“Il populismo religioso tra teologia e politica” a cura di Ilaria Valenzi

Il populismo religioso tra teologia e politica, Ilaria ValenziIl populismo religioso tra teologia e politica
a cura di Ilaria Valenzi
Claudiana

Il libro indaga il nesso tra populismo e religione, «un fenomeno globale che non è assolutamente limitato né al mondo occidentale né al cristianesimo»: si pensi, ad esempio, all’uso dell’ideologia Hindutva da parte del BJP in India o al sempre più diffuso concetto di populismo religioso islamico. Certo, in alcuni casi si tratta di manipolazione pura e semplice ma spesso le motivazioni religiose sono invece essenziali nel determinare l’orientamento politico.

Ne è un esempio il Brasile di Jair Bolsonaro, dove il «forte protagonismo politico di alcune denominazioni di tipo fondamentalista» garantisce «un rilevantissimo appoggio politico al leader dell’estrema destra brasiliana, fino al coinvolgimento diretto di parte della dirigenza ecclesiastica nell’esecutivo». Su un diverso fronte, l’Ungheria di Viktor Orbán «incarna l’abuso della narrazione cristiana ai fini del sostegno dell’ideologia populista fondata sull’idea di superiorità nazionale.» Ce n’è anche per Matteo Salvini e il suo pubblico giuramento di fedeltà al «sacro Vangelo», pronunciato in Piazza Duomo a Milano il 24 febbraio 2018 brandendo una copia della Costituzione in una mano e il rosario nell’altra.

Alla base del successo del binomio populismo-religione vi è il fatto che «le categorie portanti del populismo intersecano in profondità alcune strutture teologiche fondamentali» come «la tensione escatologica, l’aspirazione alla purezza, la promessa di redenzione e salvezza»: «rifiutando, almeno a parole, il pragmatismo e i compromessi che sono pane quotidiano dell’azione politica, partiti e movimenti populisti fanno balenare ai loro aderenti la possibilità di impegnarsi nella competizione politica mantenendosi però immuni dagli aspetti per così dire «sporchi» e peccaminosi e realizzando così un ideale di purezza. Questa tensione redentiva motiva e struttura la continua contrapposizione fra società civile e «politica» che caratterizza sia l’ideologia sia la pratica del populismo […] e conduce alla posizione che è stata definita come antipolitica».

«Di fronte ad uno scenario così complesso e preoccupante, le chiese sono chiamate a prendere posizione e a fornire delle risposte» rivestendo il ruolo di quelle che Jacques Maritain definiva «minoranze profetiche d’urto», «realtà in grado di causare, con le loro azioni, un impatto di trasformazione sociale significativo.»

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