso aneddoti e pensieri portando il lettore a ben comprendere la frustrazione della scrittrice e l’impossibilità, per certi versi, di esprimerla a voce.

Ecco quindi che la scrittura diventa una delle medicine migliori che Lidia Marsili trova sul suo cammino. Dalla composizione di poesie, fino a questo libro che si erge a proprio flusso di coscienza. Con questo saggio non si mira a raccontare un fatto, quello della malattia, ma è il tentativo della scrittrice di fare ordine tra i suoi pensieri.

É ovviamente un libro emotivo e carico di sentimenti, lo stile scrittorio è fluido e leggero nonostante i processi mentali narrati siano complicati. Lidia non si tira indietro dal raccontare alcuni pensieri suicidi che a volte l’hanno accompagnata, mentre la sua descrizione delle difficoltà quotidiane colpisce dritta al cuore del lettore.

Raccontare sé stessi in un momento di tale fragilità appare coraggioso ed educativo. Uno degli obiettivi della Marsili, infatti, è quello di smuovere diverse coscienze provando a dare conforto a tutti coloro che versano in situazioni simili, ma anche a chi le vive indirettamente senza riuscire a trovare un punto d’incontro nella sofferenza dei propri cari.

In una delle prime pagine del libro, Lidia Marsili parla non di rassegnazione alla malattia, bensì di consapevolezza e questo è un concetto che porterà avanti fino all’ultima pagina.

L’alba dentro l’imbrunire non è una storia con un inizio e una fine, ma un flusso di sentimenti che, come tutte le emozioni, non ha un ordine. E forse proprio per questo il libro termina con un’incognita sul prossimo passo terapeutico di Lidia che, però, apre anche alla speranza.

«È vero che ciascuno di noi è sostanzialmente solo di fronte agli avvenimenti più importanti della vita, soprat­tutto davanti alla malattia e alla morte, ma è altrettanto vero che questa ineliminabile solitudine può essere resa più sopportabile dalla parola, se utilizzata per parlare/ascoltando e per ascoltare/parlando. Siamo monadi, minu­scole entità sparse sulla terra, animate da passioni ed emo­zioni simili, che la parola può unire a condizione che non accechi ma sveli.»

Sara Moro

L’Autrice

Lidia Marsili nasce in Abruzzo nel 1956. Risiede a Bologna dal 1975, dove svolge attività di Dirigente delle Risorse Umane presso un ospedale pubblico. Nel 2012 la malattia di Parkinson stravolge la sua vita. Nel 2015 il rapporto di lavoro si conclude per non idoneità. Il misurarsi con la malattia e il maggior tempo a disposizione, sviluppano una vocazione letteraria preesistente. Nel 2020 pubblica un libro di racconti: Molecole di luce e tenebre (Ed. Aletti), nel 2021 una raccolta di poesie Diastole e Sistole (Europa Ed.), nel 2023 L’alba dentro l’imbrunire (Ed. Pendragon). Risulta vincitrice di molti premi letterari.

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