Lāinteresse che la lettura dei romanzi di Balzac suscita nei giuristi ĆØ, a mio avviso, enorme. La societĆ francese della prima metĆ dellāOttocento ā che Balzac mette in scena nella ComĆ©die humaine ā ĆØ in profonda e rapida trasformazione; una trasformazione che incide sulle sue strutture economiche, che vede la definitiva affermazione dellāindividualismo borghese, lāavvento di un sistema di produzione industriale e lāascesa del capitalismo finanziario. Questi radicali mutamenti interessano anche lāordinamento giuridico e nei romanzi di Balzac si possono cogliere cosƬ le prime criticitĆ degli assetti normativi delineati attraverso la grande riforma legislativa che era iniziata allāindomani della Rivoluzione francese, si era sviluppata nellāultimo decennio del Settecento, e che era giunta a compimento grazie ai Codici voluti da Napoleone. Codici i quali hanno esercitato una larga influenza in buona parte dellāEuropa, e poi soprattutto in Italia, segnando cosƬ lāavvento della modernitĆ anche nel campo del diritto e delineando categorie e concetti con cui ancora oggi ci confrontiamoLāopera di Balzac offre, dunque, al giurista ā ma anche, in veritĆ , al comune lettore – un osservatorio privilegiato, perchĆ© permette di cogliere come quelli che si ĆØ soliti pensare essere problemi dellāetĆ contemporanea siano in realtĆ problemi che hanno radici lontane, e come gli stessi non abbiano ancora trovato adeguata soluzione.
Quali fondamentali problemi dellāesperienza giuridica mette a fuoco il romanziere francese?
Nei suoi romanzi Balzac tocca moltissimi temi, che non sono limitati peraltro neppure al solo diritto privato e commerciale, su cui mi sono soffermato nel libro. Balzac spazia, infatti, dai problemi del diritto penale ā ma questo ĆØ, in definitiva un aspetto frequente anche in altri romanzieri dellāOttocento ā a quelli, del tutto nuovi, del diritto amministrativo. Nel romanzo āGli impiegatiā Balzac ci offre, ad esempio, una rappresentazione molto vivida ā ed ancora drammaticamente attuale ā delle inefficienze e delle disfunzioni della burocrazia.
Nella prospettiva del diritto privato e commerciale, i temi su cui Balzac insiste maggiormente sono quelli legati al contratto e alle successioni per causa di morte ā che nellāimpianto del Code Civil erano i due fondamentali strumenti di circolazione della ricchezza ā e allāesercizio delle attivitĆ economiche. Tutti questi temi sono per Balzac lāoccasione per mettere in risalto il ruolo dominante del denaro nella societĆ francese del suo tempo – ma lo stesso mi sembra possa dirsi per quella contemporanea – dove tutto può essere scambiato e dove in definitiva si può fare commercio di tutto.
Quali figure nella ComĆ©die humaine incarnano i temi dellāautonomia negoziale e dellāingiustizia del contratto?
Ć difficile dare una risposta succinta a questa domanda. Nel mondo descritto da Balzac lo scambio ĆØ la forma fondamentale delle relazioni umane, che sono dominate dalla logica dellāhomo homini lupus di cui aveva giĆ parlato Hobbes, e che caratterizza anche largamente il pensiero di Schopenhauer ā e la critica letteraria più recente ha anzi ben messo in risalto la forte consonanza tra il pessimismo di Balzac e quello del filosofo tedesco.
Tra i tanti esempi di romanzi in cui la relazione contrattuale ĆØ caratterizzata dal tentativo di una parte di approfittarsi dellāaltra, dettando condizioni inique dello scambio, mi sembra si debbano segnalare almeno: Il curato di Tours, dove ĆØ proprio il contratto concluso dal curato FranƧois Birotteau con la padrona di casa mademoiselle Gamard che gioca un ruolo fondamentale come meccanismo per lo sviluppo della storia; Gobseck, romanzo dove domina il potere del denaro, ed in cui un ruolo centrale ha la vendita della parure di gioielli da parte della contessa De Restaud, e che dunque ci rappresenta il contratto come strumento attraverso cui si pratica lāusura; Illusioni Perdute, forse il capolavoro di Balzac, nel quale abbiamo almeno due esempi di relazioni contrattuali ā il contratto concluso tra papĆ Sechard e il figlio David, allāinizio della storia, e quelloĀ tra David e i suoi concorrenti i fratelli Cointet, con cui il romanzo invece si conclude ā entrambe connotate dallāassenza di equilibrio contrattuale, conseguente al diverso potere e forza negoziale dei contraenti.
