“Il rosmarino non capisce l’inverno” di Matteo Bussola: riassunto trama e recensione

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Il rosmarino non capisce l’inverno, Matteo Bussola, riassunto, trama, recensioneDopo Il tempo di tornare a casa (Einaudi, 2021) e Il viola e il blu, Matteo Bussola, scrittore, fumettista e conduttore radiofonico veronese, torna con un nuovo e interessante romanzo: Il rosmarino non capisce l’inverno. Il libro nasce dal desiderio dell’autore di comprendere più da vicino l’universo femminile, studiandone le contraddizioni, le difficoltà, le conquiste e le debolezze.

Sara, Maddalena, Mira, Margherita, Teresa, Aika, Daisy e altre sono donne comuni, ferite, inquiete e con storie diverse alle spalle. Lontane dall’essere delle eroine o delle principesse non pretendono di cambiare il mondo e talvolta non riescono neppure a salvare se stesse. Hanno semplicemente il coraggio di mettersi in gioco, rischiando di sbagliare pur di raggiungere la felicità. Sono donne tenaci e forti, capaci di amare e odiare intensamente; commettono errori come tutti, ma sono anche in grado di rialzarsi e di affrontare la sconfitta a testa alta. Cosa hanno in comune con il rosmarino? La resistenza. Così come la piantina sfida il gelo dell’inverno e rinasce in primavera nonostante le cicatrici, le donne protagoniste del nuovo romanzo di Matteo Bussola risorgono dalle loro ceneri. «A cosa pensa una donna quando comprende di aver soffocato la propria voce?».

Trama

Il romanzo è una raccolta di storie di donne comuni, ordinarie ma al tempo stesso eccezionali. Apparentemente separate, le vite delle protagoniste si incontrano e scontrano, facendo l’una parte dell’esistenza dell’altra. Da Margherita a Daisy (ciascun capitolo porta il nome del personaggio principale) ogni racconto narra di debolezze, speranze, mettendo a fuoco diversi stati d’animo. Cosa hanno in comune la donna sola che in tarda età scopre l’amore, l’anziana signora che confida alla badante un terribile segreto, la giovane che non desidera diventare madre per non dover sopportare la sofferenza dei figli, la moglie che scrive al marito scomparso da poco oppure la sedicenne innamorata della migliore amica? Commettono errori come tanti, eppure trovano il coraggio di affrontare la realtà con dignità, allo stesso modo del rosmarino che sfidando il gelo dell’inverno rinasce rigoglioso e vitale in primavera.

Recensione

Con Il rosmarino non capisce l’inverno l’autore si è lanciato in una nuova sfida, consapevole di poter fare centro o di fallire. Per la prima volta, Matteo Bussola affronta un universo da lui inesplorato, provando a addentrarsi nel complicato e affascinante mondo femminile. Le 160 pagine del romanzo raccontano, capitolo per capitolo, storie di donne semplici e comuni come Daisy, Sara, Maddalena, Mira, Margherita, Teresa o Aika, persone della porta accanto, colleghe o familiari.

Le protagoniste non sono delle eroine né esempi di perfezione. Vengono analizzate una per una e passate allo scanner con tutte le loro debolezze, le fragilità, le speranze, i sogni e gli errori commessi. Il coraggio di rischiare e l’essere donna sono punti cardine della vita dei personaggi del romanzo.

Bussola mette sotto la lente di ingrandimento donne di tutte le età, di diversa estrazione sociale e condizione economica. Tratta in maniera approfondita tematiche attuali come la vecchiaia, la malattia, il lutto, i drammi improvvisi, con un occhio di riguardo per l’amore, in tutte le sue sfumature e sfaccettature: non corrisposto, ritrovato, finito, confuso e controverso. «L’essere madre non ti trasforma automaticamente in una brava persona».

Nel corso del romanzo l’argomento viene snocciolato in tutti i modi: c’è chi finalmente decide di mollare e chi ottiene una seconda possibilità, chi perdona e chi invece rischia di perdere tutto pur di dichiarare i propri sentimenti.

L’autore, inoltre, si concentra su temi come l’identità di genere, l’orientamento sessuale e la libertà di essere se stessi, senza scendere a compromessi o temere i pregiudizi, quelli stessi che mettono a dura prova la comunicazione vera e autentica tra le persone e che sollevano degli ostacoli difficili da sormontare nel mondo del lavoro: «Sorrido se penso a quanti mestieri precari, provvisori, mal pagati e intermittenti abbiamo collezionato nel corso degli anni».

Utilizzando come sempre un linguaggio piacevole, scorrevole e lineare, Matteo Bussola catapulta i lettori in un viaggio di andata e ritorno a tratti sconvolgente. Per quanto sia difficile calarsi nei panni di una donna, da uomo, l’autore è stato in grado di creare una raccolta di racconti ben strutturati e penetranti che invitano l’universo femminile a guardarsi allo specchio, a piangere, sorridere, cantare e danzare con le protagoniste. Alcune storie entrano nell’anima, altre richiedono una riflessione approfondita, qualcuna potrebbe sembrare invece lontana dal proprio modo di essere.

Il rosmarino non capisce l’inverno potrebbe essere considerato in qualche modo come un libro di introspezione, ma solo se affrontato con il giusto spirito. La leggerezza e la semplicità di scrittura possono dare un’impressione un po’ distorta dell’obiettivo dell’autore. I racconti, letti tutti di un fiato, in un unico pomeriggio, possono sembrare frammentati, esagerati sotto alcuni punti di vista, confusionari e slegati tra loro, ma solo dopo un’adeguata “decantazione”, ci si rende conto che il testo tratta di vite (a volte al limite) che vanno maneggiate con cura e con rispetto.

Frutto di un’attenta osservazione del genere femminile costituito da incongruenze, fragilità e resilienza, il nuovo romanzo di Matteo Bussola è adatto a tutti, a chi cerca una lettura distensiva e a chi, invece, più impegnativa.

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