“Il cielo รจ di tutti” di Patrizia Caraveo

Prof.ssa Patrizia Caraveo,ย Lei รจ autriceย del libroย Il cielo รจ di tutti edito da Dedalo:ย in che modo l’inquinamento luminoso minaccia la bellezza del cielo stellato?
Il cielo รจ di tutti, Patrizia CaraveoLโ€™inquinamento luminoso รจ un subdolo prodotto della nostra civiltร  che teme la notte. Ognuno di noi, per sentirsi piรน al sicuro illumina troppo e male gli spazi esterni dimenticando che, per essere utile, la luce deve essere rivolta verso il basso, dove noi viviamo, e non verso lโ€™alto, dove splendono le stelle. Le immagini della terra di notte, prese dai satelliti metereologici, dimostrano come la nostra civiltร  sia luminosa ma certo non bene illuminata. Tutto quello che si vede in https://www.esri.com/about/newsroom/wp-content/uploads/2019/08/1_2016.jpg รจ luce artificiale che non รจ stata diretta verso il suolo ma, piuttosto, verso lโ€™alto. รˆ al tempo stesso uno spreco economico e un danno estetico perchรฉ se noi illuminiamo male la notte spegniamo le stelle e perdiamo uno degli spettacoli piรน emozionanti che la natura ci offre. Il problema รจ globale: un terzo della popolazione del pianeta vive in regioni cosรฌ illuminate da non riuscire a vedere la Via Lattea. Parliamo di oltre 2 miliardi di persone, gran parte delle quali risiede in Europa e negli Stati Uniti ma non dobbiamo dimenticare i casi di Singapore, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi, Corea del Sud, Giappone, Israele. Se esaminiamo la carta attuale della brillantezza del cielo notturno sopra lโ€™Europa, vediamo due vaste macchie ad alto inquinamento: una corrisponde al triangolo Belgio-Olanda-Germania del nord, mentre lโ€™altra copre tutta la pianura Padana. In effetti, lโ€™Italia gode del non invidiabile primato di essere uno dei paesi industrializzati con il piรน alto inquinamento luminoso. Tra i paesi del G20 siamo secondi solo alla Corea del sud.

Quale ulteriore minaccia รจย rappresentata dalle nuove costellazioni di satelliti?
Per gli astronomi i satelliti sono sorgenti luminose mobili che lasciano una impronta del loro passaggio sullโ€™immagine celeste che รจ in corso di acquisizione. A volte la strisciata non dร  troppo fastidio perchรฉ lโ€™oggetto che si vuole studiare รจ abbastanza lontano da non essere disturbato, a volte bisogna buttare via lโ€™immagine e ricominciare da capo. Ovviamente il problema รจ tanto piรน grave quanti piรน numerosi e brillanti sono i satelliti. Fino al maggio del 2019 gli astronomi ottici non erano troppo preoccupati, ma il lancio dei primi 60 satelliti della costellazione Starlink ha fatto suonare lโ€™allarme. Intorno alla mezzanotte del 24 maggio 2019, 20 ore dopo il decollo del Falcon 9, Marco Langbroek, un appassionato cacciatore di satelliti, gira da Leiden, in Olanda, questo video (https://vp.nyt.com/video/2019/05/30/80942_1_30vid-starlink_wg_720p.mp4) che mostra una sequenza di puntini luminosi che procedono ben allineati, quasi a formare un trenino.ย Gli astronomi ottici sono stati colti di sorpresa: i satelliti Starlink sono piรน luminosi del 99% dei satelliti in orbita. รˆ stato solo dopo avere visto il trenino cosรฌ luminoso che gli astronomi hanno apprezzato a fondo la serietร  del problema che puรฒ solo peggiorare con il crescere del numero di satelliti.ย La combinazione tra il numero, lโ€™orbita relativamente bassa, la forma appiattita e lโ€™inclinazione dei pannelli solari ha prodotto un effetto micidiale, in grado di mandare in tilt gli osservatori astronomici sorvolati dallโ€™allegro trenino (questo รจ un esempio eloquente https://nationalastro.org/wp-content/uploads/2019/11/D00908899_i_r5001p01-CC-cleaned-2-2.jpg). Il problema รจ particolarmente serio nelle ore successive al tramonto e prima dellโ€™alba quando sulla terra รจ buio ma gli oggetti in orbita vengono illuminati dai raggi del Sole. Nel cuore della notte, il problema non si pone perchรฉ gli oggetti in orbita bassa sono nel cono dโ€™ombra della terra e non riflettono.