Come vengono tratteggiati insolvenza e fallimento?
Insolvenza e fallimento sono temi ricorrenti, forse anche perchĆ© vi si riflette lāesperienza personale vissuta da Balzac, che al rischio del fallimento fu esposto in conseguenza dellāincapacitĆ di far fronte ai debiti contratti nella sua attivitĆ di stampatore ed editore, in cui si lasciò coinvolgere verso la fine degli anni Venti.
Lāattenzione al tema del fallimento ĆØ lāoccasione per Balzac per mettere in luce, da un lato, la diffidenza che la coscienza sociale del tempo manifestava verso il commerciante insolvente ā era ancora molto diffusa lāidea che le cause di un fallimento fossero da ricondurre soprattutto a condotte fraudolente ai danni dei creditori ā ma anche, dallāaltro lato, lāapproccio ingiustificatamente repressivo adottato dal legislatore napoleonico, incapace di cogliere che il commerciante fallito ĆØ, invece, spesso vittima delle circostanze avverse che possono anche sfuggire al suo controllo, e in cui non si può ravvisare nĆ© dolo nĆ© frode. In questa rappresentazione ambivalente del fallimento, la lettura di Balzac ĆØ ancora estremamente attuale, come del resto testimonia il dibattito giuridico recente, che si svolge in Italia e in Europa, in merito alla necessitĆ di rendere meno gravose le procedure di insolvenza, trattandosi di un fenomeno non necessariamente imputabile a colpa dellāimprenditore.
Quale descrizione ritroviamo, nella ComƩdie humaine, di iniziativa economica e concorrenza?
Come ho giĆ detto, nei romanzi di Balzac assistiamo ad una rappresentazione molto chiara delle trasformazioni della realtĆ economica, ed in particolare al progressivo tramonto del modello dellāimpresa artigiana e lāaffermazione di un modello di impresa industriale, sempre più complessa e organizzata. In questo senso sono molto interessanti, perchĆ© permettono di cogliere tale evoluzione, da un lato, il breve romanzo Alla casa del gatto che gioca a palla, e, dallāaltro lato, il romanzo Cesar Birotteau. Mentre il primo ci descrive ancora il mondo della piccola bottega, e dunque ci offre la rappresentazione di una economia ancora legata soprattutto al commercio, nel secondo Balzac mette in rilievo, invece, lāemergere del modello dellāimpresa di produzione e distribuzione, al dettaglio non meno che allāingrosso, e dunque un mondo nel quale per lo svolgimento dellāattivitĆ economica si rivela fondamentale la disponibilitĆ di capitali e il ricorso alle tecniche pubblicitarie cosƬ da poter attrarre il favore del pubblico dei consumatori.
La sempre maggiore rilevanza che assume la libertĆ di iniziativa economica porta con sĆ© lāaccentuarsi anche della dimensione concorrenziale del mercato. Nei romanzi di Balzac assistiamo soprattutto alle espressioni deteriori della concorrenza, e alla perdita di ogni etica professionale. Emblematico in questo senso ĆØ quanto accade in Illusioni Perdute, dove Balzac ci offre una vivida rappresentazione della lotta concorrenziale tra la piccola tipografia di David SĆ©chard e la moderna tipografia dei fratelli Cointet, e che vedrĆ la prima fatalmente soccombere alla seconda sotto la pressione, insostenibile, di comportamenti aggressivi e scorretti.
Come si sviluppava la speculazione finanziaria al tempo della Restaurazione?
