“Il Santo” di Marco Travaglio

Il Santo, Marco TravaglioIl Santo. Beatificano B. per continuare a delinquere. Il libro definitivo per non dimenticare nulla
di Marco Travaglio
PaperFIRST

«Avevo deciso di non scrivere più libri su Silvio Berlusconi. L’ultimo doveva essere B. come Basta!, come diceva il titolo stesso. Uscì durante la campagna elettorale del 2018, quando l’ex Cavaliere non si era neppure potuto candidare perché era ineleggibile a causa della sua condanna definitiva per frode fiscale. Però continuava a influenzare nefastamente la vita politica e anche le nostre con Forza Italia, le sue tv e i suoi giornali. Quel “basta” si rafforzò nel gennaio del 2022, quando mancò miseramente la corsa al Quirinale, a cui aveva fatto più di un pensierino. […]

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Il santo
  • Travaglio, Marco (Autore)

Poi è morto. E tutto è cambiato. […] in quel preciso istante ho raccolto tutto il materiale archiviato in quasi trent’anni e ho deciso di metterlo a disposizione dei lettori per un libro davvero definitivo. Non per sfregiare il Berlusconi morto: pace all’anima sua, ha finito di scappare, lascia un grande vuoto soprattutto nei tribunali e nelle casse dell’erario. Ma per fermare i berluschini vivi, che sono – se possibile – infinitamente peggiori di lui. Cioè per aiutare chi ha vissuto questi eventi ma non può ricordarli tutti e chi non li ha vissuti se non nella fase crepuscolare a conservarne memoria. Che poi è l’unico modo per capire perché sono accaduti, perché tanti si affannano a farceli dimenticare e che cosa possiamo fare per evitare che si ripetano. […]

Non tutta l’Italia, per fortuna, rientra nella corte dei miracoli e dei miracolati del Santo. […] Questo libro è rivolto a tutti loro. […] Mentre lo scrivevo, mi rendevo conto che in un qualunque altro Paese sarebbe bastata una sola fra le migliaia di vergogne che il Santo ha inanellato fino al 12 giugno 2023 per stroncare la carriera di un politico. In Italia, per lui, non sono bastate neppure tutte le sue. È questa devastazione culturale e istituzionale che oggi, dopo la sua dipartita, dovrebbe preoccuparci: non ciò che ha fatto, ma che abbia potuto farlo perché tutti glielo lasciavano fare. E quei tutti, diversamente da lui, sono vivi.»

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