Il libro scolastico in Italia. Dalla ricostruzione all’era digitale, Mara ContiDott.ssa Mara Conti, Lei è autrice del libro Il libro scolastico in Italia. Dalla ricostruzione all’era digitale pubblicato da Editrice Bibliografica: quale importanza assume il libro scolastico per lo studio e l’apprendimento?
Il libro scolastico, insieme con l’insegnamento, rappresenta per gli studenti di tutte le età il veicolo principale di conoscenza e si dimostra quindi uno strumento fondamentale per lo studio. È uno strumento pensato appositamente per offrire una sintesi interpretativa della conoscenza di una determinata materia e permetterne lo studio. Ancora oggi il libro di testo è il mezzo formativo più utilizzato per realizzare un percorso di apprendimento ed è quindi indispensabile all’interno del sistema educativo. Inoltre, nel libro di testo si realizza il connubio tra scuola e mondo dell’editoria, chiamate a collaborare per consentire il continuo e aggiornato apprendimento delle nuove generazioni.

Quali sono le caratteristiche distintive del libro scolastico e della sua filiera?
Il libro scolastico ha un’identità unica e differente rispetto al resto della produzione editoriale, è un prodotto appositamente concepito nella forma e nei contenuti per gli studenti di ogni ordine e grado. Quindi, in quanto canale di comunicazione didattica, presenta una struttura precisa, tanto a livello concettuale quanto a livello grafico.

La complessità del libro scolastico non risiede solamente nelle sue molteplici funzionalità ma anche nei processi che caratterizzano la sua filiera. Innanzitutto, una prima caratteristica distintiva si può notare nella fase di progettazione: il libro di testo nasce da un progetto interno alla redazione, che cerca gli autori più adeguati per svilupparlo. I redattori poi si occupano di dare forma al testo per renderlo più efficace per la fascia di studenti a cui è rivolto, cercando la modalità espositiva e grafica più idonea.

Tuttavia, il libro di testo necessita di un’adozione da parte degli insegnanti. Questa peculiarità lo distingue dai libri di varia. Per questo motivo è fondamentale anche la fase promozionale: gli agenti commerciali, che affiancano le case editrici in questo passaggio, vanno nelle scuole e presentano le novità librarie agli insegnanti.

Infine, l’ultima fase, di distribuzione e acquisto, si sviluppa su diversi canali, non più solamente nelle cartolibrerie ma anche nella grande distribuzione organizzata, nelle catene dell’usato e sui siti online, che stanno cambiando profondamente anche la compravendita dei libri scolastici.

Come sono mutati i manuali scolastici dal secondo dopoguerra a oggi?
I manuali, in quanto parte dinamica e vitale del mondo scolastico, nel corso del tempo sono stati in grado di mutare con l’evoluzione della società. La chiave di lettura per osservare questo cambiamento è la continua influenza tra editoria, scuola e società, perché il libro cambia a seconda dell’evoluzione del contesto circostante.

Il cambiamento è avvenuto tanto a livello grafico quanto a livello strutturale e testuale. I libri scolastici da testi uniformi e voluminosi, senza immagini né colori, caratterizzati da una modalità espositiva difficile si sono trasformati per fare spazio a colori, immagini, elementi grafici, esercizi ben articolati e ad approfondimenti interdisciplinari, fino a diventare multimediali attraverso gli strumenti digitali. Questo cambiamento è stato accompagnato da una crescente attenzione nei confronti della scuola e delle pratiche didattiche.

Quali vicende hanno segnato la storia dell’editoria scolastica in Italia dal secondo dopoguerra a oggi?
L’evoluzione della storia politica e sociale del nostro paese ha influenzato anche l’editoria scolastica e con essa il libro di testo. Tra le vicende più significative si possono annoverare il periodo postfascista in cui gli stabilimenti erano da ricostruire, la produzione da rilanciare e i libri di scuola da epurare dai contenuti fascisti. Negli anni Sessanta e Settanta una svolta per l’intero settore è rappresentata dalla nascita della scuola media unica e dalla liberalizzazione degli accessi universitari, che hanno portato all’aumento dei tassi di scolarizzazione e di conseguenza anche alla diffusione dei libri scolastici. Gli anni Ottanta e Novanta sono gli anni della nascita dell’informatica e di Internet, che hanno rivoluzionato radicalmente le modalità e i tempi di lavoro, ma sono anche gli anni di una rinnovata attenzione nei confronti dell’istruzione. E infine la cosiddetta “rivoluzione digitale”, che ha costretto l’intero settore editoriale a rinnovarsi e cambiare, per progettare prodotti in linea con le nuove esigenze della società.

