Io prima di te, Jojo Moyes, trama, recensione«Avrei potuto guardare nei suoi occhi per sempre».

Un bestseller che ha rapito il cuore di tanti lettori, da cui è stato tratto anche un omonimo film di successo: parliamo di Io prima di te, della scrittrice inglese Jojo Moyes. Un lavoro letterario accolto con favore dalla critica e dal pubblico, che ha apprezzato la sensibilità del tema affrontato, la narrazione travolgente e al tempo stesso colma di dettagli e descrizioni, la storia romantica. Su grande richiesta dei fan, l’autrice ha realizzato anche il sequel dal titolo “Dopo di te”. Ripercorriamo la trama di questo libro pubblicato per la prima volta nel 2013.

Louisa Clark ha ventisei anni e lavora come cameriera in un locale nella piccola località turistica in cui vive; è fidanzata da sette anni con Patrick, un ragazzo che però sembra non averle rapito totalmente il cuore, crede di avere alcune certezze nella vita, ma ignora che presto le perderà.

Dall’altra parte, il trentacinquenne ricco e indaffarato Will Traynor, a causa di un incidente, è costretto a rivedere tutta la sua vita. Tutto quello che faceva diventa passato, impossibile ritrovare la gioia di vivere, la bellezza delle sue giornate sempre impegnate tra lavoro e vita privata. Tra queste due persone, così lontane nei loro mondi e nelle esperienze, si stabilisce una connessione impensabile. Un incontro cambia per sempre le loro esistenze.

«La cosa curiosa dell’essere catapultati in una vita completamente nuova -o almeno sospinti così forte contro quella di qualcun altro da ritrovarti con il viso schiacciato contro la sua finestra- è che sei costretto a rivedere l’idea di te stesso. O di come potresti apparire agli occhi degli altri».

Lei, infatti, accetta un lavoro come assistente della famiglia Traynor, in cerca di qualcuno che si occupi del figlio rimasto paralizzato su una sedia a rotelle. Giorno dopo giorno imparano a conoscersi. Lei comprende che dietro quella corazza fatta di ostilità e freddezza si nasconde un uomo sensibile, lui che quella ragazza è in realtà una fonte di vitalità ed emozioni per le sue ordinarie giornate. Lo stesso, però, ha chiesto ai suoi genitori di poter vivere solo sei mesi, al termine dei quali andrà in Svizzera per porre fine alla sua vita. È allora che Lou cerca di convincerlo che la vita è degna di essere vissuta, e si propone di dimostrarglielo in ogni modo. Ci riesce, ma non basta a fargli cambiare idea. Entrata nel suo cuore a piccoli passi, la piccola assistente scopre di amarlo e di volergli stare accanto fino alla fine, anche se non condivide quella decisione.

«Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene. Semplicemente, vivi. Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà mai cambiare la tua».

Saranno divisi nella vita terrena ma quel legame resterà in eterno. Proprio per ringraziarla dell’amore e della felicità ricevuta, Will farà in modo che i sogni della sua amata possano concretizzarsi.

La storia viene raccontata da un narratore interno che si concentra principalmente sul punto di vista femminile, anche se nel complesso tra le pagine si percepiscono perfettamente le sensazioni e i pensieri di entrambi i protagonisti, in una completa immersione che conquista il lettore.

La tematica dell’eutanasia, del suicidio assistito, è certamente di rilievo per un romanzo che in realtà è una grande storia d’amore, ma la scrittrice ha saputo trattarla in modo delicato e, sebbene questa amara realtà venga descritta in modo dettagliato, riesce a non far perdere l’attenzione del lettore, che segue le vicende con trasporto emotivo.

Un libro potente nel suo messaggio, evocativo nella trama e sicuramente da leggere per comprendere certe situazioni spesso ritenute “lontane” dal nostro mondo.

«Lo baciai, cercando di riportarlo indietro. Lo baciai e tenni le labbra contro le sue finché i nostri respiri si mescolarono e le lacrime che sgorgavano dai miei occhi diventarono sale sulla sua pelle, e mi dissi che, da qualche parte, minuscole particelle del suo corpo sarebbero diventate minuscole particelle del mio, assorbite, inghiottite, vive, eterne. Volevo imprimere anche il più piccolo pezzettino di me contro di lui. Volevo lasciare qualcosa di mio dentro di lui. Volevo dargli ogni briciolo di vitalità che sentivo e costringerlo a vivere».

Angelica Sicilia