Il brand Gomorra. Dal romanzo alla serie TV, Giuliana BenvenutiProf.ssa Giuliana Benvenuti, Lei è autrice del libro Il brand Gomorra. Dal romanzo alla serie TV edito dal Mulino: come nasce il successo del libro di Roberto Saviano?
Gomorra è stato un vero e proprio caso letterario, nato da una scommessa editoriale dalla quale non credo ci si attendesse il successo che invece è arrivato. Viene pubblicato nell’aprile del 2006, senza particolari clamori. Escono alcune recensioni e a giugno Saviano intraprende un tour di presentazioni in tutta Italia. Il successo editoriale si va consolidando e il dibattito in rete diventa sempre più esteso, ma sui quotidiani il libro non riceve particolari attenzioni. A settembre, «L’Espresso» pubblica un numero speciale, dal titolo Napoli perduta, con un reportage di Saviano; e sempre nello stesso mese la casa di produzione Fandango annuncia di aver comprato i diritti del romanzo per realizzare un film con la regia di Matteo Garrone. Fin qui si tratta di una buona escalation editoriale, ma il caso mediatico scoppia solo quando il 13 ottobre 2006 all’autore viene affidata una scorta dopo le minacce ricevute dai boss camorristi casalesi. Da questo momento in poi, Saviano diviene simbolo della lotta contro il potere delle mafie, anche a seguito del suo discorso a Casal di Principe, durante il quale sfida il Sistema a viso aperto. Come molti hanno rilevato, questa circostanza ha mostrato che la letteratura e chi la scrive possono ancora svolgere una funzione civile, di denuncia, in grado di interpellare il lettore e spaventare una potente organizzazione criminale. La vicenda del libro e del suo autore hanno ridato forza alla parola e alla sua capacità di intervento e dunque hanno costituito un fattore importante del successo di Gomorra. Gomorra vuole creare una comunanza tra i lettori fondata sull’orrore e lo sdegno, il lettore viene coinvolto e spinto al rifiuto, alla negazione di un assetto di potere, alla resistenza.I fattori che hanno contributo a questo esito straordinario sono però anche altri e pertengono alla costruzione del testo stesso, in primo luogo la straordinaria forza enunciativa e la particolare forma di un romanzo che non è del tutto un romanzo. Aggiungerei poi il fatto che il libro si inserisce, al suo primo apparire nel 2006, in una nuova stagione di letteratura civile (che sarà poi descritta come «nuova epica italiana» e/o «nuovo realismo»).

Infine, sul piano internazionale, ha avuto un peso l’esistenza di un immaginario sulla mafia trasmesso da altri media e proveniente da produzioni prevalentemente statunitensi (dunque un pubblico già esistente e interessato). La percezione di essere immersi in un mercato globale si è ormai ampiamente diffusa (anche in Italia) e a essa corrisponde, nel settore della produzione letteraria, una volontà di scrivere per un pubblico più ampio di quello nazionale, da parte di scrittori che vivono in un mondo di immaginari interconnessi, nel quale la cultura mediatica e le nuove tecnologie esercitano un ruolo decisivo nella ideazione di una nuova immagine del reale. Tra essi, Saviano è il più letto e conosciuto.

In che modo Gomorra è divenuto una serie TV di grande successo internazionale?
Il successo di Gomorra–La serie è il risultato di quella che definirei, appunto, un’internazionalizzazione del brand Gomorra. La serie televisiva è stata, cioè, capace di andare “oltre l’adattamento”, costituendo piuttosto un’espansione narrativa del testo originale, secondo strategie glocali sempre più praticate dall’industria culturale. Da un lato, infatti, troviamo personaggi e vicende sostanzialmente autonomi, perché collocati in uno spazio-tempo che segue la pubblicazione di Gomorra e che consente quindi di monitorare l’evoluzione delle dinamiche camorriste degli ultimi anni (dal 2012 al 2015 circa), soprattutto sulla scorta delle ulteriori ricerche di Saviano. D’altra parte, però, lo stereotipo culturale su base regionale (e nazionale) del mafioso si contamina fortemente con altre modalità rappresentative proprie di un immaginario transnazionale. Queste attingono soprattutto alla serialità hollywoodiana e alla tradizione del gangster movie, opportunamente rivisitata proprio dai serial statunitensi.

A ciò si aggiunge l’esperienza di Stefano Sollima, che approda alla direzione del progetto in seguito alla regia di Romanzo criminale–La serie e che ha pertanto già sperimentato le fasi della catena produttiva multimediale e il linguaggio crudo di un neonoir che entra prepotentemente a far parte anche della serialità italiana, finora abituata ad altri codici. L’ultimo ingrediente del successo è stata la capacità di creare una continuità tra le diverse produzioni attraverso la presenza “legittimante” di Saviano (che presiede alla realizzazione e al lancio della serie) e tramite la costruzione narrativa di nuovi personaggi a tutto tondo e di vicende da saga familiare, che garantiscano il giusto stimolo emotivo al fruitore.

Quali sono gli elementi distintivi del brand Gomorra?
Come dicevo, il perno su cui ruota il brand è senz’altro Saviano, diventato un “personaggio mediatico” grazie agli effetti della sovraesposizione: icona pop, ma soprattutto istanza di controllo della legittimità dei diversi prodotti culturali, frammenti di un’unica narrazione disseminati su varie piattaforme mediali, in particolare quelle televisive. Essendo coinvolto nel marketing di tutte le produzioni, e continuando a espanderne l’universo narrativo (La paranza dei bambini e Bacio feroce costituiscono evidentemente dei sequel del primo romanzo e offrono nuovo materiale per le future stagioni della serie, ma si veda anche il progetto di un graphic novel autobiografico per Bao Publishing), Saviano guida al consumo della narrazione in tutte le sue forme. Allo stesso tempo, rinsalda l’investimento del fruitore anche in termini affettivi. Lo dimostrano gli spazi di consumo collettivo e di dibattito che gli sono dedicati: il web 2.0 determina l’aggregazione e la diffusione di contenuti, veicola valori che possono essere condivisi, ma insieme conferma lo statuto di culto del prodotto Gomorra.

È possibile identificare le ragioni di un successo così ampio?
Le ragioni vanno cercate nella natura stessa dell’era postmediale, che ha forzato la produzione artistica a un cambiamento sostanziale. L’autore dispone delle risorse tecnologiche, e spesso anche della competenza, per trasformarla in un’esperienza, diciamo così, emotivo-partecipazionale. Il carattere interattivo dei materiali replica ed espande costantemente il successo dell’originale, mentre il consumatore è coinvolto nel processo creativo attraverso pratiche di ri-scrittura. Così si spiegano, ad esempio, gli interventi parodici “ai danni” del personaggio Saviano e della sua opera (non solo d’esordio, chiaramente).

Alla luce del successo di Gomorra, può la letteratura, nell’epoca dei nuovi media, contribuire ancora ad una riflessione critica sulla contemporaneità?
La forza della denuncia di un testo come Gomorra deve però costantemente misurarsi con le modalità di circolazione delle idee attualmente previste da un’industria culturale egemonica. In altre parole, l’autore di testi letterari è oggi chiamato a negoziazioni che mettono in luce la sempre crescente complessità dei rapporti tra lo scrittore e gli altri produttori e mediatori di cultura, a partire naturalmente dagli agenti editoriali. Questo processo, porta con sé contraddizioni e negoziazioni complesse, che devono essere indagate nei suoi molteplici risvolti, come ho appunto tentato di fare in questo studio.

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