SpaceX, la societร  diย Elon Musk,ย intende lanciareย 12.000 satelliti perย fornire servizi di connessione internet a livello planetario: chi le ha dato il permesso?
Space X รจ una compagnia USA che lancia dal suolo USA quindi lโ€™autorizzazione รจ stata data dalla Federal Communications Commission (FCC) che, perรฒ, non ha minimamente considerato lโ€™impatto ambientale, come invece sarebbe richiesto dal National Environmental Policy Act (NEPA) che impone alle agenzie federali di esaminare lโ€™impatto ambientale di tutto quello che autorizzano. Con una popolazione attuale di 9.000 satelliti (contando i 1.500 attivi e i 7.500 che hanno smesso di funzionare e sono, a tutti gli effetti, rottami), la FCC non ha battuto ciglio a raddoppiare abbondantemente la popolazione degli oggetti in orbita autorizzando SpaceX a lanciare 12.000 satelliti. Ma รจ solo lโ€™inizio. Musk dice di volerne lanciare altro 30.000 senza contare i 3.200 del progetto Kuiper di Amazon, i 4.700 della Samsung, i quasi 3.000 della Boeing.

A ben guardare, il problema di chi ha dato il permesso รจ molto piรน complicato, Mentre รจ sicuramente vero che i satelliti vengono lanciati dal territorio americano, quindi รจ ragionevole che lโ€™autorizzazione venga data da un ente americano, รจ altrettanto vero che le loro orbite sorvolano tutti gli altri paesi del globo che non sono stati minimamente coinvolti nella decisione. Con che autoritร  la FCC decide cosa mi deve passare sulla testa modificando lโ€™apparenza del mio cielo?

Il problema andrebbe gestito dallo UNOOSA (United Nation Office for Outer Space Affairs) lโ€™organismo mondiale, emanazione delle Nazioni Unite, che si occupa dellโ€™utilizzo pacifico dello spazio. Esiste un trattato internazionale sullโ€™utilizzo dello spazio, lo UN Outer Space Treaty, scritto negli anni โ€™60 del secolo scorso quando stava iniziando la corsa alla spazio e si voleva evitare che le potenze coinvolte proclamassero la loro sovranitร  sui corpi celesti.ย Adesso la situazione รจ radicalmente cambiata. Industrie private sono diventate protagoniste della nuova Space Economy il cui profitto si basa sul taglio del costo di lancio e sulla moltiplicazione del numero dei satelliti, con il risultato che รจ molto piรน difficile controllare il loro operato. Per evitare una privatizzazione indiscriminata dello spazio lo Outer Space Treaty dovrebbe essere aggiornato per regolare lโ€™affollamento delle orbite e anche la riflettivitร  dei satelliti.

Quale rischio costituisconoย per la Terra eย le esplorazione spazialiย iย detriti spaziali?
Il grande numero dei satelliti delle nuove costellazioni amplifica la possibilitร  di collisioni tra satelliti con effetti a catena a dir poco preoccupanti. Pensiamo che, in caso di collisione, si forma una nube di detriti che continuerร  a percorrere la stessa orbita del satellite originale moltiplicando le probabilitร  di altri impatti. Si chiama sindrome di Kessler dallo scienziato che lโ€™ha studiata per primo. Nonostante lโ€™apparente vastitร  dello spazio circumterrestre, sappiamo che la probabilitร  di collisione giร  oggi non รจ nulla. Il 10 febbraio 2009 uno dei satelliti della costellazione Iridium si รจ scontrato con un satellite militare russo della serie Kosmos non piรน operativo.ย La popolazione di oggetti che orbita intorno alla Terra (formata da satelliti attivi, satelliti spenti e rottami di varia dimensione) รจ tenuta sotto costante sorveglianza per minimizzare i rischi di avvicinamenti pericolosi. La ISS ogni tanto effettua manovre per schivare oggetti che potrebbero avvicinarsi troppo. Musk sostiene che i suoi numerosissimi satelliti sono dotati di un sistema automatico anticollisione. Tuttavia, il 2 settembre 2019 lโ€™Agenzia Spaziale Europea ha dovuto spostare il suo satellite Aeolus per evitare un passaggio troppo ravvicinato con uno Starlink.

