“Il commesso” di Bernard Malamud

Il commesso, Bernard Malamud, riassunto, trama, recensioneIl commesso è il secondo romanzo di Bernard Malamud, scrittore statunitense di origine ebraica caposaldo della narrativa americana. Il libro, scritto nel 1957, è stato inserito dalla rivista «Time» nella classifica dei 100 migliori romanzi di tutti i tempi.

Nove anni dopo la pubblicazione del Commesso, Malamud vince il premio Pulitzer con L’uomo di Kiev, romanzo ambientato nella Russia del 1911 che lo consacrò alla fama.

Ma il personaggio più autobiografico uscito dalla penna di Malamud è Morris Bober, il protagonista del Commesso. È nel mite e inossidabile Bober, infatti, che l’autore ha trasferito alcune delle proprie vicende familiari e biografiche; ciò ha contribuito a fare di questo romanzo, oltre che un capolavoro, il libro più amato di Malamud.

Nel 2017 la casa editrice Minimum Fax ha pubblicato una nuova edizione del Commesso: l’impeccabile traduzione è di Giancarlo Buzzi, mentre la prefazione d’autore è firmata da Marco Missiroli.

Trama

La vicenda si svolge a New York, nel quartiere di Brooklyn: è lì, che negli anni Cinquanta del Novecento, abita gran parte della comunità ebraica newyorkese, compreso Morris Bober. Bober (che in yiddish significa ‘di scarso valore’) è il proprietario di un piccolo negozio di alimentari, unica fonte di reddito per lui e la sua famiglia, composta dalla moglie Ida e dalla figlia ventitreenne, Helen. Gli affari vanno male: lungo la strada su cui si trova la bottega di Bober hanno aperto altri negozi ­– più moderni e attraenti del suo – che gli fanno una concorrenza spietata. Come se non bastasse, Bober è vittima di una rapina; oltre ai soldi sottratti, Morris viene ferito alla testa ed è costretto a letto. È a questo punto che entra in scena un misterioso giovane italo-americano che da alcuni giorni si aggira nel quartiere: Frank Alpine. Frank ha partecipato alla rapina nel negozio di Bober insieme al losco Ward Minogue, ma sin dall’inizio è stato assalito dal rimorso e dal senso di colpa. Inizia così il lungo percorso di espiazione di Alpine. Ogni mattina si fa trovare davanti al negozio al momento della consegna del latte e aiuta Bober, ancora convalescente per la ferita alla testa, a trasportare dentro le bottiglie. Pulisce la vetrina, si offre di occuparsi del negozio affinché Morris non si affatichi e non chiede mai nulla in cambio. Nonostante la diffidenza di tutta la famiglia (in particolar modo di Ida, preoccupata che un non-ebreo possa frequentare la loro casa), Frank riesce a entrare nel mondo dei Bober.

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Il commesso
  • Malamud, Bernard (Autore)

Alpine vorrebbe vivere rettamente, ma a ogni sua buona azione se ne accompagna una deviata. In negozio fa un ottimo lavoro e grazie a lui le vendite salgono, ma ogni giorno ruba dalla cassa, con l’idea che prima o poi restituirà quei soldi al legittimo proprietario. Si avvicina particolarmente a Helen, di cui si innamora; all’inizio la ragazza è particolarmente restìa, soprattutto per via delle enormi differenze culturali e religiose che ci sono tra di loro, ma Frank si impegna con tutto se stesso e alla fine la ragazza gli concede il proprio amore e la propria fiducia. Purtroppo, però, la parte animalesca di Frank ha il sopravvento: dopo aver salvato Helen da un’aggressione compiuta dal suo ex compare Minogue, e dopo che la ragazza gli ha dichiarato il suo amore, la violenta.

Da questo momento in poi Frank, lacerato dal rimorso, continuerà a fare di tutto per “diventare buono”, compreso confessare a Morris il suo ruolo nella rapina e sostituirlo in negozio mentre lui si riprende da una brutta polmonite, iniziando uno stremante secondo lavoro pur di saldare il suo debito. Bober, tuttavia, è fermo nella sua intenzione di tenere Frank lontano dalla sua famiglia e lo caccia. A questo punto gli eventi prendono una inusuale piega positiva per la famiglia Bober.

