Il cervello in amore. Le donne e gli uomini ai tempi delle neuroscienze Grazia AttiliProfessoressa Attili, Lei è autrice del libro Il cervello in amore. Le donne e gli uomini ai tempi delle neuroscienze pubblicato dal Mulino: quali sono le basi biologiche dell’amore?
Le emozioni e i comportamenti che mettiamo in atto nelle varie fasi della costruzione di un legame di coppia sono correlati all’attivazione di aree cerebrali e al rilascio di neurotrasmettitori specifici; hanno, in altri termini, una base biologica la quale riflette le nostre reazioni pur così diverse durante lo snodarsi dell’amore. Quello che proviamo durante passione è, come tutti sappiamo, diverso da quello che proviamo quando ormai siamo in coppia da più anni. Questo è dovuto al dato che durante la passione si attiva il nostro “sistema dopaminergico della ricompensa” il quale è responsabile del profluvio di dopamina che ci inonda, così che in quella fase è come fossimo dopati, alla stregua di un tossicomane. Quando l’amore è, invece, consolidato, è l’ossitocina a regalarci quel senso di calma e di sicurezza che si sente accanto alla persona amata.

Cosa accade al cervello durante l’innamoramento?
Durante l’innamoramento il cervello produce “sostanze” fortemente euforizzanti, come la dopamina, di cui dicevamo, e la feniletilamnina, simile all’adrenalina, la quale ci fa sentire “su di giri”. Certo per assicurarsi il senso di eccitazione che proviamo durante l’innamoramento basterebbe mangiare la cioccolata, la quale è ricca di feniletilamina e potrebbe essere un valido sostituto di una nuova storia d’amore! Ma troppa cioccolata fa ingrassare, mentre un nuovo amore no!!

Da cosa è determinata la passione?
La passione si scatena quando si ha la sensazione di aver trovato la persona giusta, anche se in questa fase le aree deputate alla logica e al giudizio, come la corteccia prefrontale, non si attivano così che viene meno qualsiasi capacità critica nei riguardi del partner di cui ci innamoriamo. Inoltre, in questa fase, si abbassa il livello di serotonina; questo spiega perché quando amiamo proviamo allo stesso tempo felicità ma anche una forte ansia. Abbiamo sempre paura di essere lasciati!

Esiste una predisposizione genetica all’infedeltà?
L’infedeltà e la fedeltà sono l’esito di un intreccio di più fattori, che possono essere genetici, ambientali o il risultato di come siamo stati tirati sui da piccoli dai nostri genitori. Per esempio, esiste una variante genetica che porta ad una minore produzione di vasopressina, l’ormone della monogamia, e quindi ad essere infedeli, ma questo si verifica solo se in quell’individuo particolare agiscono anche fattori di altro tipo, situazioni ambientali, altre varianti genetiche, il modo in cui si è stati allevati, così che l’essere più o meno infedeli è il risultato di una grande complessità.

Perché amiamo?
Siamo predisposti ad amare dalla nostra storia evoluzionistica. Noi produciamo una prole fortemente immatura, e per tempi lunghi, la quale per poter sopravvivere e trasmettere le caratteristiche dei suoi genitori nelle generazioni successive deve poter usufruire di una madre e di un padre disposti a prendersene cura stando insieme. Attraverso un legame di amore un uomo ed una donna possono assicurare a sé stessi la loro replicazione genica.

Quali differenze vi sono tra il cervello maschile e quello femminile?
Il cervello delle donne è diverso da quello degli uomini. Le donne hanno più facilmente accesso a tutte e due gli emisferi cerebrali e quindi riescono a coniugare gli aspetti emotivi, propri dell’emisfero di destra, con quelli più logici, propri dell’emisfero di sinistra. Gli uomini hanno un maggior controllo delle emozioni, un maggior senso della direzione e dello spazio; le donne riconoscono di più i segnali non verbali, sono più espressive e sono più centrate sulle relazioni affettive.

Quali differenze vi sono tra uomini e donne in amore?
Le donne producono più ossitocina, l’ormone dell’amore, la quale emerge dal contatto con la persona amata, porta a desiderarne la vicinanza e fa sentire tranquilli. Quindi tendono a rimanere legate ad un partner più facilmente e per tempi più lunghi. L’ossitocina, peraltro, viene prodotta nelle donne anche dal solo ricordo di coloro che amano, così che le donne sono più suscettibili del “mal d’amore” in quanto anche a distanza sono regolate da questo neurotrasmettitore e desiderano il partner sia se il loro è un amore felice ma anche se il loro legame non funziona.

Grazia Attili è Professore Ordinario di Psicologia Sociale all’Università La Sapienza di Roma