Quale impatto ha il digitale nell’editoria scolastica?
Il digitale ha avuto un grande impatto tanto sulla scuola quanto sull’editoria scolastica. L’offerta digitale è oggi regolata da precise norme ministeriali e accompagna ogni libro di testo. Innanzitutto, influenza le modalità di lavoro: le case editrici hanno dovuto attrezzarsi tecnologicamente e imparare nuove competenze per produrre contenuti digitali di valore. Questo richiede maggiori risorse, anche perché il digitale rappresenta un costo economico significativo, sia per quanto riguarda le spese di produzione sia per le spese di mantenimento, soprattutto se si considera che non ha un fatturato proprio e sono ancora pochi a scegliere di acquistare solo l’edizione digitale, quindi si tratta di un prodotto praticamente gratuito.

Il digitale è perciò un settore che necessita di essere scoperto e valorizzato, poiché oggi è ancora concepito come una semplice offerta aggiuntiva. Nonostante ciò, tanto l’editoria quanto la scuola si trovano in una fase di tran­sizione, per questo bisogna continuare a investire per il futuro.

Quali le modalità di utilizzo, i vantaggi e gli svantaggi del digitale nell’editoria scolastica?
Innanzitutto, in virtù della sua natura ibrida, il primo vantaggio che il digitale offre è una nuova modalità di approccio allo studio che va a rinnovare la pratica didattica tradizionale e la arricchisce con strumenti solitamente utilizzati nelle ore extrasco­lastiche. Questo permette di moltiplicare le possibilità comunicative dentro e fuori dalla classe e dal manuale. I contenuti multimediali, attraverso l’ausilio di immagini e video, agevolano lo studio e la memoriz­zazione.

Il digitale rappresenta un vantaggio anche per gli insegnanti, che possono potenziare la lezione, rendendola più coinvolgente andando incontro alla sensibilità e agli interessi degli studenti.

Inoltre, i contenuti digitali interat­tivi si dimostrano uno strumento efficace per tutti gli studenti che presentano difficoltà di apprendimento come Bes e Dsa, poiché offrono la possibilità di uno studio alternativo, slegato dal testo, ma anche per tutti quei ragazzi che hanno stili di apprendimento differenti, più visivi e uditivi per esempio.

Tuttavia, il digitale ha ormai pervaso ogni aspetto della vita quotidiana e presenta inevitabilmente anche dei rischi. L’uso di questi device influenza e cambia il processo di lettura tradizionale, che diventa più discontinua, così come la scrittura, sempre più sintetica e disorganizzata. Se si osservano le statistiche sorprende la percentuale di ore che i ragazzi, anche giovanissimi, trascorrono sullo smartphone. Questa tendenza da un lato rileva l’effettivo aumento dell’abilità di multitasking, dall’altro però cresce la difficoltà di mantenere l’attenzione su un singolo compito.

Reputo perciò che sia necessario accostarsi al digitale senza pregiudizi ma in maniera consapevole, per introdurre strumenti efficaci e guidare nel loro utilizzo tanto gli insegnanti quanto gli studenti che, sempre più dipendenti da strumenti tecnologici comples­si, devono imparare a utilizzare il digitale in maniera critica e intelligente.

Quale futuro per il libro scolastico?
Nonostante le numerose novità introdotte dal digitale, il libro cartaceo rimane lo strumento più utilizzato dagli studenti nel processo di apprendimento, perciò non sembra essere destinato a scomparire. Tuttavia, la rapidità delle evoluzioni rende difficile intuirne l’immediato futuro. Senza dubbio continuerà ad arricchirsi di potenzialità, ma cambierà la modalità di fruizione di alcuni contenuti, sfruttando le possibilità offerte da device sempre nuovi e differenti. Il libro di testo può così diventare uno strumento multicanale efficace, che permette agli studenti non solo di acquisire contenuti, ma anche di sviluppare nuove competenze digitali. Il libro cartaceo continuerà perciò a svolgere la funzione che gli compete e il digitale le funzionalità multimediali, di esercitazione e di ap­profondimento.

Sebbene il futuro del libro scolastico sia difficile da intravedere, si può indicare la via maestra da seguire: continuare a offrire contenuti di qualità e strumenti utili ed efficaci per lo studio e la didattica.

Mara Conti, laureata in Filologia moderna presso l’Università Cattolica di Milano con una tesi in Storia del libro e dell’editoria, ha maturato un particolare interesse per l’editoria scolastica. Attualmente lavora come redattrice di scolastica e si occupa di editing, redazione, coordinamento editoriale per i prodotti cartacei e come redattrice digitale per la realizzazione di prodotti multimediali.