Il negozio di liquori di Karp – eterno rivale in affari di Bober – prende fuoco durante una rapina e lui chiede a Morris di acquistare il suo negozio. Con i soldi della vendita Morris potrà dare un futuro a se stesso e alla sua famiglia. Ma il martello divino torna presto ad abbattersi sui Bober: è marzo e a New York cade la neve, Morris è ancora convalescente ma ignora le ripetute raccomandazioni della moglie ed esce a spalare il marciapiede; tre giorni dopo morirà di polmonite.

È giunto per Frank il momento di riscattarsi: il giovane torna a lavorare in negozio e riesce a riconquistare la fiducia di Helen promettendole che si occuperà delle sue tasse universitarie. Orfana di padre e conscia della situazione in cui verte la sua famiglia, Helen riconsidera l’episodio della violenza e lascia che Frank si riavvicini. Ma Alpine non ha intenzione di fermarsi: si sta dedicando allo studio dell’ebraismo; dopo Pasqua diventerà ebreo.

Recensione

In questo libro non si narrano eventi straordinari, l’intreccio è semplice e lineare, così come lo stile di scrittura. L’intera vicenda si svolge per la stragrande maggioranza in uno spazio stretto e sempre uguale: il negozio di alimentari di Morris Bober, a Brooklyn. Uno spazio soffocante, che non permette ai personaggi – troppo impegnati a sopravvivere – di sollevarsi a guardare il mondo. È in questo luogo, e nelle sue immediate vicinanze, che si muovono tutti i personaggi, quasi come fossero gli attori di un atto unico. È nel suo negozio che Bober ha deciso di “seppellirsi”, soprattutto dopo la dolorosa perdita del figlio, ed è lì che abita, insieme alla sua stizzosa moglie e alla sua adorata figlia Helen; è lì, infine, che approderà Frank Alpine.

Frank Alpine, il “commesso” che dà il nome al romanzo, è senza dubbio il personaggio più complesso del racconto. Entra nella vita di Bober e della sua famiglia dopo una rapina in negozio e fin da subito risulta difficile identificare quale sia il suo ruolo all’interno della storia. Frank Alpine è buono o cattivo? È un aiutante o un antagonista? La risposta è la stessa per entrambe: Frank Alpine è un essere umano che schiva i colpi della vita; a volte in attacco, a volte in difesa.

Nel cuore di Frank fa sempre freddo – «In certi momenti se ne andava in giro con un patimento sordo nel cuore» – ma nella sua mente resta acceso un bagliore che in qualche modo riesce a scaldarlo; è per merito della luce che emana quel calore che Frank “si muove”, nel tentativo di evolvere. Il commesso non ha mai conosciuto il bene, ma ne è attratto, per questo implora Bober di farlo lavorare nel suo negozio; per questo si innamora di Helen e lotta per essere ricambiato: è a loro che vorrebbe somigliare, ma la sua indole disonesta tende a inchiodarlo alla versione peggiore di sé.

«Nel momento in cui ne avrei più bisogno, c’è qualcosa che mi manca, dentro di me o a causa mia».

Frank rappresenta il fallimento del sogno americano, quello che qualche anno dopo Philip Roth descriverà con spietata destrezza. Ma se in Roth non c’è assoluzione, in Malamud permane un sentimento simile alla dolcezza, di cui si fa portatore Morris Bober, che preferisce rinunciare a tutto – persino alla sua vita – in nome dell’onestà e della bontà.

«Sgobbava per ore e ore, era l’onestà fatta persona – non poteva proprio sfuggirle, era la sua palla al piede; sarebbe scoppiato se avesse imbrogliato qualcuno».

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Il commesso di Bernard Malamud si potrebbe descrivere con tre aggettivi: onesto, poetico, permanente. Onesto perché il narratore non si intromette mai, non dà né evoca giudizi sui personaggi che mette in scena, ne diventa portavoce per offrire a noi lettori le loro storie; poetico perché l’assenza di giudizio non pregiudica l’empatia anzi, paradossalmente la amplifica, è impossibile non identificarsi – almeno in parte – con ogni singolo personaggio, nel bene o nel male, perché ognuno incarna una sfaccettatura dell’animo umano; permanente perché quella del Commesso è una commedia umana che si fonda su una triade immutabile: la sofferenza, l’amore e l’inesorabile scorrere del tempo.

Il commesso di Bernard Malamud è un libro indispensabile. Un libro che, una volta finito, si desidera non avere ancora letto, per poterlo iniziare da capo.

Valentina Fedi

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