Il signore degli anelli, John R. R. Tolkien, riassunto, recensione«Il mondo è davvero pieno di pericoli, e vi sono molti posti oscuri; ma si trovano ancora delle cose belle, e nonostante che l’amore sia ovunque mescolato al dolore, esso cresce forse più forte».

Elfi, nani, hobbit e atmosfere fantastiche: tutto questo e molto altro è Il Signore degli Anelli (dal titolo originale in inglese The Lord of the Rings), romanzo fantasy scritto da John Ronald Reuel Tolkien e ambientato alla fine della Terza Era dell’immaginario luogo chiamato “Terra di Mezzo”. Pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955, è stato tradotto in trentotto lingue, ha avuto decine di riedizioni ed è diventato un’opera leggendaria, uno dei più popolari capolavori letterari del XX secolo. L’autore, docente di lingua e letteratura inglese all’Università di Oxford, scrisse libri famosissimi, ma fu anche un attento studioso della lingua anglosassone, linguista e inventore di linguaggi artificiali.

La trama si staglia come prosecuzione del precedente romanzo dell’autore, Lo Hobbit (1937). Lo scrittore fa credere che i due romanzi siano una trascrizione del testo fantastico dal titolo Il Libro Rosso dei Confini Occidentali, autobiografia scritta da Bilbo Baggins, protagonista del primo testo, e da Frodo, il personaggio principale de Il Signore degli Anelli. In quest’ultimo romanzo, tuttavia, la narrazione si concentra sul viaggio di nove Compagni che costituiscono la Compagnia dell’Anello, partiti in missione con lo scopo di distruggere un oggetto di grande valore, l’Anello del Potere, che renderebbe invincibile il suo malvagio creatore Sauron e gli conferirebbe il potere di dominare tutta la Terra di Mezzo. Frodo, accompagnato dagli uomini Aragorn e Boromir, Gandalf lo stregone, i suoi amici hobbit, ma anche da un nano e un elfo, affronterà una lunga impresa.

L’ambientazione del romanzo spazia dal contesto storico a quello mitologico, oltrepassa gli stretti confini della favola, da cui però attinge per una serie di elementi. Nel mondo immaginario delle vicende, ricostruito con meticolosa cura, i tanti simboli nascondono una realtà misteriosa, che mette al centro delle pagine l’eterna lotta fra il Bene e il Male.

«Come può un uomo in tempi come questi decidere quel che deve fare?”.
“Come ha sempre fatto”, disse Aragorn.
“Il bene e il male sono rimasti immutati da sempre, e il loro significato è il medesimo per gli Elfi, per i Nani e per gli Uomini. Tocca a ognuno di noi discernerli, tanto nel Bosco d’Oro quanto nella propria dimora».

Il romanzo è composto da tre volumi e spicca nel vasto repertorio della Letteratura mondiale perché ha saputo influenzare nel tempo l’ambito culturale a tutto tondo, ottenendo numerosi apprezzamenti da parte di critici, autori e studiosi, ma anche da una folta schiera di appassionati che hanno dato vita a gruppi e associazioni culturali, diffusi in tutto il mondo. Questa trilogia continua a ispirare anche il settore dei videogiochi, quello dei fumetti, della musica ed è stata oggetto di svariati adattamenti per la radio, il teatro e il cinema.

«La guerra è indispensabile per difendere la nostra vita da un distruttore che divorerebbe ogni cosa; ma io non amo la lucente spada per la sua lama tagliente, né la freccia per la sua rapidità, né il guerriero per la gloria acquisita. Amo solo ciò che difendo: la città degli Uomini di Númenor; e desidero che la si ami per tutto ciò che custodisce di ricordi, antichità, bellezza ed eredità di saggezza. Non desidero che desti altro timore che quello riverenziale degli Uomini per la dignità di un anziano saggio».

Il Signore degli Anelli è un romanzo d’eccezione, enigmatico e sublime. Condensa episodi allegri e paurosi, draghi crudeli, necropoli, segreti indecifrabili: una lettura certamente complessa, che richiede trasporto e attenzione, perché unisce le caratteristiche distintive di tre generi letterari: la fiaba, la tragedia il poema cavalleresco. Leggerlo diventa esperienza, farlo proprio è assoluta meraviglia.

«Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita? Come fai ad andare avanti, quando nel tuo cuore cominci a capire… Che non si torna indietro? Ci sono cose che il tempo non può accomodare. Ferite talmente profonde, che lasciano un segno».

Angelica Sicilia