Comeย si sta organizzando laย comunitร  astronomicaย per mitigare il problema e difendere il cieloย da questo nuovo tipo di inquinamento celeste?
La comunitร  astronomica ha cercato di quantificare il problema simulando lโ€™effetto del passaggio dei satelliti sopra i telescopi giร  operativi e su quelli in costruzione. In uno studio di questo tipo il parametro piรน importante risulta essere la dimensione del campo di vista del telescopio. Sono stati considerati sia telescopi che operano su campi di vista โ€œpiccoliโ€ sia telescopi che operano su campi di vista โ€œgrandiโ€. Come era ragionevole attendersi, i campi di vista piccoli sono meno colpiti dalla presenza dei satelliti perchรฉ possono evitare di osservare in direzione vicino allโ€™orizzonte dove ci sono delle zone piรน affollate quando il problema รจ piรน severo, dopo il tramonto e prima dellโ€™alba. I grandi telescopi europei in Cile non dovrebbero essere troppo danneggiati anche perchรฉ agli astronomi, in generale, non piace affatto osservare vicino allโ€™orizzonte perchรฉ la qualitร  delle immagini non รจ mai perfetta.ย La situazione รจ completamente diversa per i telescopi a grande campo, come il Vera Rubin Observatory, sempre in Cile che รจ stato costruito per fare copertura di grandi regioni del cielo. Ogni immagini coprirร  unโ€™area corrispondente a 40 volte la luna piena e il telescopio farร  molta fatica ad evitare le strisciate. Si stima che circa 1/3 delle immagini sarร  attraversato da un satellite che lascerร  una strisciata molto difficile da eliminare con algoritmi di pulizia perchรฉ troppo brillante. Visto che si tratta di un telescopio che si prefiggere da fare grandi survey celesti, cioรจ coperture molto estese del cielo, perdere unโ€™immagine su tre รจ difficile da accettare. Si รจ cercato di valutare la possibilitร  di programmare i puntamenti al fine di evitare i satelliti. Purtroppo sono talmente tanti che il compito sembra essere impossibile. Lโ€™unica soluzione รจ cercare di limitare la quantitร  di luce che riflettono ed รจ in questa direzione che ci si sta muovendo attraverso lโ€™utilizzo di alette parasole che dovrebbero limitare la luminositร  dei satelliti Starlink.

In che modo tutti noi possiamo contribuire?
Preservare lโ€™oscuritร  della notte non รจ una missione impossibile, con un poโ€™ di attenzione si puรฒ riuscire ad illuminare la strada senza rovinare troppo la visione del cielo. Nel libro racconto come gli astronomi americani sono riusciti a trovare un modus vivendi con grandi comunitร  urbane che, opportunamente sensibilizzate, hanno accettato di limitare lโ€™illuminazione non necessaria per vedere le stelle. In effetti, tutti possiamo contribuire a limitare lโ€™inquinamento luminoso, per esempio scegliendo con cura le lampade che utilizziamo per cortili e giardini.ย La differenza tra una lampada ottima e una pessima รจ giocata sulla capacitร  di dirigere la radiazione verso il basso e non verso lโ€™orizzonte o verso lโ€™alto. รˆ questo che chiedono le ordinanze regionali che sono state approvate quasi ovunque nel nostro paese proprio per limitare lโ€™inquinamento luminoso. Occorre fare molta attenzione ai LED perchรฉ la loro efficienza, coniugata con la loro economicitร , induce spesso ad abusarne peggiorando la situazione.

Lโ€™UNESCO ha definito la volta celeste un patrimonio dellโ€™umanitร  del quale tutti possiamo fruire perchรฉ il cielo stellato รจ parte integrante della vita degli esseri umani, degli animali e delle piante che chiamano casa il pianeta Terra. Oltre a godere della bellezza del cielo stellato, tutti dovremmo contribuire alla sua conservazione per cercare di mantenerlo intatto per le generazioni future.

Patrizia Caraveo รจ Dirigente di Ricerca all’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Dal 1997 รจ Professore a contratto dellโ€™Universitร  di Pavia, dove tiene il corso di Introduzione allโ€™Astronomia. Astrofisica di fama mondiale, nel 2009 รจ stata insignita del Premio Nazionale Presidente della Repubblica. Come membro delle collaborazioni Swift, Fermi e Agile ho condiviso per tre volte con i colleghi il Premio Bruno Rossi della American Astronomical Society nel 2007, 2011 e 2012. Nel 2014 รจ entrata nella lista degli Highly Cited Researchers. Fa parte del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica e delle 100 donne contro gli stereotipi. รˆ Commendatore dellโ€™Ordine al Merito della Repubblica Italiana.