Anche in questo caso la lettura di Balzac è di grande interesse, perché ci rivela come nel mondo della Borsa, e più in generale nel mercato finanziario nulla sia cambiato in questi duecento anni. Anche ai tempi della Restaurazione e durante il regno di Luigi Filippo, la c.d. Monarchia di Luglio, assistiamo a repentine crescite e altrettanto repentini crolli di titoli, e la speculazione viene alimentata soprattutto per effetto del fenomeno della manipolazione informativa, vale a dire grazie alla diffusione di false informazioni sul mercato.
Anche nei romanzi di Balzac, cosƬ come avvenuto in tempi recenti in casi noti alle cronache, gli effetti delle bolle speculative finiscono per riflettersi drammaticamente sui risparmiatori inconsapevoli. In questo senso la storia dello scoppio della bolla che aveva alimentato i titoli della Banca Claparon – raccontata nel romanzo La Maison Nucingen – che produrrĆ gravi perdite per molti investitori, arricchendo unicamente il barone Nucingen, ha molte somiglianze con quanto abbiamo visto accadere in questi anni, e la conclusione di Balzac sul fatto che la legge ĆØ come una Ā«tela di ragno che trattiene solo le mosche piccole e non anche quelle grandiĀ» ĆØ una amara confessione, ieri come oggi, dellāincapacitĆ del diritto di fronteggiare tali fenomeni.
In che modo Balzac interpreta la crisi della giustizia?
Per Balzac la crisi della giustizia dipende da almeno due diversi fattori. Certamente un ruolo importante gioca la struttura delle norme, non sempre adeguate e sufficienti, come abbiamo visto, per disciplinare in maniera ottimale i molteplici conflitti che si presentano nelle relazioni tra gli uomini. Ma la crisi della giustizia dipende anche, e forse soprattutto, dai comportamenti di avvocati e giudici, che non sempre assolvono i propri compiti in maniera corretta, e talora pongono in essere comportamenti non conformi alla deontologia professionale.
La denuncia di Balzac ĆØ, sotto questo profilo, molto dura e non manca di mettere in luce ā per quanto riguarda le disfunzioni interne alla magistratura ā come ciò dipenda anche dalla contiguitĆ di molti giudici con il potere e la politica. In questo senso ĆØ emblematica la figura del giudice Camusot, che ritroviamo in romanzi come Il Gabinetto delle AntichitĆ , LāInterdizione, Splendori e Miserie delle Cortigiane, che Balzac ci presenta sempre come pronto ad essere accondiscendente con i potenti, e che proprio e solo grazie a tali qualitĆ ĆØ destinato a sopravanzare nella carriera i giudici probi e preparati, il cui simbolo ĆØ, invece, il giudice Popinot. Anche sotto questo profilo mi sembra ci sia molto, dunque, di che riflettere, specie se guardiamo a recenti note vicende che sono state alla ribalta delle cronache.
Giuseppe Guizzi, nato a Napoli il 14 ottobre 1967, ĆØ professore ordinario di diritto commerciale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dellāUniversitĆ di Napoli āFederico IIā. Avvocato dal 1994, ĆØ componente dellāArbitrato per le Controversie Finanziarie. Ć membro della direzione della Rivista del diritto commerciale, du RdS-Rivista del diritto societario, dellāOsservatorio di diritto civile e commerciale e del Corriere giuridico. Ć autore di più di cento pubblicazioni in tema di societĆ , impresa, titoli di credito, fallimento, concorrenza, banca e mercato finanziario, oltre che di cinque monografie: Gestione rappresentativa e attivitĆ di impresa, Padova, 1997; Il titolo azionario come strumento di legittimazione. La circolazione delle azioni tra diritto cartolare, diritto comune e diritto del mercato finanziario, Milano, 2000; Il mercato concorrenziale: problemi e conflitti, Milano 2010; Gestione dellāimpresa e interferenze di interessi. Trasparenza, ponderazione e imparzialitĆ nellāamministrazione delle S.p.A., Milano, 2014; Il Ā«caso BalzacĀ». Storie di diritto e letteratura, Bologna, 2020.




