«Le donne come le rose mettono radici, sono resistenti, sopportano le avversità e nonostante la mancanza di cure rifioriscono baldanzose a ogni primavera»

Il catalogo delle donne valorose, Serena DandiniSe credete che questa sia solo una smielata considerazione, vi sbagliate di grosso. Serena Dandini, autrice e conduttrice, ha espresso questo concetto in ogni pagina della sua opera, raccontando di donne che hanno saputo reinventarsi, che hanno saputo lottare, che hanno avuto un carisma tale da battersi per le proprie idee. Il catalogo delle donne valorose è un’enciclopedia socio-botanica nata grazie a ibridatori che hanno reso immortali donne straordinarie dedicando loro il nome di un fiore.

Il binomio donna-fiore è rappresentato graficamente in apertura di ogni capitolo dalle bellissime illustrazioni di Andrea Pistacchio, conosciuto collaboratore della Dandini, che ne ha firmato anche la copertina. I suoi collages mettono insieme foto storiche delle donne di cui si racconterà e della corolla floreale associata. Ogni capitolo ha il nome di una donna, le caratteristiche della particolarità del fiore dedicatole e il motivo per cui è da ritenersi valorosa. Sono 35 le storie affrontate, anche se è stata effettuata una cernita tra tante altre che potevano rientrare nel fil rouge caratterizzante di quest’opera.


Ma perché queste donne sono da considerarsi valorose? Perché c’è bisogno di parlarne?

Risponde l’autrice dicendo che questo libro è “un tentativo bucolico di allargare la conoscenza di vite eccezionali che meriterebbero ben più altre attenzioni”. Un omaggio a persone che nonostante abbiano fatto cose straordinarie nella loro vita, devolvendola interamente a un ideale o una passione che non era concessa loro, non hanno avuto il giusto riconoscimento storico. Persone che hanno vissuto molto più di una vita, che hanno cambiato il proprio destino più volte, che sono andate incontro a un futuro pericoloso, incerto o tragicamente definito. Un aspetto, quello di essere donne, che è stato socialmente discriminante ma che è stato anche portato avanti con fierezza, come emerge dalle parole di Nellie Bly in riferimento alla sua colossale impresa del voler effettuare il giro del mondo in 80 giorni: “Non è poi questa gran cosa per una donna compiere un viaggio del genere. Con il fegato, l’energia e l’indipendenza che oggi caratterizzano tante donne, non c’è da stupirsi più di tanto”.


Donne ben consapevoli delle ingiustizie e umiliazioni immeritate ricevute, che hanno portato avanti nelle loro parole la semplice notazione di voler essere considerate degli esseri umani non inferiori agli uomini. “È così che il mondo tratta le donne il cui carattere non è stato cancellato dall’educazione ricevuta, mentre negli uomini, al contrario, l’originalità è considerata un merito” queste le parole di Cristina del Belgioioso in merito a una critica sessista fatta per sminuire il suo impegno nell’aver fondato e diretto la “Gazetta Italiana”. Rappresentative sono anche le parole di Olympe de Gouges “Se la donna ha diritto di salire sul patibolo, deve avere ugualmente il diritto di salire sulla tribuna” in merito alla richiesta di uguaglianza tra i cittadini durante la Rivoluzione francese.

Ma non solo discriminazioni di genere animano le eroine della Dandini. C’è anche l’impegno contro il razzismo di Angela Davis, osannata icona rivoluzionaria, e quello patriottico di Josephine Baker, conosciuta più per il suo gonnellino di banane che per le fodere dei cappotti in cui erano cuciti importanti documenti da trasportare. Si racconta poi di Wangari Maathai, nobel per la pace, e di Ipazia, filosofa dell’antica Grecia che credeva nella divulgazione della cultura tra il popolo e non la relegazione della stessa nelle accademie.

Questi solo alcuni esempi di coraggio, lotta e determinazione che sono stati capaci di lasciare un segno nel mondo. Una traccia indelebile che possa sempre ricordare a tutte le persone che godono e godranno della loro libertà che c’è stato chi, prima di loro, ci ha creduto e a reso possibile tutto ciò. Il catalogo delle donne valorose vuole generare un ricordo grato a queste donne che sono andate fuori dal margine prefissato loro dalla società, compiendo grandi imprese nell’ambito sociale, storico, scientifico, umanistico e artistico.

A Serena Dandini il merito di aver romanzato l’essenza mutevole e combattiva di queste anime.

Sara Genovese