Introduzione a don Giussanidi Massimo Camisasca
San Paolo Edizioni
«Dopo la morte di don Giussani, avvenuta il 22 febbraio 2005, ho avvertito l’intima necessità di scrivere di lui, quasi per rendermi conto di cosa fosse accaduto nella mia vita, forse anche per il desiderio di stare ancora un po’ con lui. Avevo già pubblicato i tre volumi sui primi trent’anni della storia di CL (1954-1984), un lavoro che aveva richiesto sette anni di ricerche e scrittura. A quel punto l’urgenza era diversa: volevo preparare un testo che potesse essere letto da chiunque, per aiutare coloro che, avendo sentito il nome di Giussani, desideravano entrare nel mistero della sua personalità e del suo insegnamento. Una biografia spirituale, come l’ho definita parlandone con don Julián Carrón, dal quale ho ricevuto l’invito a portare a termine il lavoro. Il libro uscì nel 2009, con il titolo: Don Giussani. La sua esperienza dell’uomo e di Dio.
Nel 2022 si è celebrato il centesimo anniversario della nascita del fondatore di CL. La ricorrenza è stata l’occasione per uno studio approfondito sul suo pensiero teologico, filosofico e pedagogico. Molti testimoni hanno raccontato del rapporto con lui e del debito contratto con la sua persona. Nel frattempo, nel 2013, era uscita la monumentale Vita di don Giussani scritta da Alberto Savorana. Proprio nell’anno del centenario, su invito della Pontificia Università della Santa Croce, ho tenuto un corso accademico e un seminario su Giussani […]. Mi sono allora domandato: perché non ripensare al mio testo del 2009? Perché non arricchirlo tenendo presente i nuovi scritti e le mie lezioni? È nato perciò questo libro, dal titolo che mi pare significativo: Introduzione a don Giussani. L’intento originario non è mutato, ma il testo del 2009, oltre che ampliato, è stato quasi interamente riscritto, per renderne più accessibile la lettura a chiunque voglia intraprendere questo percorso.
Don Giussani era dotato di un pensiero profondo, articolato, complesso, sul quale – ne sono convinto – si tornerà anche nei prossimi decenni. Questo mio testo, oltre che un contributo alla riflessione, è il segno della mia gratitudine filiale verso una persona eccezionale, che ha reso la mia vita un’avventura drammatica e fortunata.»




