Il mito del potere. Teodora e Giustiniano tra pubblico e privato, Luigi SandiroccoProf. Luigi Sandirocco, Lei è autore del libro Il mito del potere. Teodora e Giustiniano tra pubblico e privato edito da Aracne. La storia ci ha consegnato un’immagine dell’imperatrice, Augusta dell’Impero Romano d’Oriente, sempre a tinte forti ma indefinite, ora acriticamente esaltata, ora acremente vituperata: quanto c’è di vero in quanto tramandano su di lei le fonti?
I venti anni di regno di Giustiniano con Teodora sono caratterizzati da una corposa produzione legislativa che privilegia per alcuni versi gli aspetti legati alla sfera privata. Proprio questa singolarità ha lasciato intravedere un ragionevole influsso della basilissa sugli orientamenti della produzione normativa dell’imperatore-legislatore. È pur vero che i caratteri propri della società del tempo escludevano un’ingerenza attiva delle donne nella gestione dei pubblici poteri, per incontestata tradizione risalente all’epoca più arcaica della civiltà romana confluita nel sistema delle leggi. La donna viveva in una dimensione ridotta e confinata all’ambito familiare con pochissime eccezioni che confermano la ferrea visione maschilista dell’organizzazione statale. Le imperatrici non si sottraggono a un modello culturale che le vuole sì al fianco del principe ma non nelle fasi in cui egli esercita le prerogative sovrane. Dalle fonti sembra emergere che diversamente con Teodora il monolite del potere palesi alcune crepe che hanno origini di carattere soggettivo, ossia legate alla complessa figura di Giustiniano, e oggettivo, frutto degli eventi storici, politici e religiosi.

All’imperatrice sembrerebbe potersi attribuire un ruolo in alcune scelte legislative di Giustiniano in materia religiosa e sui diritti delle donne, oltre che nella politica interna e in quella estera: quali sono stati i riflessi giuridici del ruolo e dell’azione di Teodora?
Teodora era su posizioni differenti e opposte a quelle di Giustiniano: lei convintamente monofisita, lui tenacemente defensor fidei del credo ortodosso. Risulta credibile, attraverso una attenta lettura delle testimonianze antiche, l’eventuale contributo di una donna di forte personalità a una disciplina normativa, che non poteva certamente lasciarla insensibile per proprio vissuto, come quella inerente appunto le decisioni in ambito religioso e, elemento che ha maggiormente interessato la ricerca, le deviazioni nella specifica materia matrimoniale. Se poi può identificarsi un momento in cui l’imperatrice-consorte assume un ruolo esteriore in politica interna e in quella estera da imperatrice-regnante, la Storia ci viene in soccorso in base alla ricostruzione politico-fattuale inerente la rivolta di Nika del 532, evento nel quale Giustiniano riuscì a difendere prima e a consolidare poi il trono al quale era asceso nel 527.

Quale influsso sulla politica imperiale si può ritenere che le posizioni religiose di Teodora abbiano provocato?
I sussulti alla linea religiosa sono evidenti nella politica imperiale, anche se non conosciamo fino a che punto e con certezza siano o meno dovuti all’influsso della basilissa.

Come ha interpretato la basilissa la sua funzione di donna contigua a un potere esercitato o influenzato attraverso il coniuge, l’imperatore Giustiniano I?
Anche volendo considerare figure femminili che tramarono per esercitare il potere direttamente o indirettamente (ossia attraverso la propria discendenza), il sistema romano era impermeabile a derive femminili, come invece era potuto accadere in altre epoche e con altri popoli. Le determinazioni e il modus operandi dell’imperatore sembrerebbero orientare un’interpretazione che veda l’imperatrice assumere un ruolo attivo in quella che è una prerogativa che non le apparterrebbe. Persino la stessa iconografia celebrativa, che ci è pervenuta in tutta la sua magnificenza, viene in ausilio agli studiosi contemporanei come strumento imprescindibile a delineare, completare e definire il quadro complessivo nel quale hanno operato Giustiniano e Teodora che hanno segnato la loro epoca in tutte le dimensioni, attraverso un’impronta indelebile sulle prospettive giuridiche e storiche.