“Il violino della metro” di Roberto Berti

Il violino della metro, Roberto BertiRoberto Berti è Consigliere Giuridico in Diritto Internazionale Umanitario e Ufficiale dei Paracadutisti, Il violino della metro è il suo romanzo d’esordio, ma a giudicare dalle potenzialità e dalla dimestichezza nella scrittura, scommetto che sarà soltanto il primo di una lunga serie. La storia, infatti, si presta a essere l’inizio di una saga dedicata alle avventure di Fabio Rinaldi, l’ufficiale superiore del Reggimento d’Assalto “Col Moschin”, nonché il contractor più ricercato al mondo. Se amate i romanzi polizieschi, se avete divorato libri di Don Winslow come Il potere del cane o Il cartello, preparatevi a fare la conoscenza dell’Art Keller italiano. Dove? Ovviamente nell’ultimo luogo in cui andreste a cercarlo: nella stazione Flaminio della metropolitana di Roma, insieme al suo amato violino.

Trama

Metropolitana di Roma, fermata Flaminio, un violino suona una musica struggente; la mano che lo fa vibrare è quella di Fabio Rinaldi: a prima vista, soltanto uno dei numerosi clochard che affollano la stazione ogni giorno sperando in qualche spicciolo. Ma la vita di Fabio non è sempre stata così.

Cresciuto in una famiglia tradizionale, Fabio sperimenta quando è ancora troppo giovane la morte e il distacco dai propri genitori. Il violino, la sua grande passione trasmessagli dal padre, lo aiuta nei momenti più duri. Inizia la carriera militare poco più che adolescente e diventa subito uno dei migliori, fino a guadagnarsi il ruolo di tenente colonnello del Reggimento d’Assalto “Col Moschin”. Mentre è intento a vivere la sua vita, ben focalizzato sul lavoro e sulle missioni che i Servizi Segreti gli affidano in giro per il mondo, Fabio incontra l’amore della sua vita: Eva. La loro storia d’amore è travolgente, in brevissimo tempo i due vanno a vivere insieme e poco dopo scoprono di aspettare un bambino. La vita di Fabio, però, torna a bussare alla porta del suo destino: c’è bisogno di lui per una missione speciale in Ruanda. Lasciare Eva incinta è difficilissimo, ma Fabio è un uomo tutto di un pezzo ed è determinato a portare a termine la missione che gli è stata affidata. Arrivato in Ruanda, Rinaldi si accorge che il paese è sull’orlo di una guerra civile: il suo compito è quello di disinnescare il gruppo terroristico che minaccia un colpo di Stato e riportare la pace; non è un compito semplice, ma come sempre Fabio riesce a cavarsela, seppur tra mille peripezie.

Arriva finalmente il momento di tornare in Italia; mancano pochi giorni al parto ed Eva è in fibrillazione alla sola idea di riabbracciare l’amore della sua vita, ma purtroppo il destino ha in serbo per Fabio altro dolore, in una forma ancora più intensa di quella vissuta durante l’infanzia: Eva e il suo bambino perdono la vita in un incidente d’auto sulla via per l’aeroporto. Da quel momento, Rinaldi decide di dire addio alla vita e di rinunciare a tutto: al suo lavoro, al suo futuro e si trasferisce a Roma, dove passerà le giornate suonando il violino in metropolitana, riproducendo con il suo strumento il suono del pianto eterno e inconsolabile della sua anima. La trama, giunta a un punto di raccordo rispetto all’inizio, subisce ora un’impennata e si inserisce nel racconto un “romanzo nel romanzo”.

Improvvisamente, la scena si sposta in Belgio, in un lussuoso hotel dove due magnati della finanza sono intenti a fare una scommessa molto pericolosa, per la cui riuscita è necessaria la collaborazione di Romina Wolford, direttrice della Delta, la scuola di contractor più famosa al mondo. La posta in gioco è proprio Fabio Rinaldi: riuscirà a diventare il miglior contractor al mondo in soli 45 giorni? Lord Guillon pensa di sì.

Romina manda il suo più fedele collaboratore Igor (un contractor che non sembra affatto amichevole), a prelevare Fabio a Roma. Arrivato a Stoccarda, dove si trova la Delta, per Fabio inizia l’addestramento più duro della sua vita. Rinaldi non è ovviamente l’unico “allievo” della scuola; ce n’è uno in particolare, Pablo, con cui entra subito pesantemente in conflitto, come se il suo sesto senso gli suggerisse che si sarebbero incontrati di nuovo in circostanze più sfavorevoli. Al termine dei 45 giorni Fabio è davvero il più forte contractor su piazza: adesso è pronto al secondo step della scommessa. Il sultano dell’Oman è in pena per il rapimento di suo figlio, il piccolo principe Abdul, e per la risoluzione del caso è stato scelto proprio Fabio. Questa volta dovrà vedersela con un gruppo di malviventi pronti veramente a tutto pur di ottenere dal sultano un folle accordo sul prezzo del petrolio. Quali saranno le mosse di Rinaldi? Riuscirà a riportare a casa il principino? I responsabili saranno assicurati alla giustizia o sarà la vendetta a prendere il sopravvento? Ma soprattutto, una volta rientrato in Europa, Fabio che cosa deciderà di fare della propria vita?

Offerta
Il violino della metro
  • Berti, Roberto (Autore)

Recensione

Il violino della metro è un libro sorprendente. Proprio quando pensi che il momento di maggior tensione sia passato, ecco che arriva un colpo di scena a rimettere tutto in gioco.

Le vicende, seppur sensazionali, mantengono sempre un fondo di veridicità, anche grazie all’esperienza personale dell’autore, esperto anche lui, come il suo protagonista, in ambito militare. Ho trovato particolarmente crude le scene dei combattimenti, ma i romanzi polizieschi richiedono sempre una certa dose di “ferocia”. Fabio Rinaldi è un po’ misogino un po’ vendicatore della notte, un po’ eroe, un po’ uomo dal cuore tenero. Un personaggio controverso, insomma, sempre in bilico tra bene e male, tra giustizia e vendetta.

Non mancano nemmeno i momenti riflessivi, soprattutto nel finale, dedicato allo speciale rapporto che Rinaldi riesce a instaurare con il figlio del sultano (una sorta di figlio mancato). È a lui che Fabio mostrerà la parte più “umana” di se stesso e sempre al piccolo Abdul regalerà il pensiero più profondo di tutto il libro: «La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti». In queste poche parole è racchiuso il senso di tutto ciò che Fabio ha imparato, girando il mondo, mettendosi costantemente alla prova.

La storia si chiude con un finale aperto, con la promessa di una «nuova vita»; non resta che aspettare il secondo capitolo di quella che ha tutte le carte in regola per diventare un’avvincente saga sulle avventure del contractor Fabio Rinaldi.

Valentina Fedi

L’Autore

Roberto Berti è nato a Varese nel 1956. Laureato in Scienze Strategiche, Master in “Gestione della Sicurezza” e in “Diritto Internazionale e Conflitti Armati”, è Consigliere Giuridico in Diritto Internazionale Umanitario e delle Operazioni. Ex Ufficiale dei Paracadutisti. Il violino della metro è il suo romanzo d’esordio.

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