Io sono nato tre volte è il racconto autobiografico di Emiliano Villa: una lunga chiacchierata in cui l’Autore svolge la matassa della sua vita dal giorno zero ad oggi. Un percorso fatto di momenti più o meno difficili sino ad arrivare al giorno più buio.«Io sono nato tre volte è un’autobiografia che racconta mie esperienze di vita, le quali mi hanno portato a essere quello che sono. Sono una persona comune, come tante, ma con la voglia di rialzarmi sempre e comunque, nonostante qualsiasi cosa la vita si diverta a gettarmi addosso. Le tre nascite hanno a che fare con tre momenti importanti della mia vita. La prima nascita è riferita alla mia venuta al mondo, semplice. Mentre la seconda e la terza sono un po’ più articolate. Due momenti che hanno segnato la mia vita in modo indelebile. Questo mio libro non vuole essere un vademecum sulla sopravvivenza… tutt’altro. Spero, invece, aiuti a comprendere che ci si può salvare dal dolore, con un po’ di ironia ma soprattutto con l’aiuto di qualcuno. Qui racconto me stesso, nudo e crudo, come se fossimo seduti in un bar a berci qualcosa insieme, come due buoni vecchi amici. Dicono che il tempo cancelli il dolore, e forse è vero. Ma certi dolori restano dentro di te, in profondità, e più li spingi giù e più loro ti rovinano dentro. Questo giro lo offro io, ma il prossimo devi farti avanti tu.»
La lettura di un’autobiografia non sempre risulta scorrevole. Il rischio di impantanarsi in passaggi lenti e fini a sé stessi è molto alto. Emiliano Villa ha la grande capacità di non commettere questo errore e lo fa sfruttando due potenti armi: l’ironia e l’empatia.
Il libro inizia dal giorno zero, il giorno della nascita, e da lì attraversa le tappe principali della vita: infanzia, adolescenza sino ad arrivare alla vita adulta. Questo sorvolo compiuto dall’Autore sembra essere un modo per far acclimatare il lettore prima di metterlo di fronte a qualcosa di davvero dilaniante. Il viaggio inizia dalle piccole vicissitudini che, in misure differenti, più o meno tutti abbiamo vissuto. Questo permette a chi legge di empatizzare con il protagonista sin dalle prime pagine.
L’abilità di Villa emerge proprio in questo dettaglio: saper creare lentamente un legame con il suo pubblico facendo leva sulla vicinanza emotiva. Un ingrediente usato per garantire questo tipo di approccio tra scrittore e lettore è la presenza costante della musica e del suo potere salvifico. Quasi tutti hanno una canzone che ha segnato un momento importante o che riporta alla mente ricordi belli o, talvolta, dolorosi. Avere qualcosa in comune con chi scrive permette così di creare maggiore sintonia. Il lavoro di avvicinamento a chi legge inizia sin dalle prime pagine e tutto questo sarà propedeutico al raggiungimento del punto cruciale del libro.
Altro elemento degno di nota è l’ironia. Saper condire ogni pagina con la giusta dose di umorismo, anche quando gli argomenti trattati sono ben lontani dallo scaturire una risata, denota una particolare abilità in chi scrive. L’Autore instaura un vero rapporto con il lettore, come se i due si trovassero l’uno di fronte all’altro per raccontarsi. Spesso Villa apre le porte della sua interiorità, mettendosi a nudo senza remore e mostrando quell’umanità che sarà fondamentale per introdurre l’argomento più delicato di questo libro.
Gli spunti per ragionare sulla vita non mancano di certo ma mai l’Autore si erge ad esperto, cercando di impartire lezioni. Le sue riflessioni risultano più come preziose occasioni su cui riflettere e denotano la capacità di continuare a capire gli altri nonostante il dolore vissuto.
«Ogni tanto alzavo lo sguardo osservando la gente che era seduta a mangiare o che stava ordinando rendendomi conto che ognuno di loro aveva una storia diversa dall’altro e che, all’infuori del conformarsi a tutti in stereotipi, dentro siamo completamente diversi l’uno dall’altro. Ognuno con il suo dolore, ognuno con il suo passato, ognuno con il suo lascito. Siamo diversi e basta e il conformarsi non fa altro che accentuare.»
Una delle caratteristiche narrative più significative riguarda l’entrata in scena di una seconda voce, oltre a quella dell’Autore. Villa permette alla sua parte analitica, al cervello, di prendere la parola e intervenire quando necessario. Molte volte è la nostra emotività ad avere la meglio quando si tratta di reagire a determinate situazioni o prendere decisioni importanti. In questo caso, ogni volta che a prendere la parola è “Ello” (il cervello di Villa) ci rendiamo conto di quanto poche volte tendiamo a dargli ascolto.
Una lettura emotivamente impegnativa, soprattutto nella seconda parte ma che saprà regalare al lettore più attento grandi lezioni di vita.
Sara Azza
L’Autore
Emiliano Villa nasce il 18/10/1974 a Saronno e vive per un breve periodo a Varedo. All’età di 6 anni si trasferisce con tutta la famiglia a Lazzate, dove vive tuttora. Nel 2009 si sposa con Sabrina e attualmente vivono ancora nello stesso paese. Lavora come tecnico ascensorista, un mestiere che ha sempre saputo di avere nel sangue. Io sono nato tre volte è il suo testo di esordio. Ha sempre sognato di scrivere un libro senza mai cercare di approfondire questo suo desiderio. Fino a quando, grazie a un episodio della sua vita, ha scoperto di avere la capacità di farlo. Con sempre meno fatica ha imparato ha esternare i propri sentimenti, usando più la penna che la voce.
