“Il mostro” di Matteo Renzi

Il mostro, Matteo RenziÈ saldamente in testa alle classifiche dei libri più venduti sin dalla sua uscita, Il mostro. Inchieste, scandali e dossier. Come provano a distruggerti l’immagine di Matteo Renzi, edito da Piemme, il libro-verità in cui l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri replica alle accuse che stanno alla base della tempesta giudiziaria che lo ha travolto e che lo ha trasformato, agli occhi di molti italiani, in un “mostro”.

Il senatore ed ex sindaco di Firenze denuncia come «sia in corso un’aggressione contro l’uomo che tocca ogni centimetro quadrato di vita personale»: «lo dimostra la vicenda del giardino di casa, nella quale persino una partita di volley con i miei figli diventa occasione per una polemica nazionale, per un video scandaloso e ridicolo che lede i miei diritti, la mia privacy, la mia dignità di genitore.»

L’ex premier passa in rassegna una ad una le accuse contro di lui e risponde in maniera lucida e appassionata a tutte le contestazioni che gli vengono rivolte, anche personali, come, ad esempio, quella di avere un brutto carattere: «Nel processo di mostrificazione non può mancare il connotato personale: l’antipatia. […] Quante volte mi sono sentito dire: dovresti lavorare di più sul carattere, essere meno duro in tv, postare immagini di te che cucini o stai in famiglia. […] il punto è un altro. Vorrei essere giudicato sui risultati. Non vi chiedo di giudicarmi su come vi sembro mentre su Instagram accarezzo un cucciolo di cane o metto i cuoricini su una storia strappalacrime. Non mi interessa commuovere gli italiani, vorrei più banalmente governarli. […] la verità» – chiosa Renzi – «è che questo non è un concorso di bellezza. O di simpatia. Questa è la politica. E bisognerebbe giudicare con altro metro.»

O l’attività di conferenziere in giro per il mondo: «Se io faccio conferenze all’estero, come molti altri ex capi di governo, anche italiani, diventa un caso da prima pagina; se le fanno gli altri, tutto bene. E non mi si dica che il problema è che alcune di queste conferenze si svolgono in stati che non hanno un sistema democratico. Perché possiamo fare l’elenco degli ex capi di governo, anche italiani, che hanno avuto collaborazioni con Paesi non democratici. Non giustifico, né rivendico. Dico semplicemente: mettiamoci d’accordo, non è accettabile che valgano due pesi e due misure.»

Rivendica con fierezza il suo, il nostro, diritto alla giustizia Matteo Renzi: «Mentre scrivo non so come andrà a finire. Ma so come continuerà a iniziare: tutte le volte che sarò oggetto di provvedimenti ingiusti, non farò show in televisione, polemiche sui social, contestazioni roboanti. Continuerò viceversa a credere nella giustizia e mi recherò nelle aule di tribunale per chiedere che la Costituzione sia applicata e che la legalità trionfi. Io non ho paura, io non mi arrendo. Lo debbo fare per chi non può farlo, per vittime della malagiustizia di ogni giorno.»

E conclude: «Dicono che sono antipatico. Va bene. Ma non vi sto invitando a cena, vi sto parlando di politica. Dicono che ho un cattivo carattere. Ma almeno ho un carattere. E nel mondo della politica di oggi è meno frequente di quello che servirebbe.»

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