Il sole nella nebbia, Elisabetta BaldiniIl sole nella nebbia è il secondo romanzo di Elisabetta Baldini, pubblicato da Caosfera. Il romanzo è caratterizzato da una scrittura spontanea, naturale, elegante ma non rende le scene artificiali. Gli oggetti della quotidianità e ogni singolo evento sono descritti con semplicità, senza cadere nell’anonimato. Diverse sono le vite dei personaggi raccontate e insegnano che la vita non è fatta solo di luce, ma anche di ombre che si deve cercare di combattere con coraggio e forza di volontà.
Molto particolare nel romanzo è la presenza di due fiumi, metafore della vita. Il primo, la Loira, che travolge tutto durante un forte vento; il secondo, il Rodano, che accompagna dolcemente le note di uno strumento musicale. Questo dualismo impetuosità/serenità sembrano in qualche modo ricordare quei passaggi delle “Operette morali” del Leopardi, in cui la natura è anche matrigna e non sa quando fa bene o male all’uomo, perché è coinvolta in un perpetuo ciclo di creazione e distruzione.

Un altro aspetto del romanzo è quello di aver creato un notevole colpo di scena. “Il sole nella nebbia” infatti, poiché è un sequel del primo romanzo “La felicità è una brezza leggera” lo si può definire anche come un “Dove eravamo rimasti?”, che ha reso ancor più interessante e coinvolgente la lettura, regalando sorrisi e buonumore. Da sottolineare in modo particolare anche la descrizione dei luoghi e dei panorami del delta del Rodano che ci offre l’autrice. Assumono una valenza così importante da diventare anch’essi dei personaggi all’interno della trama. Inoltre sembrano richiamare i paesaggi di Comacchio, vicino al delta del Po’, evocando immagini de “L’airone” di Giorgio Bassani. Il lettore si sente avvolto nelle atmosfere che la scrittrice ha saputo creare, coinvolgendosi nelle vicende narrate, tanto da sentire quasi i rumori della natura o il timbro di voce dei personaggi.

“Il sole nella nebbia” oltre ad essere un evento atmosferico che si ripete spesso nel Rodano è soprattutto, ancora una volta, una metafora dell’esistenza: proprio la protagonista Elizabeth, afferma in un dialogo che ogni persona è come un grande  sole che ha potenza ed energia per affrontare gli ostacoli della vita. A volte però l’essere umano è frenato dalle nebbie interiori, caratterizzate da incertezze, dubbi, perplessità. Però è proprio in quel momento che ci si deve fare forza e splendere ancora di più per annientare le tenebre e uscire dal dubbio, facendo delle scelte importanti.
“Il sole nella nebbia” diventerà alla fine del romanzo anche qualcosa d’altro: l’esito di un percorso individuale ma anche collettivo che sfocia nel resoconto di un evento che accomuna tutti i personaggi del romanzo, che, trovando il loro percorso sono illuminati dal sole che sorge dalle nebbie della laguna.

Sinossi
Elizabeth ha ormai diciotto anni. Sta attraversando un periodo difficile della sua vita di artista. Si tormenta e con disagio ma nello stesso tempo con fermezza comunica al suo maestro di musica di abbandonare le scene per qualche tempo, per ritrovare nuovi stimoli alla sua arte come violinista.
Così, incoraggiata da una sua cara amica, intraprende un viaggio nel sud della Francia, più precisamente a Saintes-Maries-de-la Mer, un paese della Camargue affacciato sulle rive del Rodano.

In questo luogo dal clima tranquillo ma che, all’improvviso, si rivela anche tempestoso, riesce a trovare nuove sonorità, insieme ad un gruppo di artisti che la seguono e che insieme a lei riusciranno a creare nuova arte, plasmata dal canto degli uccelli, da una tempesta in mare o dal sole che sorge dalle nebbie della laguna.

A seguirla con amore da lontano c’è sua madre Gabriella e suo padre Chris, che l’hanno sempre incoraggiata a seguire la voce della sua anima nelle scelte della vita. Anche loro in questo romanzo hanno intrapreso un cammino di crescita, costellato di scelte importanti e che hanno dato un significato nuovo alla loro vita.